Il prossimo trend tecnologico? Secondo il CEO di Google non è la VR

Durante la comunicazione dei risultati di Alphabet, Sundar Pichai ha discusso di cosa verrà dopo il mobile

google sundar pichai

Ogni dieci anni, o giù di lì, si inaugura una nuova era del computing, che plasma tutto ciò che facciamo. Gran parte degli anni ’90 sono stati dominati dai PC Windows. Poi è arrivato il Web, e ogni annuncio pubblicitario aveva un URL. Il debutto dell’iPhone ha dato il via a un’epoca di persone concentrate a digitare su piccoli schermi.

Cosa ci sarà dopo, quando il mobile sarà superato? Secondo Mark Zuckerberg sarà la volta della realtà virtuale. Probabilmente è vero, ma c’è una tecnologia più fondamentale che rende possibile la VR e permea altre aree.

Credo che a lungo andare il computing evolverà da un mondo mobile-first a uno AI-first”, ha dichiarato giovedì Sundar Pichai, CEO di Google, rispondendo alla domanda di un analista durante la call degli utili trimestrali di Alphabet.

Pichai non intende che il mobile sarà completamente superato, ma che le innovazioni di domani arriveranno dall’uso più intelligente dei dati piuttosto che dei dispositivi mobili, come quelle che ci hanno permesso la nascita di Uber e Instagram.

Sistemi di intelligenza artificiale sono già utilizzati per ordinare le fotografie, combattere lo spam e guidare automobili autonome. L’ultima tendenza sono i bot, che utilizzano i servizi di intelligenza artificiale nel back-end per completare automaticamente operazione come ordinare fiori o prenotare un hotel.

Google ritiene di avere un vantaggio nell’intelligenza artificiale e nel relativo campo del machine learning, che Eric Schmidt di Alphabet ha già etichettato come chiave per il futuro di Google.

Il machine learning è uno dei modi in cui Google spera di differenziare la sua attività emergente nel cloud computing rispetto a rivali come Amazon e Microsoft”, ha dichiarato Pichai.

C’è un lato oscuro nell’intelligenza artificiale, tuttavia. Se pensate che oggi Google e Facebook sappiano troppo su di voi, immaginate quando avranno a disposizione computer ancora più intelligenti e più dati su cui lavorare.

Pichai ha rilasciato queste dichiarazioni durante la call di Alphabet sui risultati del primo trimestre, che hanno alti e bassi. Le vendite sono aumentate del 17 per cento arrivando a 20,3 miliardi di dollari, ma l’utile per azione di 7,50 dollari è stato inferiore ai 7,96 dollari attesi dagli analisti.

Il costo per click di Google, una misura di quanto viene pagato per gli annunci, è sceso del 9 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Le azioni di Alphabet sono diminuite del 6 per cento dopo la comunicazione dei risultati.

 

AUTOREJames Niccolai
CWI.it
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