Il chip neuromorfico Intel Loihi impara a riconoscere gli odori

Annunciati i primi successi del chip Loihi, con cui Intel sta cercando di modellare il modo in cui funziona il cervello umano

Intel chip loihi imam
Il ricercatore Nabil Imam del Neuromorphic Computing Lab di Intel mostra il chip Loihi

Intel ha annunciato i primi successi nell’addestramento del suo chip neuromorfico Loihi come una sorta di “naso artificiale”. Loihi infatti è in grado di identificare l’odore di dieci diverse sostanze chimiche pericolose. Nel report pubblicato su Nature Machine Intelligence, Intel spiega che ha collaborato con la Cornell University per addestrare Loihi a interpretare e distinguere gli odori associati a sostanze chimiche potenzialmente pericolose. In futuro, questi nasi artificiale potrebbero essere utilizzati per identificare sostanze nocive e persino malattie. Al morbo di Parkinson, per esempio, è stato associato un odore particolare.

Loihi è stato abbinato a 72 sensori chimici per “insegnare” al chip che una particolare risposta corrisponde alla presenza di una particolare sostanza chimica. Istruito attraverso l’apprendimento automatico, Loihi è in grado di riconoscere l’output dei sensore e associarlo a una sostanza particolare, come per esempio acetone, ammoniaca e metano. Intel ha affermato di aver usato anche odori potenzialmente interferenti per testare la reazione di Loihi, che è stato progettato imitando il funzionamento del cervello umano.

Come ha spiegato il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, i rilevatori di tracce di esplosivo portatili che “annusano” i bagagli all’aeroporto campionano particelle estremamente minute o i vapori emessi da materiali esplosivi. Mentre questi sensori rilevano i prodotti chimici stessi, il lavoro di Intel con Loihi è un po’ più astratto: l’obiettivo è riconoscere e modellare i segnali elettrici generati dal cervello quando le cellule olfattive percepiscono determinati odori.

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Intel ha sviluppato Loihi nel 2017, un chip di ricerca neuromorfica che emula il cervello umano. Il chip è stato originariamente progettato con 130.000 “neuroni” di silicio collegati con 130 milioni di “sinapsi”, e nel 2019 Intel ha aumentato il suo obiettivo a oltre un miliardo di sinapsi – che rendono le prestazioni di Loihi equiparabili all’intelligenza di un topo – e a un cluster di 64 chip Loihi interconnessi.

Il prossimo passo è generalizzare questo approccio a una gamma più ampia di problemi, dall’analisi della scena sensoriale (comprensione delle relazioni tra gli oggetti che si osservano) a problemi astratti come la pianificazione e il processo decisionale”, ha spiegato Nabil Imam, ricercatore senior del gruppo di calcolo neuromorfico di Intel Lab. “Comprendere come i circuiti neurali del cervello risolvono questi complessi problemi computazionali fornirà importanti indizi per la progettazione di un’intelligenza delle macchine efficiente e robusta”.

Mark Hachman
Senior Editor di PC World.com In qualità di Senior Editor dell'edizione americana di PCWorld, Mark scrive principalmente notizie e approfondimenti su Microsoft e le tecnologie dei microprocessori, oltre ad altri argomenti. In passato ha lavorato per PCMag, ExtremeTech, BYTE, Slashdot, eWEEK e ReadWrite. Pubblichiamo le traduzioni dei suoi articoli in virtù dell'accordo di licenza con le testate di IDG Communications. Lo trovate su Twitter come @markhachman