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La stampante HP Jet Fusion serie 4200 con la stazione di post processing (a destra)

In occasione della conferenza Rapid 2017, HP ha dichiarato che sta investendo sempre più nello sviluppo delle stampanti 3D Multi Jet Fusion. La nuova linea di stampanti Jet Fusion, che HP ritiene competitive rispetto a tecnologie di produzione standard come lo stampaggio a iniezione, arriverà sul mercato principalmente attraverso circa 30 rivenditori in Nord America e in Europa. “L’80% di questi partner di canale è nuovo per HP”, ha dichiarato Steven Nigro, presidente dell’unità 3D Printing di HP, durante una conferenza stampa che si è svolta la scorsa settimana.

Attualmente ha HP ha più di dieci centri 3D Printing Reference and Experience tra gli Stati e l’Europa, dove i potenziali clienti possono testare i prodotti industriali per la stampa 3D. HP ha reso noti oggi alla.

Secondo quanto dichiarato dalla società, le stampanti 3D Multi Jet Fusion consentiranno la produzione di massa attraverso l’additive manufacturing (stampa 3D), non solo la prototipazione rapida per la quale la tecnologia è tipicamente utilizzata. Per produzione di massa l’azienda intende centinaia, migliaia o decine di migliaia di pezzi.

Le stampanti Multi Jet Fusion lavorano depositando inizialmente uno strato di prima polvere spesso circa 100 micron (lo spessore di un foglio di carta standard) su un letto di stampa. La polvere viene depositata attraverso una barra di stampa con 30.000 ugelli che spruzzano 350 milioni di gocce di materiale fuso al secondo.

Uno degli elementi più innovativi delle stampanti HP è il fatto che possono stampare l’elettronica nelle parti create grazie all’uso di materiali conduttori stampati a livello voxel, l’unità che compone l’oggetto finito. Equivalentemente a un pixel in un display, nella stampa 3D un voxel è un piccolo cubo con dimensioni di 50 micron. Un prodotto finito è composto da milioni di voxel.

La prima stampante HP Jet Fusion fu lanciata ufficialmente nell’ottobre 2014. Nel primo trimestre del 2017, il CEO di HP Dion Wiesler aveva dichiarato per la prima volta che la società stava “ottenendo ricavi” dalle vendite delle stampanti 3D Multi Jet Fusion, segnando una “pietra miliare per la stampa 3D“.

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Aziende quali Nike, BMW, Johnson & Johnson, Siemens e Autodesk hanno testato le tecnologie di stampa Jet Fusion nei laboratori di HP

Alla conferenza Rapid 3D dello scorso anno, HP annunciò di aver ricevuto i primi ordini per la sua prima stampante 3D Jet Fusion. All’epoca, la società affermava che la stampante era 10 volte più veloce delle macchine esistenti e poteva dimezzare i costi di produzione.

HP offre due modelli delle stampanti Jet Fusion: la serie 3200, che sarà disponibile a metà anno, e la serie 4200, la cui distribuzione è iniziata lo scorso ottobre.

Il prezzo di base delle stampanti Jet Fusion è intorno a 130.000 dollari, ma “un sistema completo, che comprende la stazione di post-elaborazione, costa al massimo 200.000 dollari”, ha dichiarato Nigro.

Per supportare l’adozione delle stampanti 3D nel mercato del manifacturing, stimato in 12 trilioni di dollari, HP ha creato una piattaforma aperta dove altre aziende possono collaborare sull’innovazione dei materiali. “L’obiettivo di HP”, ha spiegato Nigro, “è continuare a ridurre i costi della stampa 3D, aumentare l’adozione nel settore e creare una piattaforma open source per i materiali 3D certificati che lavorano con i nostri prodotti”.

Tra i partner di sviluppo ci sonoe BASF, Arkema, Lehmann&Voss & Co., Evonik, SigmaDesign ed Henkel AG & Company, che si è aggiunto recentemente al gruppo. La società ha dichiarato che “altre 50 aziende hanno espresso interesse a collaborare con HP per sviluppare nuovi inchiostri per la stampa”.

 

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