La grande trasformazione di Google Assistant sta lentamente prendendo forma

Forse ve lo siete persi tra la marea di annuncia al recente evento I/O, ma Google ha appena fatto il primo passo per trasformare Assistant in qualcosa di molto più importante e decisivo per il futuro.

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Google Assistant è la spina dorsale di quasi tutto ciò che Google fa in questi giorni e lo è per una buona ragione. Abbiamo parlato molto di come ci troviamo nell’era “post-OS” e di come il filo comune nella maggior parte dei prodotti Google sia sempre più Assistant e la relativa interfaccia di ricerca di nuova generazione. Finora, tuttavia, Google Assistant è rimasto principalmente questo: un’interfaccia. Un prompt che usiamo per ottenere informazioni ed eseguire compiti. Un layer che esiste all’interno di altri prodotti Google o, in altre parole, una funzione, non un’entità autonoma. Tutto ciò però sta per cambiare. Ecco come.

La nuove “tele” di Assistant

Perso tra altri roboanti annunci durante la conferenza I/O di Google all’inizio di questo mese, c’è stata una rivelazione poco menzionata durante una sessione dedicata agli sviluppatori. Google ha lanciato un nuovo modo per gli sviluppatori di offrire più contenuti interattivi a bordo dei dispositivi incentrati su Assistant. Stiamo parlando di Interactive Canvas, funzione attualmente disponibile in versione anteprima per sviluppatori e limitata per ora a esperienze gaming, sebbene a breve siano attese più categorie interessate.

Come spiega il sito ufficiale di documentazione per sviluppatori di Google, “Interactive Canvas è un framework basato su Google Assistant che consente agli sviluppatori di aggiungere un’esperienza visiva e coinvolgente alle azioni conversazionali. Questo livello visivo è un’app web interattiva che viene inviata come risposta all’utente nella conversazione. A differenza delle tradizionali risposte avanzate che già esistono nella conversazione tramite Assistant, l’app web Interactive Canvas viene visualizzata come visualizzazione web a schermo intero”.

Andando al sodo della questione, Interactive Canvas connette un’azione conversazionale (un modo elegante per indicare un comando vocale) a un’app web interattiva. Ciò significa che quando dite qualcosa al vostro dispositivo, invece di ricevere una risposta di base, potete scegliere di interagire con una interfaccia utente visiva. Come Google lo spiega altrove, ciò significa creare esperienze a schermo intero che combinino il potere della voce, delle immagini e del touch, ovvero qualcosa di molto simile a un’app.

Assistant + app =?

Google sta effettivamente trasformando Assistant in una propria piattaforma autonoma; non solo un’interfaccia un po’ vuota per fornire risposte, ma anche una casa per la propria raccolta di app, che funzioneranno direttamente su Smart Display basati su Assistant. Se leggiamo tra le righe, ciò significa che Google sta ridefinendo i suoi Smart Display e dando loro una nuova vita come i tablet Android Bizarro World, con la loro libreria di app separata che non ha nulla a che vedere con Google Play. Le stesse app disponibili in quella libreria saranno disponibili anche su Android secondo Google e ciò suggerisce che potrebbero aprirsi ai Chromebook.

Tra l’altro queste app non usano alcun linguaggio di programmazione speciale. Secondo Google infatti si basano esclusivamente su “tecnologie web aperte” come HTML, CSS e Javascript e quindi non è richiesta alcuna particolare curva di apprendimento per gli sviluppatori.

Assistant è la piattaforma Google del futuro

La prima conseguenza di questo scenario è che tutti questi Smart Display apparentemente semplici sono destinati a diventare device molto più funzionali, ma invece di accedere alla raccolta standard di app Android in Google Play, utilizzeranno un nuovo tipo di app in grado di funzionare su tutti i tipi di dispositivi con il denominatore comune di Assistant nel loro nucleo. Quindi che tipo di tablet stanno per diventare questi Smart Display? Come li categorizziamo? Quale sistema operativo utilizzeranno?

Quest’ultima svolta con Interactive Canvas rappresenta un passo importante nella mentalità post-OS. Da mesi la gente sta scrutando ossessivamente il sistema operativo Fucsia sotto sviluppo di Google e si chiede se sia il futuro del software targato Mountain View. In realtà sarà Assistant la piattaforma Google del futuro. Che si parli di Smart Display, Home Hub o dispositivi Android, il sistema operativo non è altro che una pedina nel gioco su più larga scala rappresentanto da Assistant.

Nulla di ciò significa comunque che entità come Android e Chrome OS cesseranno di esistere. Tuttavia, significa che Google Assistant è destinato a diventare sempre più importante nel suo ruolo di nucleo e tessuto connettivo in tutti questi progetti. Lo si capisce anche dal modo in cui Google incoraggia simultaneamente gli sviluppatori a integrare Assistant nelle loro app Android e a consentire alle app di funzionare interamente all’interno di Assistant, senza mai dover essere “aperte” in senso tradizionale.