Sempre più aziende utilizzano l’intelligenza artificiale per comunicare con i clienti, trarre valore dai big data e ottenere risposte a domande difficile. Secondo alcuni esperti, quindi, è tempo di pensare ad assumere un un chief AI officer, ovvero un responsabile per l’intelligenza artificiale che si siede allo stesso tavolo dei CIO, CFO, CTO e CEO.

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Steve Chien, responsabile AI del Jet Propulsion Laboratory della NASA

L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo davvero importante per alcune aziende, abbastanza importante da richiedere un top manager dedicato solo a questo”, ha dichiarato Steve Chien, capo del gruppo di intelligenza artificiale del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, in California. “Oltre a ciò, sarà importante che ogni dipendente pensi a come l’AI può migliorare quello che fa e che l’azienda abbia un responsabile AI che sovrintende a tutto questo”.

Chien ha sottolineato che, da parte delle grandi aziende, c’è un interesse crescente verso la figura del chief AI officer, e lo testimonia il fatto che è stato contattato da diversi head hunter che gli hanno proposto un ruolo di questo tipo. Chien non ha intenzione di lasciare il suo lavoro presso il JPL, dove si occupa di sistemi autonomi per l’esplorazione spaziale, ma spiega che è stato contattato da compagnie aeree, aziende del settore food, minerario e farmaceutico. Non tutte le aziende cercavano specificamente un manager di livello C, ma tutte stavano cercando una figura per la supervisione delle attività di intelligenza artificiale, a prescindere dal titolo professionale.

Il JPL non ha un chief AI officer, ma Chien riferisce che ci sono state discussioni sulla sua necessità in un’organizzazione così focalizzata su machine learning, intelligenza artificiale e robotica.

Il crescente interesse nell’uso dell’intelligenza artificiale nelle aziende potrebbe rendere necessaria la figura di un responsabile. Secondo un’indagine condotta da Forrester Research, che ha coinvolto 3.343 decision-maker in ambito data e analytics a livello globale, il 41% delle aziende sta investendo in tecnologie AI e il 20% ha in programma di farlo il prossimo anno.

L’AI è ancora immatura e si sta evolvendo rapidamente, quindi non è ragionevole aspettarsi che tutti i manager di livello C la capiscano”, ha scritto Andrew Ng, un affermato ricercatore in AI, in un articolo pubblicato lo scorso novembre sull’Harvard Business Review. “Ma se la vostra azienda genera una grande quantità di dati, ci sono buone probabilità che l’AI possa essere utilizzata per trasformare tali dati in valore. Alle aziende che dispongono di dati, ma che non hanno profonde conoscenze nell’intelligenza artificiale, suggerisco l’assunzione di un responsabile per l’AI”.

Ng ha fondato e guidato il Brain Deep Learning Project di Google dal 2011 al 2012 ed è stato capo ricercatore della società cinese Baidu dal 2014 al marzo di quest’anno. Oggi è professore presso la Stanford University.

Dal momento in cui è uscito da Baidu, Ng ha dichiarato che non rilascia interviste e che l’articolo scritto a novembre rappresenta le sue opinioni sul futuro del chief AI officer.

Il vantaggio di assumere un chief AI officer è avere qualcuno che garantisce l’applicazione dell’AI attraverso i silos”, ha scritto Ng. “Un team AI dedicato ha maggiori probabilità di attirare talenti in questo settore e mantenere gli standard … Ma il team dedicato ha bisogno di un leader e vedo sempre più aziende che assumono un responsabile senior per costruire team AI con diverse funzioni”.

Non tutti sono d’accordo, tuttavia.

Secondo Brandon Purcell, analista di Forrester Research, l’AI non giustifica la necessità di un manager dedicato.

Credo nella promessa dell’AI, ma essa sarà integrata in ogni line of business, ognuna con istanze specifiche”, ha spiegato Purcell. “Non ritengo che avrà bisogno di un proprio responsabile. La persona che dovrebbe spingere l’AI è il chief data officer, perché capisce come funziona il machine learning”.

Purcell prevede grandi aziende come Google, Facebook, Microsoft, Amazon e Apple avranno un chief AI officer, perché molta parte del loro lavoro dipenderà sempre più dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, questa non è la situazione tipica della maggior parte delle aziende, almeno in questo momento.

Anche Whit Andrews, analista di Gartner, concorda con questa visione. “Le aziende dovrebbero rivolgersi al chief data officer per le questioni relative all’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Andrews. “E’ la persona che può gestire l’infrastruttura e i dati necessari per l’AI”.

Secondo Andrews le grandi aziende finanziarie, così come le società che si occupano di veicoli autonomi, gas e petrolio, sanità e manifatturiero potrebbero avere bisogno di un chief AI officer, ma rimarrebbero casi particolari e non la norma.

Le aziende non hanno tanto bisogno dell’intelligenza artificiale quanto pensano”, ha aggiunto Andrews. “Non importa se vogliono o non vogliono veramente l’AI, il chief data officer rimane la figura più adatta per portare in azienda l’AI”.

Su questo punto Chien di JPL non è d’accordo.

Penso che alcune persone semplicemente non colgano la portata dell’AI. Sono più efficienti che visionarie”, ha detto Chien. “Chiedere a un chief data officer, che probabilmente ha già molto da fare, di occuparsi anche dell’intelligenza artificiale potrebbe essere un errore”.

Un responsabile dedicato potrebbe invece impostare la strategia per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in tutta l’azienda, cercando anche nuove aree di applicazione e occupandosi dell’assunzione di specialisti di intelligenza artificiale. “Monitorare strategia e utilizzo dell’AI e correggere gli errori, se necessario, sarebbe già molto lavoro”, ha concluso Chien.