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Google vuole affrontare le future esigenze delle imprese con il nuovo servizio Cloud IoT Core. La piattaforma permette di gestire i dispositivi IoT e aiuta gli sviluppatori a trasferire i dati, da essi generati, nelle applicazioni che utilizzano gli analytics di Google.

Il servizio Cloud IoT Core, annunciato questa settimana tramite un post, potrebbe essere un buon uso della portata di Google, ma il problema che intende risolvere è ampio e ci sono diversi concorrenti nell’arena.

Per le imprese la buona notizia è che esistono diverse soluzioni per IoT già disponibili o che stanno prendendo forma. La scorsa settimana VMware ha introdotto Pulse IoT Center, una piattaforma per creare, gestire e scalare l’infrastruttura IoT. La rivale Microsoft offre Azure IoT Hub, e anche Cisco Systems, General Electric e Nokia offrono soluzioni per la gestione dell’IoT.

Google afferma che Cloud IoT Core si distingue dalle offerte dei concorrenti per i suoi servizi cloud, tra i quali Google Cloud Dataflow, Big Query e Cloud Machine Learning Engine. Il servizio sta entrando in beta privata e la disponibilità generale è prevista per la fine di quest’anno.

Anche se l’automazione dovrebbe aiutare le aziende a gestire un’infrastruttura IoT, secondo gli analisti il primo scoglio da superare è ancora la creazione stessa dell’infrastruttura. Per un’impresa, “l’implementazione dell’IoT richiede importanti cambiamenti organizzativi, accanto all’impegno dal punto di vista tecnico”, sottolinea Alfonso Veloso, analista di Gartner. “Può comportare la ridefinizione di interi processi aziendali”.

Secondo quanto dichiarato da Indranil Chakraborty, product manager di Google Cloud, il vantaggio di Cloud IoT Core è che “semplifica la creazione di progetti pilota”, che permetteranno alle aziende di creare gradualmente un’infrastruttura IoT.

I target del nuovo servizio di Google sono settori come utility, aziende di trasporti e compagnie petrolifere, nei quali Google è stato meno presente rispetto ad altri provider. Ma Cloud IoT Core include una suite di funzionalità progettate per diversi ambienti IoT su scala globale.

L’idea di fondo è che Google utilizza il suo cloud per la configurazione e la gestione dei dispositivi, oltre alla raccolta dei dati prodotti da questi dispositivi tramite MQTT, un protocollo standard machine-to-machine.

Una volta che i dati sono nel cloud, Google può trasformarli in insight e altre informazioni in tempo reale attraverso i propri servizi di analytics e gli strumenti di partner quali Tableau e Zoomdata.

Secondo quanto spiegato da Google, il servizio offre ai clienti insight operativi per attività quali la previsione dell’utilizzo di energia da parte dei clienti o la pianificazione della manutenzione nel settore manifatturiero.

La piattaforma includerà la protezione dal dispositivo al cloud utilizzando TLS (Transport Layer Security). Per i prodotti basati su Android Things, la sicurezza integrata si estenderà al sistema operativo. Chakraborty ha aggiunto che Cloud IoT Core gestirà patch e aggiornamenti automatici di dispositivi Android Things; per altri sistemi operativi terze parti possono sviluppare sistemi di aggiornamento automatici che utilizzano Cloud IoT Core.

 

AUTOREStephen Lawson
CWI.it
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