I temi che domineranno lo sviluppo della tecnologia nei prossimi anni sono intelligenza artificiale, dati e privacy. Questo è il messaggio lanciato la scorsa settimana a EmTech, l’evento annuale del MIT Technology Review che si è svolto a Cambridge, nel Massachusetts, a cui hanno partecipato CEO, CTO, CIO, leader politici, innovatori e imprenditori. Tutti interessati a individuare le prossime tendenze tecnologiche.

Guardando al futuro di dati e tecnologie intelligenti

Jason Pontin, caporedattore del MIT Technology Review, ha aperto l’evento sottolineando la nostra dipendenza dalla tecnologia. I dati stanno diventando una commodity sempre più importante per le aziende. I nostri dispositivi possono raccogliere dati in modi in cui il consumatore medio non si rende nemmeno conto, e questi dati possono aiutare le aziende a ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza. Ma Pontin ha detto che è importante valutare ciò che le nostre macchine vogliono da noi, perché non possiamo pensare che siano “leali” verso l’interesse del consumatore. Mano a mano che esseri umani e computer sono sempre più connesso, “è importante considerare le implicazioni dei dati che trasmettiamo ogni giorno attraverso i nostri dispositivi”, ha detto Pontin.

La creazione di macchine intelligenti

Yann LeCun, direttore delle ricerche in intelligenza artificiale (AI) di Facebook, ha ampliato il tema delle tecnologie intelligenti. LeCun è stato assunto per costituire e dirigere un gruppo di ricerca in quella che Pontin ha descritto come una “corsa agli armamenti” nella Silicon Valley per stabilire come utilizzare al meglio l’intelligenza artificiale nel mondo tecnologico. La presentazione di LeCun, “insegnare alle macchine a capire noi“, ha delineato la crescente attenzione sulla creazione di una esperienza utente più intelligente, aiutando i computer a imparare a ragionare come noi e, in ultima analisi, a capirci.

Per dimostrare questo nuovo sforzo in AI, LeCun ha mostrato un video in cui un essere umano interroga un sistema informatico su una serie di immagini e il computer è in grado di rispondere. Una applicazione pratica di questa tecnologia potrebbe essere quella di aiutare le persone con problemi alla vista. Questa tecnologia potrebbe anche contribuire a migliorare l’esperienza con l’assistente virtuale, qualcosa Facebook sta lavorando su Facebook M, attualmente in fase beta.

Dati e responsabilità aziendale

Joseph Coray, vice president of Technology and Life Science Practice presso l’Hartford Financial Services Group, ha parlato di Big Data e responsabilità delle imprese. I Big Data possono aiutare le aziende a scoprire mancati introiti a causa di frodi, valutando trend e scoprendo incoerenze che un essere umano potrebbe non individuare. “E’ un esempio”, ha detto Coray, “di come le aziende possono sfruttare i dati in maniera positiva, salvando le entrate e riducendo le frodi”.

Il rovescio della medaglia, secondo Coray, è che le aziende devono capire che i dati che raccolgono hanno un significato. Pertanto, le aziende che investono nei dati – ovvero la maggior parte delle aziende – “devono essere consapevoli di come sfruttano le informazioni e di come le proteggono”.

Intelligenza artificiale e lavoro

Davvero i robot possono togliere il lavoro a operai umani? Arturo Baroncelli, Business Development Manager di Comau Robotics, ha dichiarato che, anche se i robot non sono ancora abbastanza diffusi nell’industria, ci sono tre settori che sono i primi e prolifici adopters della robotica: il food, la moda e l’automotive. Secondo Baroncelli oggi si parla molto circa il futuro di droni e robot al lavoro, ma l’attenzione rimane sul “creare robot che lavorano con noi, piuttosto che contro di noi”. L’obiettivo quindi è sfruttare l’intelligenza artificiale per creare robot che affianchino l’uomo rendendo più facile e più sicuro il suo lavoro.