Le auto a guida autonoma tra benefici e rischi

Prima di vedere veicoli autonomi sulle nostre strade passeranno decenni.

Lo sviluppo delle auto a guida autonoma potrebbe dare vita a interessanti progressi nel campo della robotica e portare benefici alla nostra società sotto molti aspetti. Come fa notare un recente rapporto di McKinsey rilasciato alcuni giorni fa, le auto autonome, così come anche i robot, fanno affidamento su tecnologie come l’intelligenza artificiale, il riconoscimento visivo, il GPS e i più disparati sensori e processori.

Alcuni componenti hardware utilizzati nelle auto a guida autonoma potrebbero essere integrati nei robot, abbassandone così i costi di produzione e il prezzo per i consumatori. Le auto autonome inoltre potrebbero aiutare molte persone ad abituarsi a interagire con altre macchine proprio come i robot, che possono eseguire diversi compiti senza il bisogno di un intervento umano.

Molte grandi aziende tecnologiche e numerosi produttori di auto tra cui Google, Intel, Sony, Honda e Toyota stanno già sviluppando dei robot. Google ad esempio ha investito molto nelle auto a guida autonoma e recentemente ne ha creato un prototipo. A febbraio Boston Dynamics, società specializzata in robotica acquistata proprio da Google nel 2013, ha mostrato il suo ultimo robot, una macchina a quattro gambe in grado di salire le scale e di compiere altre azioni in completa autonomia.

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I produttori di auto definiranno i loro piani per i veicoli autonomi nei prossimi due-tre anni. Nei prossimi vent’anni invece i camion saranno i primi veicoli a guidare in autonomia sulle strade pubbliche, anche se ciò comporterà molti cambiamenti per le compagnie assicurative. Per quanto riguarda invece le autovetture autonome, il rapporto parla di un orizzonte temporale più ampio. Le vedremo circolare su strada non prima del 2040 e quindi i numerosi benefici legati alla guida autonoma in fatto di sicurezza, tempo e risparmi non si vedranno almeno fino al 2050.

Il rapporto di McKinsey non fa invece riferimento alle questioni ancora più spinose che riguardano la privacy e la vulnerabilità di veicoli autonomi

Si pensi poi alla diminuzione di spazi necessari per il parcheggio, visto che le auto autonome saranno in grado di parcheggiare in modo molto più efficace e in minor spazio rispetto a quanto riesca a fare l’uomo. Secondo il rapporto di McKinsey negli soli Stati Uniti si potrebbero liberare nel 2050 fino a 5.7 miliardi di metri quadrati ora utilizzati come spazi per parcheggi.

Lo stesso sistema sanitario americano, e non solo quello se pensiamo a livello globale, potrebbe avere enormi benefici se i veicoli autonomi si rivelassero molto più efficaci in termini di sicurezza rispetto alle auto odierne guidate dall’uomo. Nel 2013 gli incidenti stradali sono saliti al secondo posto come cause di morte, ma secondo il rapporto questa posizione scenderebbe al nono posto nel 2050, proprio grazie alla maggior sicurezza delle auto a guida autonoma. Con così tanti incidenti automobilistici in meno, la sola economia americana potrebbe risparmiare dai 180 ai 190 miliardi di dollari all’anno.

Il rapporto di McKinsey non fa invece riferimento alle questioni ancora più spinose che riguardano la privacy e la vulnerabilità di veicoli autonomi così fortemente “computerizzati”, come ad esempio la possibilità di hackerare un auto e di prenderne il controllo da remoto. La gente è inoltre preoccupata dall’impossibilità di prendere il controllo diretto dell’auto in caso di guasti o problemi, tanto che la stessa Google, venendo incontro alle richieste delle leggi californiane, ha già detto di voler modificare il suo ultimo prototipo di auto a guida autonoma aggiungendo freni e volante controllabili direttamente dal guidatore.