Nvidia reimmagina il metaverso come una piattaforma di collaborazione

Nvidia, già impegnata in settori come robotica avanzata, auto autonome, aerei, chip, intelligenza artificiale avanzata e persino ricerca medica, immagina un metaverso di collaborazione dominato dagli avatar.

Il GTC di Nvidia era una volta la mia conferenza preferita grazie alla sua attenzione al gaming, ma si è evoluta nel tempo fino a diventare la mia conferenza preferita per predire il futuro. La Nvidia di oggi è così diversa dalla società di decenni fa che, se le dovessi mettere fianco a fianco, la società più vecchia apparirebbe solo come una piccola filiale della Nvidia odierna.

Il colosso americano è infatti passato dal focus quasi esclusivo sulle schede grafiche per i videogiochi all’essere la base per il prossimo metaverso. Mi chiedo addirittura se Nvidia avrebbe dovuto cambiare il suo nome in Meta piuttosto che lasciare questo intrigante tag a Facebook. Oggi Nvidia si occupa di robotica avanzata, auto, aerei e chip autonomi, intelligenza artificiale avanzata e persino ricerca medica (il loro modulo Jetson viene utilizzato per analizzare la genomica). E questo è solo un elenco parziale delle sue attività.

Al GTC della settimana scorsa, l’azienda ha anche presentato Earth 2, una simulazione terrestre completa ospitata su un supercomputer con lo scopo di combattere il cambiamento climatico, ma che potrebbe diventare il luogo in cui lavoriamo, giochiamo e viviamo virtualmente. Earth 2, per farla breve, potrebbe presto avere un impatto più significativo di quanto non abbia adesso.

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Uno degli esempi più interessanti proposti da Nvidia alla GTC 2021 ha riguardato l’utilizzo del metaverso per la collaborazione utilizzando un avatar completamente renderizzato, portandoci più vicini a dove vogliamo essere e dando una visione di ciò che l’azienda farà in futuro.

Allontanarsi dall’Uncanny Valley?

Uno dei concetti di cui parlano più spesso gli animatori è la cosiddetta Uncanny Valley, per la quale la versione animata di un personaggio è vicina alla realtà ma abbastanza lontana da mettere a disagio le persone. Questo è essenzialmente il motivo per cui i film d’animazione sembrano ancora cartoni animati; possiamo creare livelli più alti di realismo, ma finché non lo rendiamo abbastanza reale, il risultato non sarà mai all’altezza.

Nvidia ha mostrato un avatar con ray-tracing ad altissima risoluzione in grado di eseguire movimenti delle mani, muoversi in una stanza virtuale sulle gambe e avere espressioni facciali. L’avatar in questione raffigurava il CEO di Nvidia Jensen Huang, ma la cosa interessante era che lo stesso CEO non lo gestiva. L’avatar parlava con la voce di Huang, ma usava l’intelligenza artificiale conversazionale per rispondere alle domande come avrebbe risposto il vero Huang.

Non era una versione fotorealistica del boss di Nvidia (si è quindi evitato il problema dell’Uncanny Vally), ma era molto più realistico di qualsiasi altro avatar che abbia mai visto. La maggior parte degli avatar sul mercato fluttuano infatti come fantasmi senza gambe e sono a dir poco inquietanti. Non riesco a immaginarmi lunghi meeting con un gruppo di avatar del genere.

metaverso

Avatar e il futuro della collaborazione

Guardare questo elemento del keynote di Huang mi ha fatto pensare a cosa Nvidia potrebbe mostrarci in futuro. Ad esempio, uno dei problemi con la videoconferenza e la collaborazione video è che se pagate molto per una buona fotocamera, questa tende ad avvantaggiare le persone che vi vedono. Ma non migliora la vostra esperienza e queste telecamere ad alta definizione mostrano praticamente tutto: rughe, capelli fuori posto e qualsiasi altro “difetto” che molti di noi preferirebbero non far vedere così platealmente.

Ma con il rendering fotorealistico in tempo reale e con le competenze appropriate, potreste non solo creare una versione realistica di voi stessi e usarla per sempre, ma anche utilizzare elementi del metaverso per creare un ufficio che farebbe ingelosire chiunque. 

Ecco la parte interessante. Usando un computer conversazionale come ha fatto Huang, potreste far partecipare il vostro “gemello digitale” alla riunione e fare in modo che il sistema prenda appunti, come se foste presenti in loco. Un sistema che avrebbe accesso al vostro programma, ai vostri progressi di lavoro documentati e a tutto ciò che avete prodotto potrebbe rispondere in autonomia a semplici domande. Tutti noi dobbiamo partecipare a riunioni in cui è necessario capire lo stato del progetto o tenere le cose in ordine. Un’IA conversazionale potrebbe essere in grado di farlo anche meglio di noi.

E a meno che qualcuno non faccia una domanda più approfondita e complessa alla quale il vostro avatar non sa rispondere, agli altri partecipanti sembrerebbe che voi siate lì con loro. In ogni caso l’avatar potrebbe trascrivere e segnalare in tempo reale la domanda a cui non sa rispondere e voi potreste inviare una risposta immediatamente.

Incontrarsi o non incontrarsi?

Ho spesso pensato che il modo più produttivo per fare riunioni fosse non fare riunioni. E Nvidia mostra come una vostra rappresentazione digitale potrebbe ottenere ciò di cui avete bisogno da una riunione senza sprecare tempo su questioni non importanti.

Dico questo perché la mia idea di un lavoro perfetto è che qualcun altro partecipi alle riunioni al mi posto e mi lasci concentrare su questioni più importanti. Alla GTC di quest’anno Nvidia mi ha fatto sperare in un simile futuro che, ne sono certo, piacerebbe anche a molti di voi

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