Università della birra: tecnologia e formazione al servizio del business

Università della birra: tecnologia e formazione

Sentendo parlare di Università della Birra è difficile pensare a tecnologia e business, eppure si tratta di un esempio virtuoso di come un’azienda, in questo caso Heineken, possa utilizzare la formazione evoluta per far crescere il proprio marchio, grazie al supporto di Acer.

Inaugurata nel 2018, l’Università della Birra Heineken, a Milano, propone corsi specialistici per gli operatori del settore, ovvero gestori di locali, buyer della grande distribuzione e anche agenti commerciali della società stessa. I corsi sono gratuiti e si dividono in tre aree: Cultura Birraia, Sales Capability e Gestione Aziendale. L’obiettivo è quello di far crescere la conoscenza dei prodotti e, al tempo stesso, migliorare le abilità delle varie figure coinvolte nello svolgimento del proprio lavoro. E, di conseguenza, aumentare le vendite e la percezione del marchio.

Ma cosa c’entra tutto questo con la tecnologia? Heineken ha capito che proporre corsi con presenza fisica sarebbe stato troppo vincolante per gli attori coinvolti, tutti professionisti, e quindi ha ridotto la parte in aula a uno o al massimo due giorni per ciascun corso. Tutto il resto viene erogato attraverso l’app #IOSPILLO, con pillole di formazione pensate per essere seguite durante i momenti di pausa o gli spostamenti. L’esempio adottato è quello delle università americane, dove i corsi online sono sempre più presenti. All’app si affiancano poi altri materiali digitali che supportano i venditori, come check list e schede “intelligenti”, e un simulatore gestionale per comprendere meglio la parte finanziaria del lavoro.

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Università della birra realtà virtualeNon da ultima, almeno dal punto di vista tecnologico, è la presenza di una simulazione in realtà virtuale, che viene utilizzata durante i corsi in aula, per far vivere in prima persona l’esperienza di produrre la birra, in modo che tutte le persone coinvolte abbiano chiaro qual è il processo a monte. In questo modo ciascuno può non solo “visitare” lo stabilimento, ma addirittura imparare sul campo il lavoro del birrificio. La realtà virtuale utilizza i visori Acer OJO 500.

Progetto nato e applicato in Italia, l’Università della Birra ha avuto 960 “studenti” nel 2018 e se ne prevedono quasi il doppio per il 2019. Probabilmente il format potrà essere esportato da Heineken anche in altre nazioni.

Attivo nel settore dell'editoria specialistica dal 1990, in particolare nel settore IT. È cofondatore della società di servizi editoriali, digitali e non, Gruppo Orange. Durante quasi 30 anni di esperienza sul campo, ha lavorato in tutti i settori della comunicazione, dalla scrittura alla direzione editoriale, dalla produzione all'advertising, dalla grafica allo sviluppo di interfacce conversazionali. Dopo aver lavorato per diversi anni all'interno di una multinazionale dell'editoria, ha co-fondato la propria società di consulenza e comunicazione, inizialmente nel settore delle riviste e dei libri, poi sempre più orientata verso il digitale e il marketing. Attualmente si occupa di strategia digitale e di intelligenza artificiale. Nel campo della programmazione conversazionale degli assistenti virtuali, ha ottenuto la certificazione IBM per la piattaforma Watson e quella The Digital Box per Ada X.