Ecco come Microsoft aiuta a portare sul mercato i dispositivi IoT

Sono tre i laboratori di Microsoft specializzati nell’aiutare i produttori di device IoT a portare hardware connesso sul mercato.

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Una delle sfide più grandi nel produrre hardware connesso per il mercato dei dispositivi IoT è passare dallo stato di prototipazione a quello di messa in commercio su larga scala. Per questo Microsoft vuole aiutare le compagnie specializzate nella produzione di device per la Internet of Things, mettendo loro a disposizione appositi laboratori con personale altamente specializzato.

Le aziende interessate possono portare il proprio hardware in uno dei tre laboratori Things and Artificial Intelligence di Microsoft e, nel giro di due-tre settimane, uscirne con un prodotto pronto per la distribuzione. Microsoft fornisce inoltre supporto per i propri servizi cloud ai quali può appoggiarsi l’hardware sviluppato in questi laboratori

Per i produttori di dispositivi IoT (soprattutto quelli più piccoli) si tratta di un programma molto interessante non solo perché un simile supporto da parte di Microsoft evita mesi e mesi di lavoro fatto internamente, ma anche perché sempre più spesso le aziende si rendono conto che passare da un prototipo IoT a un device fatto e finito è molto più difficile del previsto, considerando la mole di fattori come la scalabilità, la sicurezza, l’hardware, il software, i servizi cloud, l’interfaccia e altro ancora.

I laboratori IoT/AI di Microsoft fanno risparmiare così tanto tempo anche perché includono attrezzature in grado di velocizzare la prototipazione di hardware, inclusi il design e i test delle scheda a circuito stampato. Rispetto alle procedure standard per testare questi componenti, che possono richiedere anche diversi giorni, i laboratori di Microsoft possono svolgere il lavoro nell’arco di una giornata.

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Un altro fattore importante da considerare è la presenza sul posto di ingegneri qualificati che forniscono aiuto personalmente e non, come accade spesso, online o in altre forme a distanza come nel caso di un supporto tecnico via telefono. Ingegneri non solo di Microsoft ma anche di Cisco, Dassault e Seeed Studio, aziende che partecipano a questo programma in partnership con Redmond.

Per entrare a far parte di questo programma, le aziende interessate devono compilare un modulo online rispondendo a diverse domande (tipo di progetto, numero di componenti del team). Microsoft passa in un secondo tempo alla scelta dei partecipanti che ritiene più idonei e interessanti.

Esempi di aziende che hanno beneficiato del programma sono quelli della New Sun Road, compagnia californiana specializzata in sistemi di energia solare, e della Sarcos Robotics, azienda che produce robot connessi. In entrambi i casi i laboratori IoT/AI di Microsoft si sono rivelati fondamentali per risolvere problemi, superare impasse tecnici e ottenere un supporto immediato grazie agli ingegneri disponibili sul posto.

Al momento questi laboratori si trovano a Redmond (USA), Shenzhen (Cina) e Monaco (Germania), ma Microsoft ha già fatto capire che l’ipotesi di espandere il programma ad altri laboratori è già sul piatto. Ma esattamente come guadagna Microsoft?

Considerando che non è richiesto il pagamento di un “fisso” da parte delle aziende che entrano in questi laboratori, gli introiti per Microsoft arrivano essenzialmente da Azure, visto che gran parte di queste aziende chiedono aiuto non solo per questioni hardware e software, ma anche per integrare i loro prodotti nel cloud e quindi (trattandosi di Microsoft) in Azure, con tutto ciò che ne consegue.