Molti di noi trascorrono ore ogni giorno in auto e la guida autonoma prometterà di liberarci finalmente dall’assillo del traffico cittadino “stop and go”. Avete mai pensato però a cosa potreste fare mentre siete seduti in auto senza tenere le mani sul volante? La risposta di Microsoft a questo interrogativo è molto semplice: lavorare.

Al CES 2016 di Las Vegas la compagnia tedesca IAV e Microsoft hanno mostrato un modello di Golf ormai prossimo alla produzione nel quale, a dominare il cruscotto, è un grande display LCD che non solo fornisce tutti i dati di guida ma che, tramite la funzionalità Continuum di Windows 10, può diventare all’occorrenza un vero e proprio monitor sul quale utilizzare le applicazioni di Windows 10.

Di solito non si pensa a controllare le email mentre si è in autostrada, ma nel lento traffico cittadino i sistemi di guida autonoma sono già in grado di frenare, accelerare e assicurare una guida quanto mai accorta e sicura. Ecco perché anche in macchina si potrà presto avere del tempo libero per fare qualcos’altro che non sia appunto guidare.

Nel corso della dimostrazione al CES 2016 di IAV e Microsoft un Lumia 950 XL con Windows 10 Mobile è stato collegato a un’apposita dock interna alla Golf tramite un cavo USB-C, anche se è stato detto che in futuro il collegamento tra smartphone e auto sarà reso completamente wireless. Nel test, con la Golf che procedeva a circa 30 km/h, un ingegnere di IAV che era alla guida ha premuto un pulsante sul volante e ha cominciato a porre delle domande a Cortana, chiedendo ad esempio quali fossero i suoi appuntamenti per quel giorno e ricevendo una lista completa degli impegni sul display.

L’idea naturalmente è quella di interagire con l’auto senza alcun controller fisico ma solo con la voce e questo potrà essere fatto per lanciare e utilizzare qualsiasi app, compreso Netflix ad esempio per guardarsi magari l’episodio di una serie TV mentre si è bloccati in coda in tangenziale.

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Per Microsoft Windows 10 potrebbe rappresentare un’opportunità importante per tornare nel mercato dell’automotive dopo esserne stata tra i principali protagonisti, sviluppando ad esempio il sistema Sync per le auto Ford (il tutto poi è passato nelle mani di BlackBerry con il sistema operativo QNX). Non dimentichiamo poi che Microsoft, prima ancora che questi diventassero dispositivi di massa, aveva sviluppato uno smartwatch (lo SPOT watch), set-top boxes connessi (WebTV e MSN TV) e tablet (il TabletPC).

Il test svolto al CES 2016 ha anche messo in luce una seconda possibilità resa possibile dalla guida autonoma. Una donna con al polso la Microsoft Band 2 è sbucata fuori all’improvviso in mezzo a due auto parcheggiate. LIDAR, i radar e altre tecnologie di guida autonoma sono in grado di avvertire la presenza di oggetti, animali e persone da una certa distanza, ma potrebbero non essere abbastanza veloci in casi come questi, dove un pedone può immediatamente attraversare la strada senza che i sensori lo individuino in tempo.

Al CES invece, la Microsoft Band 2 ha comunicato ai sensori dell’auto la presenza della donna tramite Bluetooth. Una volta ricevuto il messaggio, l’auto ha iniziato a decelerare per dopo accelerare quando ha capito che non c’era un pericolo imminente (la donna infatti non ha attraversato la strada, ma ha aspettato che l’auto passasse).

Con una simile tecnologia anche l’infrastruttura stradale potrebbe sapere com’è la situazione del traffico e agire di conseguenza. Un semaforo smart ad esempio potrebbe far durare molto meno il rosso se si accorge che non c’è traffico o che i passanti nelle vicinanza non rappresentano un problema immediato.

Non è però ancora chiaro se tutto ciò possa funzionare alla perfezione anche in situazioni molto affollate e con un traffico veicolare di un certo tipo, soprattutto con centinaia di connessioni Bluetooth contemporaneamente. Resta comunque il fatto che molte di queste tecnologie sono ormai quasi mature per una loro diffusione su larga scala, senza dimenticare che tutto ciò, solo dieci anni fa, appariva a molti come pura fantascienza.