Nella prima corsa all’oro della California, i veri vincitori sono stati coloro che si sono arricchiti vendendo strumenti e forniture per i minatori in cerca del prezioso metallo. Un secolo e mezzo più tardi, la stessa cosa sta accadendo con l’Internet of Things, in cui i grandi produttori stanno proponendo software, hardware e servizi dedicati all’IoT.

I miliardi di dispositivi che si prevede saranno connessi a Internet nel prossimo futuro non valgono nulla fino a quando non vanno effettivamente sul mercato e attirano acquirenti. Gli sviluppatori sono ansiosi di costruire prototipi e di farli entrare in produzione, così grandi e piccoli fornitori si danno da fare per supportarli.

All’Internet of Things Conference di San Francisco sono stati presentati diversi esempi. Start-up come Ayla Networks e Mode hanno presentato strumenti e servizi cloud per alleggerire gran parte del lavoro di sviluppo di prodotti IoT.

Microsoft ha utilizzato l’evento per spingere i suoi servizi IoT legati ad Azure, tra cui la fatturazione, la fornitura e l’analisi forniti via cloud.

Samsung Electronics ha presentato la serie di moduli hardware-software Artik, e Qualcomm dovrebbe annunciare oggi le sue ultime offerte in un evento collaterale alla conferenza.

Nessuno di questi prodotti si vende da solo, quindi è fondamentale capire chi ha scelto di usarli e per cosa. Samsung ha offerto alcuni esempi interessanti.

La famiglia Artik comprende tre schede di sviluppo con diversi livelli di prestazioni per consentire agli sviluppatori di costruire dispositivi intelligenti da utilizzare in ambito lavorativo e domestico.

La startup Boogio, per esempio, ha utilizzato il modulo Artik 1 all’interno di un sensore che sta sviluppando. Il sensore, inserito all’interno di una calzatura, rileva il movimento e la pressione del piede di chi lo indossa, e può essere utilizzato in ambito medico per monitorare pazienti che hanno problemi di equilibrio e mobilità. L’utilizzo di Artik 1 ha permette di ridurre le dimensioni del dispositivo che contiene il sensore, che può essere così inserito all’interno della scarpa. I sensori Boogio potrebbero anche essere utilizzati per la realtà virtuale: potrebbero infatti fornire dati in tempo reale all’auricolare Oculus Rift, aggiungendo un elemento di realismo attraverso uno spazio virtuale.

La startup francese Weenat prevede di utilizzare Artik in sensori utilizzati in agricoltura. I sensori raccolgono i dati sul terreno e l’aria e lo inviano allo smartphone dell’agricoltore per una migliore pianificazione dei processi decisionali. Il vantaggio di Artik, secondo la startup, è che permetterà di costruire sensori più piccoli e più efficienti, e che saranno ridotti i tempi di sviluppo per l’aggiunta di nuovi tipi di misure.

Utilizzando Artik, i costruttori di dispositivi saranno anche in grado di accedere ad alcuni ambienti software di terze parti. Artik è certificato per l’uso con l’ecosistema open-source Arduino, in modo che il chip possa essere programmato utilizzando l’Arduino Software Development Environmen.

Naturalmente, anche Samsung ha i suoi progetti di utilizzo per Artik, e i chip giocheranno un ruolo importante per raggiungere l’obiettivo della società: connettere a Internet tutti i suoi dispositivi per la casa entro il 2020, come ha spiegato Yoon Lee, vice presidente della divisione Smart Home and Digital Appliances di Samsung.