Ecco come la realtà aumentata e virtuale cambieranno la mobilità enterprise

La realtà aumentata e la realtà virtuale stanno conquistando sempre più settori industriali e già ora si deve pensare a come gestirle a livello di mobilità.

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Due delle tecnologie più discusse oggi come la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) sono destinate ad avere un grande impatto sulle strategie di mobilità aziendale, se non nell’immediato, sicuramente nei prossimi anni. Ciò non significa che non dovreste essere preparati a gestire entrambe come parte della vostra gestione della mobilità aziendale (EMM).

AR e VR sono tecnologie di visualizzazione correlate. Mentre la realtà virtuale presenta un ambiente completamente digitale, la realtà aumentata mostra all’utente informazioni digitali sovrapposte al mondo reale e fisico. AR e VR possono supportare diverse applicazioni in una grande varietà di settori, cosa che contribuirà ad alimentare la crescita della domanda per queste tecnologie.

“Abbiamo appena iniziato con i casi di utilizzo di business per AR/VR” afferma Bryan Taylor, research director di Gartner. “Gran parte dell’attenzione oggi riguarda il lavoro sul campo. Ma dalle riunioni virtuali al design interattivo fino alla visualizzazione di qualsiasi tipo, le possibilità di impiego possono essere davvero moltissime. I casi di utilizzo più comuni oggi sono nelle aree di progettazione immersiva e dimostrazione, in cui una versione digitale di una struttura fisica o di un oggetto viene utilizzata per consentire all’utente di porsi di fronte a un progetto, un edificio o un oggetto come se questo fosse qualcosa di fisico e tangibile”.

Un altro caso di utilizzo è il “flusso di lavoro a mani libere”, in cui l’AR consente al lavoratore di vedere le informazioni digitali sovrapposte all’ambiente di lavoro, in modo che l’operatore non debba allontanarsi per recuperare informazioni o istruzioni.

“Gli addetti ai servizi sul campo sono tra i primi utilizzatori della realtà aumentata” afferma Ramon Llamas, responsabile della ricerca per dispositivi indossabili e smartphone presso la società di ricerca IDC. “Invece di andare avanti e indietro per prendere manuali e sprecare così tempo e risorse, AR e VR stanno permettendo agli addetti ai servizi sul campo di accedere ai manuali online e tenere le mani libere per completare il lavoro.”

Tra le principali applicazioni per il prossimo futuro ci saranno quelle che traggono vantaggio da un rendering 3D realistico” afferma Paul Jackson, uno dei principali analisti della società di ricerca Ovum Media and Entertainment. “Questo scenario di utilizzo copre design, architettura, medicina, simulazione finanziaria complessa e rappresentazione dei dati. Ad oggi l’hardware ingombrante e i costi hanno limitato molte di queste applicazioni a dimostrazioni, eventi promozionali e a quelle aziende senza problemi di soldi o con un forte bisogno di essere viste come realtà innovative.”

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Le industrie che hanno maggiori probabilità di sfruttare le applicazioni AR e VR includono produzione, assistenza sanitaria e ricerca medica, industria automobilistica, assicurazioni, trasporti, energia/servizi pubblici, vendita al dettaglio, viaggi e istruzione. La produzione sta già utilizzando il flusso di lavoro a mani libere e lo stesso dicasi per le utility, il petrolio, il gas e i trasporti. Questi casi d’uso stanno crescendo, si espanderanno e si evolveranno.

“Penso che si faticherà a trovare industrie e settori che non faranno ampio uso di AR e VR nei prossimi anni. La formazione, per esempio, è qualcosa di comune a tutte le industrie e molti tipi di training saranno trasformati in chiave AR e VR”, continua Jackson.

Le sfide dell’adozione

Come con qualsiasi implementazione tecnologica, anche per il binomio AR/VR le aziende sono destinate ad affrontare ostacoli. Uno di questi è capire esattamente come la realtà aumentata e quella virtuale si adatteranno ai processi esistenti.

“Siamo ancora in fase di sviluppo in termini di adozione”, afferma Llamas. “Tra le domande a cui le aziende devono rispondere ci sono le piattaforme da utilizzare, come integrare queste piattaforme con i server back-end, in quale hardware investire ora e in futuro, quale software è disponibile e più applicabile alle esigenze dell’azienda e in che modo si integrerà in tutto ciò la mobilità aziendale. Aggiungete tutte le norme di sicurezza e il compito diventa ancora più difficile. Non c’è quindi da meravigliarsi che alcune aziende siano state riluttanti a proseguire con scenari di AR/VR in ambienti di mobilità. Ecco perché abbiamo assistito a molti casi pilota di utilizzo affinché le aziende possano capire meglio come far funzionare la realtà aumentata e/o virtuale”.

Inoltre, la tecnologia AR/VR e il mercato devono ancora maturare prima che queste due tecnologie possano diventare un componente completo e maturo dell’infrastruttura mobile o della strategia aziendale.

“Il mercato dei visori (HMD – Head Mounted Display) in particolare è ancora immaturo e in continuo divenire e alcune organizzazioni early-adopter che hanno adottato questi dispositivi sono già state influenzate dalla volatilità di tali prodotti, che deriva a sua volta proprio dall’immaturità del mercato. Questa situazione di incertezza continuerà a essere un aspetto importante di questo giovane mercato almeno per il prossimo futuro e le aziende dovrebbero esserne ben consce”, afferma Taylor.

“Inoltre, l’hardware non è ancora maturo da un punto di vista tecnologico e l’isolamento (in particolare per la realtà virtuale) rende l’utilizzo prolungato molto difficile. Senza poi contare che, per le mansioni che hanno a che fare direttamente con i clienti, l’utilizzo di visori o anche semplicemente puntare uno smartphone verso qualcuno sono azioni percepite come invasive o inquietanti. Ci sono stati molti casi simili che hanno ostacolato l’adozione dei Google Glass e anche le demo di HoloLens sono state usate solo fugacemente in chiave PR”, continua Jackson.

I costi di questi sistemi rimangono poi un ostacolo per molti e, di conseguenza, giustificare il business case può essere difficile. Devono essere individuati casi di utilizzo davvero interessanti, rivoluzionari e intersettoriali per aiutare le imprese a comprendere meglio il valore di queste due tecnologie e in quale contesto sia rilevante per loro.

Realtà aumentata, realtà virtuale e IT

“Quando si tratta di mettere in campo implementazioni mobile di AR/VR, siamo ancora in una fase embrionale e stimiamo che solo nel triennio 2018-2020 si giunga a una fase matura per quanto riguarda i dispositivi, lo sviluppo di piattaforme e la ricezione da parte delle aziende”, afferma Llamas.

Oggi infatti l’impatto delle tecnologie AR e VR da una prospettiva EMM è minimo. Sul versante VR la maggior parte dei dispositivi è collegata a un PC o console e, quindi, non ha bisogno di gestione mobile, oppure utilizza smartphone iOS/Android di serie che possono essere gestiti nello stesso modo in cui un’azienda utilizza attualmente la propria flotta mobile.

Presto però vedremo visori senza fili che non usano uno smartphone. Facebook ha già mostrato delle demo di questi modelli, così come HTC e diversi produttori cinesi. Questi visori si collegheranno a reti Wi-Fi e cellulari e rappresenteranno quindi una vera e propria sfida per i responsabili delle app e della mobilità aziendale.

Per quanto concerne invece la realtà aumentata, “dipende a quale forma di AR si guarda”, dice Jackson. “L’AR di base sugli smartphone che utilizzano ARKit o ARcore può essere gestita allo stesso modo di altre app di mobilità. Le piattaforme proprietarie come DAQRI e altre dovranno invece essere gestite come casi speciali, ma è probabile che verranno implementate solo per lavori di nicchia “.

“L’AR completamente immersiva, come quella promessa da Microsoft HoloLens, è molto lontana”, afferma Jackson, “ma almeno sarà gestibile su una piattaforma Microsoft, così come i visori per la Mixed Reality di Windows già disponibili in diversi mercati”. Esiste chiaramente il potenziale per l’AR e la VR di influenzare il modo in cui le organizzazioni gestiscono l’ambiente mobile. Con la crescita di queste tecnologie infatti aumentano anche le opportunità e la necessità di mobilità aziendale e, più specificamente, di dispositivi standalone come HoloLens e Glass for Enterprise di Google.

“Questi dispositivi devono essere gestiti nello stesso modo in cui le aziende si approcciano a smartphone, tablet e laptop, in particolare in caso di aggiornamenti delle applicazioni e in chiave sicurezza. Vediamo anche la necessità di soluzioni di mobilità aziendale per AR/VR in modalità tethering, ma la maggior parte di questi visori sarà aggiornata tramite PC, console o smartphone.”

Molti di questi dispositivi sono basati su Android ed erediteranno almeno un sottoinsieme delle API per la gestione di quella piattaforma. “Nel breve periodo, queste API, attualmente progettate principalmente per le esigenze operative e di supporto dei comuni casi di utilizzo di smartphone e tablet, non sono completamente allineate alle esigenze dei visori nelle applicazioni AR/VR”, dice Taylor.

Windows 10 è stato progettato con già in mente l’AR/VR e quindi Microsoft ha pensato a questo aspetto da quando HoloLens è stato introdotto quasi tre anni fa. Inoltre, Microsoft integrerà la compatibilità di Windows Mixed Reality nella sua gestione e offerta di servizi, oltre a garantire che le sue principali offerte, tra cui Office, Azure e Dynamics, supportino AR e VR.

“Ora Apple e Google stanno entrando in gioco con i loro recenti annunci per ARKit e ARCore, rispettivamente e, alla luce di queste tendenze, ci si aspetta che la mobilità aziendale segua subito dopo”, afferma Llamas.

“Dal punto di vista EMM le API di gestione di Android continueranno ad evolversi e i migliori fornitori EMM disponibili sono in genere pronti a supportare queste API non appena, o poco dopo, vengono rilasciate”, afferma Taylor. “Le organizzazioni dovrebbero rendere la gestione e la sostenibilità un requisito primario e dovrebbero innanzitutto comprendere le tabelle di marcia dei produttori HMD e le tempistiche per l’integrazione con EMM. Complessivamente stimiamo una crescita annuale a doppia cifra per il mercato AR/VR e ci aspettiamo che queste due tecnologie avranno presto il loro posto stabile e ben definito nell’insieme di strumenti a disposizione di un lavoratore”.