Ecco perché Google Assistant sconfiggerà Alexa, Siri e Cortana

Nei prossimi anni gli assistenti virtuali di Apple, Microsoft e Amazon non saranno più in grado di competere con Google Assistant. Ecco perché.

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L’assistente virtuale Siri di Apple è il più conosciuto in circolazione e Alexa di Amazon (almeno negli USA) domina il mercato dei dispositivi intelligenti grazie alla sua gamma Echo. Si sa però che i leader “iniziali” di un settore tecnologico raramente finiscono con l’esserne anche i vincitori sulla lunga distanza. Solo una dozzina di anni fa ad esempio i principali produttori di telefoni cellulari erano Nokia e BlackBerry. Apple non aveva un telefono e la maggior parte degli utenti non aveva mai sentito parlare di Android.

Ecco perché non crediamo i leader attuali degli assistenti virtuali manterranno la loro leadership ancora a lungo. Il futuro dell’assistente virtuale infatti non è dove Apple domina (smartphone) o dove Amazon fa grandi numeri (dispositivi smart). Questo spazio di mercato sarà infatti sempre più caratterizzato da una forte ubiquità che significa indossabili, dispositivi IoT e device presenti in tutti i luoghi in cui gli esseri umani trascorreranno il loro tempo (uffici, automobili e case).

Gli assistenti virtuali diventeranno strumenti di base anche per le imprese e saranno il modo principale in cui gli esseri umani si avvantaggeranno dell’intelligenza artificiale. Solo tre anni fa molti analisti avevano previsto che i dispositivi con a bordo un qualsiasi tipo di assistenza virtuale sarebbero diventati onnipresenti nelle case e avrebbero fatto irruzione nelle aziende. La previsione più recente su questo versante è che nei prossimi anni Google diventerà leader indiscusso del settore. Ecco perché.

La forza di Google Assistant

L’evento I/O di Google inizia martedì e la conferenza degli sviluppatori sarà accompagnata da numerosi annunci, tra cui quelli relativi alle nuove funzionalità di Google Assistant. Google tra l’altro ha recentemente annunciato un’impressionante penetrazione di Assistant nell’hardware di terze parti. In quattro mesi è infatti triplicato il numero di dispositivi hardware con Google Assistant, passando da gennaio a oggi da 1.500 dispositivi a 5.000 (Amazon domina però ancora il mercato con ben 12.000 dispositivi con a bordo Alexa).

Google ha lanciato Assistant a livello globale quest’anno (Italia compresa) e promette di passare nei prossimi mesi da 8 a oltre 30 lingue supportate. Molte persone apprezzano tantissimo Google Assistant (anzi, lo adorano proprio!). Quando Google ha lanciato il dispositivo Google Home in India il mese scorso, il dirigente di Google Rishi Chandra ha dichiarato che circa 450.000 indiani avevano addirittura fatto proposte di matrimonio a Google Assistant.

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Una delle ragioni di tutto ciò è che Google Assistant è a detta di molti il miglior assistente virtuale oggi sul mercato. Uno studio pubblicato questa settimana dalla società di marketing digitale Stone Temple ha rilevato che Assistant è più preciso di Alexa, Siri o Cortana, con Siri che è invece risultato essere il meno accurato in assoluto.

Assistant è probabilmente quello più trasparente, il che genera fiducia. Google semplifica infatti l’eliminazione dei record delle singole interazioni che l’utente ha con Assistant e ha creato un programma per sviluppatori per incoraggiare e aiutare a creare app per Assistant. Di fatto, Google Assistant è così importante per Google che la società ha effettivamente creato due pulsanti Assistant nei suoi più importanti prodotti hardware.

Il laptop Google Pixelbook ha un tasto dedicato sulla tastiera per lanciare Assistant e la Pixelbook Pen, venduta separatamente dal Pixelbook, ha un singolo pulsante che, quando premuto, interroga Assistant su quanto evidenziato. Ovviamente Google Assistant è già utilizzato in modo informale o non ufficiale da milioni di persone in aziende e imprese, ma anche qui siamo solo agli inizi.

Il poker di Google Assistant

Ma soprattutto Google è l’unica grande compagnia con la giusta missione e cultura per avere successo in questo settore. Amazon ad esempio vuole solo vendere prodotti e il pubblico non vede Amazon-Alexa come una fonte di informazioni. Amazon inoltre non vi darà mai il miglior prezzo di un prodotto se questo non è in vendita su Amazon.

Microsoft non ha ancora (e forse mai lo avrà) un punto d’appoggio significativo nei dispositivi mobile o in quelli smart. Apple dal canto suo non ha interesse nel raggiungere persone che non acquistano l’hardware Apple e quindi Siri è destinato a rimanere un assistente solo Apple-centrico.

Assistenti virtuali

Google è essenzialmente un’azienda basata su un motore di ricerca. Poiché gli assistenti virtuali sostituiranno in gran parte i motori di ricerca, Assistant deve predominare affinché Google continui a essere Google. Google Voice Search non a caso verrà completamente sostituito da Google Assistant. Il vantaggio di Apple è che iniziò presto con l’acquisizione di Siri otto anni fa, mentre tre anni fa Amazon fu il primo grande produttore a portare con Alexa l’intelligenza a bordo dei primi dispositivi (gli Echo) che non fossero smartphone.

Eppure è Google a rappresentare oggi il soggetto con i vantaggi più grandi in questo settore. Tanto per cominciare, Android è il sistema operativo più utilizzato al mondo e il suo Play Store ha di gran lunga la maggior parte delle app. Ciò si traduce in molti più sviluppatori che hanno familiarità con gli strumenti e i processi di sviluppo di Google, che alla fine si tradurranno in molte più app per Assistant.

In secondo luogo la qualità dell’intelligenza artificiale diventerà sempre più un fattore decisivo e, su questo versante, Google è molto più avanti di Amazon. Assistant è già stato migliorato su Wear OS (precedentemente Android Wear) con una nuova funzione chiamata Smart Suggestions e in generale l’IA di Google ridurrà gli errori, aumenterà l’interazione predittiva e renderà Assistant più soddisfacente da usare rispetto alla concorrenza.

In terzo luogo Google ha più dati utente di tutti i suoi competitor. Dati che migliorano la personalizzazione e quindi l’esperienza complessiva di Assistant. Oltre alla ricerca e altri servizi, Google ha accesso ai dati del vostro account Gmail, che rappresenta una vera miniera d’oro di dati utilizzabili da un assistente personale.

Quarto motivo… i giovanisono il nostro futuro. E i giovani (almeno negli USA) utilizzano sempre più i Chromebook nelle scuole. Tra il 2012 e il 2017 la quota di Google del mercato dell’istruzione mobile americano è balzata dal 5,2% al 59% a spese di Apple e Microsoft. E questa posizione dominante si sta verificando in un momento in cui Google Assistant sta diventando sempre più integrato e centrale nell’esperienza Chromebook.

In altre parole, la maggior parte dei diplomati d’ora in poi conoscerà profondamente Assistant e, considerando che Google ha molte più persone che utilizzano le sue piattaforme, ha un IA estremamente valida e ha una motivazione più forte per vincere, sarà Assistant a dominare molto presto il mondo degli assistenti virtuali.