Intel ha rilasciato nuovi processori e software, come parte della sua strategia per capitalizzare il nascente mercato dell’Internet delle cose. I prodotti includono i chip a basso consumo Quark per dispositivi IoT, software e servizi cloud sviluppati dalla sussidiaria Wind River, che dovrebbero facilitare il collegamento di dispositivi e l’analisi dei dati prodotti dalle aziende.

Intel non è l’unica azienda che sta cercando di capitalizzare il mercato, potenzialmente vasto, di prodotti e servizi per l’Internet of Things. La settimana prossima si terrà la conferenza annuale di ARM, uno dei più grandi rivali di Intel, e in quell’occasione sono attesi annunci sull’IoT.

La promessa dell’IoT per le imprese è che possono connettere praticamente tutto nella loro organizzazione – dalle macchine utensili in fabbrica, alle luci degli uffici alle merci nella catena di distribuzione – per rendere le operazioni più efficienti. Ma mettere “intelligenza” nei dispositivi finali, collegandoli al cloud e usando i dati da essi prodotti, è complesso. Così Intel ha riunito una serie di tecnologie, alcune dei partner, per supportare le aziende.

La maggior parte dei suoi dirigenti sono saliti sul palco dell’evento organizzato ieri a San Francisco per presentare i nuovi prodotti, un segno di quanta importanza attribuisce Intel all’Internet delle cose.

Come esempio di ciò che può fare l’IoT, il CEO Brian Krzanich ha presentato un proof of concept sviluppato con Levi Strauss in un negozio a San Francisco. Tutti i prodotti presenti nel negozio sono stati dotati di etichette RFID e i dati prodotti sono stati raccolti nel cloud. I manager del negozio possono vedere esattamente quanti e quali prodotti sono disponibili, e anche individuare gli elementi posizionati sugli scaffali sbagliati.

Krzanich non ha spiegato quale risparmio possa ricavarne Levi, ma ha citato una ricerca secondo la quale un miglioramento del 3% nell’accuratezza dell’inventario si traduce, in generale, in un aumento dell’1% delle vendite, in parte perché i negozi hanno sotto controllo disponibilità e scorte dei loro prodotti.

Rimane da vedere se Intel può trasformare questi progetti pilota in un business redditizio, ma attualmente l’azienda è impegnata nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi che vanno nella direzione dell’IoT.

Wind River ha rilasciato due sistemi operativi open-source per gli sviluppatori che costruiscono dispositivi IoT. Rocket è un sistema che gira su microcontrollori a 32 bit, mentre Pulsar Linux è un sistema operativo più capace che gira su microcontrollori a 32 bit fino a CPU a 64 bit.

Wind River ha anche rilasciato una serie di servizi cloud con il marchio Helix, tra i quali un ambiente di sviluppo applicativo in hosting, e un servizio per la gestione dei dispositivi e dei loro dati. Intel ha inoltre presentato strumenti di sviluppo per la creazione di applicazioni e il progetto “Trusted Analytics Platform”, una suite di strumenti open source per l’analisi dei dati.

Diane Bryant, senior vice president and general manager del Data center group di Intel, presenta la Trusted Analytics Platform

Diane Bryant, senior vice president e general manager del Data center group di Intel, presenta la Trusted Analytics Platform

I nuovi chip sono i SoC (System on Chip) Quark SE , che arriveranno nella prima metà del prossimo anno, e i due microcontrollori D1000, in vendita da ieri, e D2000, che sarà disponibile entro la fine del anno. Il SOC ha un motore integrato nel chip, che può essere programmato per rilevare determinate condizioni ambientali e quindi inviare i dati per una eventuale analisi. Per esempio, se una parte di una macchina vibra a una certa frequenza, il sistema può inviare un segnale di allarme per richiedere un’ispezione.