Intelligenza artificiale: Google rende più smart la sua G Suite

L'ultima mossa di Google nel campo dell’IA consente agli utenti di accedere ad alcune app di G Suite con Google Assistant e introduce suggerimenti di testo di Smart Compose a Documenti.

G Suite

La competenza di Google nel campo dell’intelligenza artificiale è stata a lungo un punto di forza e l’azienda di Mountain View ha costantemente aggiunto funzionalità di machine learning alla sua piattaforma G Suite. L’ultima mossa di Google in questo campo da gioco consente agli utenti di accedere ad alcune app di G Suite tramite Google Assistant e introduce suggerimenti di testo di Smart Compose a Google Documenti.

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Google ha annunciato per la prima volta che avrebbe portato il suo assistente vocale in G Suite all’inizio di quest’anno; attualmente è disponibile una versione beta che consente agli utenti di gestire i propri programmi di Google Calendar tramite comandi vocali. Ciò include la possibilità di leggere le voci del calendario, nonché di creare, annullare o riprogrammare gli eventi.

Gli utenti possono anche inviare e-mail ai partecipanti alla riunione, dare il via libera alle chiamate vocali e video tramite l’app Hangouts Meet di Google e interagire nelle sale conferenze con l’hardware Hangouts Meet realizzato in collaborazione con Asus per partecipare e uscire dalle riunioni ed effettuare chiamate telefoniche.

Gli assistenti vocali guidati dall’intelligenza artificiale stanno iniziando a farsi strada sul posto di lavoro e la società di analisi Gartner ha previsto che il 25% degli operatori digitali interagirà con gli assistenti virtuali su base giornaliera entro due anni. Con Google Assistant già popolare tra gli utenti consumer, Google è nella buona posizione per spingere l’uso delle tecnologie vocali anche in un contesto aziendale.

“La gara per la voce è già cominciata e Google è ben posizionata grazie a funzionalità robuste e alla sicurezza di Google Cloud rispetto alla maggior parte dei concorrenti, se non a tutti” ha affermato Wayne Kurtzman, direttore della ricerca presso IDC. Google beneficia anche di una vasta suite di applicazioni aziendali, ha affermato Angela Ashenden, analista di CCS Insight. Da questo punto di vista è diversa da Amazon, che però sta già cercando di spingere il proprio assistente virtuale sul posto di lavoro con il servizio Alexa for Business.

“Fino ad ora Amazon è stato il player di maggior profilo aziendale grazie ad Alexa for Business, ma non ha il portafoglio di produttività cloud per guidare il mercato e quindi c’è una vera opportunità per Google”, ha affermato la Ashenden.

Assistenti virtuali

La sfida per Google e gli altri, ha affermato Kurtzman, è quella di assicurare ai clienti che siano disponibili le necessarie funzionalità di sicurezza e governance, offrendo la privacy aziendale e personale per ogni regione e settore. “Google è comprensibilmente cauta nel muoversi troppo velocemente; questa infatti è un’area delicata che abbraccia le identità aziendali e personali, quindi è importante non perdere la fiducia di entrambi i target andando troppo di fretta”, continua la Ashenden.

Google e Amazon non sono comunque gli unici fornitori di software aziendali che vedono un’opportunità per le interfacce vocali. Microsoft, ad esempio, ha recentemente annunciato di aver integrato il suo assistente vocale Cortana nell’app mobile di Outlook, mentre Salesforce ha potenziato le capacità del suo Einstein Voice Assistant ancora in fase di sviluppo. La stessa Oracle vuole consentire agli utenti di interagire con la sua suite di applicazioni utilizzando il suo Digital Assistant abilitato alla voce.

Smart Compose e correzione automatica

Google ha inoltre annunciato che porterà Smart Compose in Documenti Google. La funzione, già disponibile come beta in Gmail, utilizza l’IA per aiutare gli utenti a redigere documenti più velocemente, suggerendo frasi comuni che riducono la scrittura ripetitiva. “Con Smart Compose, Google ha riscontrato un impatto notevole su Gmail, dove ora viene utilizzato nel 10% delle risposte, e penso che sarà un’aggiunta molto preziosa anche a Documenti”, ha affermato sempre la Ashenden.

“Il fatto che questo strumento si adatti con il tempo al vostro stile di scrittura significa che potrebbe diventare una di quelle caratteristiche che nessuno pensava di aver bisogno, ma di cui, dopo averla provata, non si può più fare a meno. Google non è l’unica azienda a creare contenuti basati sull’intelligenza artificiale; Salesforce ad esempio ha mostrato funzionalità simili all’evento Dreamforce che in futuro potrebbero adattarsi alla sua app Quip. Tuttavia, Google è più avanti di tutti gli altri con questi tipi di funzionalità di produttività assistita dall’intelligenza artificiale, incorporandole nei prodotti G Suite per accelerare le attività”, conclude la Ashenden.

Le correzioni e i suggerimenti grammaticali in Documenti sono stati migliorati proprio grazie all’aggiunta della nuova tecnologia di rete neurale, che dovrebbe essere presto disponibile. Lo strumento di Google basato su IA sarà anche in grado di riconoscere le parole e gli acronimi comunemente usati che sono specifici di un progetto o di un’organizzazione, imparando a evitare di contrassegnarli come errati.