Quando lunedì alcuni dei massimi dirigenti di Apple sono saliti sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco, tutti pensavano che il focus del nuovo keynote sarebbe stato sull’attesissimo Apple Watch. Così è stato e in effetti l’orologio di Cupertino, disponibile in alcuni Paesi a partire dal 24 aprile, ha catturato la maggior parte dell’attenzione, ma a mio parere non è stata l’unica cosa intrigante svelata da Apple. Ho quindi raccolto i cinque aspetti dell’evento del 9 marzo che ritengo essere i più interessanti.

Generazione Watch

La stella dell’evento Apple è stata sicuramente l’Apple Watch, il primo tentativo di Cupertino di lanciarsi nella tecnologia indossabile. Due anni fa, quando l’Apple Watch era ancora solo un rumor, ero scettico sulle possibilità di riuscita di un simile prodotto. Ma dopo che lo scorso autunno Apple ha annunciato per la prima volta il suo orologio, tutte le mie preoccupazioni sono svanite. L’Apple Watch avrà successo e l’evento di lunedì ha svelato nuovi e fondamentali dettagli come il prezzo, l’autonomia e la data di uscita, dando tra l’altro ad Apple la possibilità di mostrare due volte uno stesso dispositivo, cosa successa raramente nella sua storia.

L’Apple Watch arriverà il prossimo mese in 9 Paesi (Italia esclusa per ora) in tre diverse collezioni, in due diverse misure e con prezzi differenti a seconda dei materiali e del tipo di cinturino. Il modello entry-level (Sport) con vetro rinforzato agli Ion-X e cinturino in fluoroelastomero costerà 349 dollari per la versione con cassa da 38mm e 399 dollari per quella da 42mm

L'Apple Watch esordirà il 24  aprile in 9 Paesi

L’Apple Watch esordirà il 24 aprile in 9 Paesi

Il modello Watch Classic con schermo in cristallo zaffiro e retro in ceramica partirà da 549 dollari per la versione con cassa da 38 mm per arrivare fino a 1.099 dollari per quella da 42 mm con cinturino in acciaio inossidabile. Anche il modello di punta Watch Edition sarà disponibile nelle versioni con cassa da 38 o 42 mm, ma la sua caratteristica fondamentale è la composizione in oro a 18 carati, che farà partire i prezzi da 10.000 dollari per arrivare fino a 17.000 dollari. Non c’è da stupirsi insomma se Apple produrrà pochi esemplari del Watch Edition. Sono stati annunciati anche i primi accessori, ovvero i vari cinturini (da 49 a 449 dollari) e i cavi per la ricarica dell’orologio da 1 e 2 metri, che saranno venduti rispettivamente a 29 e 39 dollari.

Una delle preoccupazioni maggiori riguardanti l’Apple Watch è sempre stata la durata della batteria e lunedì Apple si è soffermata anche su questo aspetto, affermando che per caricare l’orologio al 80% ci vorranno circa 90 minuti, che diventeranno 150 per una ricarica completa al 100%. L’autonomia con un utilizzo “normale” dovrebbe assicurare una giornata piena di funzionamento e quindi l’orologio dovrà essere ricaricato ogni notte.

Gli Apple Store hanno raggiunto e servito 120 milioni di clienti solo nell’ultimo trimestre del 2014

Il Mac è tornato? Veramente non se n’era mai andato

Anche se l’Apple Watch ha catturato le maggiori attenzioni dell’evento Apple di lunedì, molto tempo è stato dedicato anche al nuovo MacBook da 12’’, completamente riprogettato rispetto al modello precedente. La morte del Mac in questa era dominata dal mobile si è rivelata esagerata e la gamma laptop di Apple è continuata a evolversi e ad avere successo. Philip Schiller ha svelato gli aggiornamenti apportati ai MacBook Air e ai MacBook Pro da 13’’ soprattutto a livello di processori, anche se l’attrazione principale è stata sicuramente il nuovo MacBook.

Un laptop di lusso con display retina da 12’’ e risoluzione di 2304×1440 pixel, spessore di soli 13,1 mm nel punto più alto, nuovo design della tastiera e del trackpad, nuova scheda logica (più piccola del 67% rispetto a quella del MacBook Air) e processori Intel Core M della famiglia Broadwell con processo produttivo a 14 nanometri. Il nuovo MacBook rinuncia inoltre a tutte le connessioni classiche in favore di un unico connettore USB-C che integra alimentazione, USB, DisplayPort, HDMI ed ethernet; non mancano infine Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 4.0.

Il nuovo MacBook da 12''

Il nuovo MacBook da 12”

Apple inizierà a mettere in commercio il nuovo MacBook a partire dal 10 aprile, lo stesso giorno in cui si apriranno le prenotazioni per l’Apple Watch. I prezzi partiranno da 1.499 euro per la configurazione base con processore dual-core da 1.1 GHz, 8 GB di RAM e memoria flash da 256 GB. Si passa invece a 1.829 euro per il modello con processore da 1.2 GHz, 512 GB di memoria flash. Le colorazioni saranno invece tre: Oro, Argento e Grigio siderale.

Il successo inarrestabile di Apple

Apple ha annunciato per voce di Tim Cook di avere ad oggi 453 Apple Store in 16 Paesi e 6 dei 21 store in Cina sono stati aperti negli ultimi due mesi. Gli Apple Store hanno raggiunto e servito 120 milioni di clienti solo nell’ultimo trimestre del 2014 e, con questi numeri, non ci si deve stupire del potere di attrazione che Apple continua a esercitare anche in mercati al di fuori della tecnologia.

L’accordo con il network televisivo HBO permette ai possessori di dispositivi Apple di pagare 14,99 dollari al mese e di avere accesso all’intera programmazione di HBO con le sue serie TV (tra tutte Il Trono di Spade) e i suoi molti contenuti esclusivi. C’è stato poi spazio anche per Apple Pay, il sistema di pagamento contactless lanciato lo scorso anno con il supporto di sei grandi istituti bancari americani che negli USA può ormai contare su 700.000 strutture commerciali compatibili con il servizio. Si tratta di numeri in continua e rapida espansione che hanno già spinto i diretti concorrenti di Apple (come Samsung) ad adottare un servizio simile, sebbene al momento Apple Pay si possa considerare un affare solo americano (e a breve anche canadese).

La cosa che mi ha più sorpreso dell’evento Apple di lunedì è stata l’assenza di nuove informazioni su HomeKit

L’importanza della salute

Lo scorso giugno Apple annunciava HealthKit, una piattaforma software open-source destinata ad app di terze parti incentrate su salute e fitness per potenziare la raccolta di dati. Nell’evento di lunedì è stato introdotto ResearchKit, un nuovo tassello di questa politica di Apple che punta a trasformare ulteriormente l’iPhone in uno strumento di ricerca medica globale.

Lo scopo di ResearchKit è facilitare il reclutamento di pazienti, uno dei problemi più sentiti dalla comunità medica nel campo della ricerca. Apple è convinta che un bacino di utenti così immenso (sono 700 milioni i possessori di un iPhone a livello globale) possa aiutare i medici su questo versante. Grazie anche a partner importanti e prestigiosi come la Oxford University e la facoltà di medicina di Stanford, Apple ha già realizzato cinque applicazioni già disponibili dedicate alla ricerca su diabete, asma, Alzheimer, cancro al seno e malattie cardiovascolari.

Con ResearchKit Apple punta a migliorare la ricerca medica

Con ResearchKit Apple punta a migliorare la ricerca medica

Le app permetteranno ai ricercatori e ai medici di ottenere dati precisi e aggiornati sui pazienti colpiti da queste patologie. Dati a cui Apple non potrà accedere e che rimarranno un affare esclusivo tra medico e paziente e quest’ultimo, a differenza di quanto succede di solito con i programmi di ricerca medica, potrà accedere in tempo reale alle informazioni e ai risultati della ricerca, affrontando meglio la malattia e sentendosi meno solo e più parte di una comunità.

Siri, dov’è HomeKit?

La cosa che mi ha più sorpreso dell’evento Apple di lunedì è stata l’assenza di nuove informazioni su HomeKit. Questa piattaforma è dedicata al versante consumer della Internet of Things e nei progetti di Apple dovrebbe servire come hub centrale in cui gli sviluppatori possono far incontrare e comunicare tra loro elettrodomestici e dispositivi automatizzati con il supporto di Siri, un po’ come HealthKit raggruppa i dati delle app di fitness in un unico archivio.

Due esempi pratici dell’utilizzo di HomeKit sono quelli delle lampadine a LED di Avea, che possono comunicare tra loro per creare schemi cromatici personalizzati, e di Honeywell Lyric, un termostato intelligente che si collega alla vostra rete Wi-Fi casalinga e può essere controllato direttamente dall’iPhone o dall’Apple Watch con un’apposita app.

Da quando HomeKit ha debuttato in iOS 8, non si è più saputo molto su questa tecnologia. A parte l’annuncio di alcuni prodotti nel corso del CES di quest’anno che supporteranno HomeKit, Apple sembra non voler ancora puntare molto su questa sua piattaforma nonostante il macrocosmo della Internet of Things sia in pieno fermento. Ecco perché la mancanza di riferimenti a HomeKit nel corso dell’evento Apple mi ha stupito in negativo. Che Cupertino stia aspettando l’evolversi del mercato della IoT prima di muoversi in grande stile come ha fatto con l’Apple Watch?