La Software AG Digital Business Platform per digitalizzare i processi di business

La Software AG Digital Business Platform cresce e si propone di accompagnare le aziende nel ridisegnare i propri processi di business in chiave digitale

Da tempo sosteniamo che Internet of Things sia una grande opportunità per le aziende italiane. Appartengono principalmente al settore manifatturiero, sono abbastanza agili da potersi muovere rapidamente in un settore in grande evoluzione e così creative da saper inventare modelli di utilizzo nuovi per prodotti consueti.

Quel che non immaginavamo è che un pezzo di Italia fosse già all’avanguardia come fornitore di soluzioni per la Internet of Things. È il caso di Software AG, la cui divisione italiana è considerata all’interno della multinazionale (4.400 dipendenti nel mondo, 856 milioni di euro di fatturato) la country con la più elevata competenza in campo IoT.

E se questo avviene nell’azienda che è stata premiata con l’award “2015 IoT Evoluition product of the year”, il riconoscimento vale doppio.

Fabio Todaro, country manager per l’Italia di Software AG
Fabio Todaro, country manager per l’Italia di Software AG
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Nell’era digitale il centralino va in Cloud

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Fabio Todaro, country manager per l’Italia di Software AG non può fare i nomi dei clienti, ma è comprensibilmente molto orgoglioso del fatto che l’azienda sia impegnata in due dei più grandi progetti italiani nel campo della Internet of Things. Affidandoci alle espressioni di Todaro, possiamo dire che Software AG sta lavorando con soggetti dei settori automotive e assicurativo.

Un aspetto interessante degli ultimi progetti trattati dall’azienda è che i clienti stanno richiedendo un tipo di rapporto che supera quello tradizionale tra utente e fornitore, e richiede – a volte nel contratto – un rapporto di partnership e di co-innovazione.

Questa è una tendenza in atto in diversi settori dell’IT: in un processo difficile e delicato come quello della trasformazione digitale, le aziende stanno sempre più cercando una guida e un compagno di strada e non un semplice abilitatore. Ed è una decisione saggia.

Software AG-DBP

Per affiancare le imprese in questo processo, Software AG ha riorganizzato le proprie soluzioni, sviluppate in casa o frutto di acquisizioni, in quella che definisce la “Digital Business Platform”.

Tra le diverse funzioni che compongono la Digital Business Platform di Software AG, lo strumento di eccellenza per la IoT è sicuramente la possibilità di analizzare dati che si modificano in tempo reale (streaming analytics), ma per le caratteristiche della soluzione, le possibilità sono infinite. Si tratta infatti di uno strumento forse unico sul mercato, che non si focalizza sul fornire uno o più servizi, ma nell’integrare fonti e servizi diversi, anche provenienti da “silos” gestiti da software proprietari di terze parti, per disegnare processi di business che è possibile controllare e monitorare da cruscotti informativi.

La componente di analytics della piattaforma è fornita principalmente dalla Intelligent Business Operations (IBO), a sua volta composta dai moduli Apama e webMethods, frutto di importanti acquisizioni tra il 2007 e il 2013.

La Software AG Digital Business Platform prevede i moduli di mappatura e progettazione dei processi Aris e Alfabet. È qui che viene disegnata l’architettura informativa orientata ai servizi da offrire tanto alla struttura interna, quanto al cliente finale. Le altre componenti della piattaforma permettono di tradurre i processi in applicazioni in modo agile (webMethods AgileApps, webMethods Business Process Management), integrare fonti dati e informazioni attraverso una struttura di API molto articolata (webMethods API Management  e Integration), velocizzare l’accesso alle informazioni così centralizzate (Terracotta In-Memory Data Management).

Per tenere insieme tutto ciò, Software AG continua a offrire il proprio database Adabas, prodotto storico della casa, anche se gli sviluppi di questo prodotto sono quasi solo manutentivi ed evolutivi. L’attenzione è infatti rivolta alle soluzioni cloud, che sono offerte nelle tre modalità: public, hybrid e private cloud.

 

Andrea Grassi
Editor di Computerworld e CIO Italia Giornalista professionista, ma con una formazione tecnico-scientifica, dal 1995 ha lavorato per alcune delle più importanti testate di informatica in Italia. È stato redattore di .Net Internet Magazine, il Mio Computer e MacFormat, responsabile di redazione di Computer Magazine, PC Magazine, Hacker Jorunal, Total Computer e del portale CHIP Download. Come publisher ha curato l’edizione italiana di CHIP, PC World, Macworld e ha ideato e lanciato le riviste mensili iPad Magazine e Android Magazine. È autore dei libri Windows XP per tutti e Mac OS Tiger pubblicati da McGraw-Hill e ha tradotto svariati altri manuali di programmazione, cybersecurity e per software professionali. Dal 2015 cura per Fiera Milano Media le testate Computerworld e CIO Italia dell’editore americano IDG. Ha seguito in particolar modo l’evoluzione di Internet, dagli albori della sua diffusione di massa, analizzandone gli aspetti tecnici, economici e culturali, i software di produttività, le piattaforme web e social, la sicurezza informatica e il cybercrime. Più di recente, segue le tematiche relative alla trasformazione digitale del business e sta osservando come l’intelligenza artificiale stia spingendo ogni giorno più in là il confine della tecnologia. Puoi contattarlo via email scrivendo ad andrea.grassi@cwi.it e seguirlo su Twitter (@andreagrassi) o Linkedin.