Gartner ai vendor: non abusate dell’etichetta “AI” sui vostri prodotti

Secondo la società di ricerca troppi vendor, impegnati in una nuova “corsa all’oro” generata dall’intelligenza artificiale, mettono in secondo piano il valore di business della loro offerta

intelligenza artificiale

Il termine “intelligenza artificiale” è spesso usato a sproposito e applicato a troppi prodotti che, di fatto, non offrono niente di nuovo. A dirlo è la società di ricerca Gartner, che si è rivolta ai vendor di tecnologia che pubblicizzano le capacità di intelligenza artificiale (AI) dei loro prodotti spinti dalla nuova “corsa all’oro” che si è generata attorno a questa tecnologia. Secondo Gartner, l’introduzione dell’AI nelle strategie di prodotto di molti vendor ha creato “una notevole confusione” sul mercato.

Mano a mano che cresce l’attenzione verso l’intelligenza artificiale, “molti fornitori di software stanno cercando di investire nella più grande corsa all’oro degli ultimi anni“, ha dichiarato Jim Hare, vice presidente di ricerca di Gartner. “L’AI offre interessanti possibilità, ma, purtroppo, la maggior parte dei vendor punta semplicemente a sviluppare e commercializzare un prodotto basato sull’AI, piuttosto che identificare prima le esigenze, i potenziali usi e il valore di business per i clienti“.

Il risultato è una “trasformazione AI” dei prodotti, in base alla quale i vendor applicano un’etichetta AI alle loro offerte “in modo un po’ troppo indiscriminato. Gartner ha paragonato il fenomeno all’uso indiscriminato della parola “green”, utilizzata dalle aziende per esaltare la compatibilità ambientale dei loro prodotti, e al più recente “fenomeno cloud“.

Il crescente interesse verso l’AI

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L’approccio dei vendor è una risposta al picco di interesse del mercato verso l’intelligenza artificiale. Utilizzando come metro di misura i primi 100 termini ricercati sul sito web di Gartner, l’AI non era presente nel gennaio 2016, ma a maggio di quest’anno si è classificata al settimo posto.

I clienti di Gartner hanno anche espresso il loro interesse per la tecnologia in una recente indagine condotta dalla società. Per questo Gartner prevede che entro il 2020 le tecnologie AI saranno pervasive in quasi tutti i nuovi prodotti e servizi software.

Dalla ricerca emerge che più di 1.000 fornitori con applicazioni e piattaforme si descrivono come vendor AI, o dicono di utilizzare l’AI nei loro prodotti. Dal canto loro le imprese, in molti casi, semplicemente non acquistano questo tipo di prodotti.

L’enorme aumento di start-up e vendor consolidati che affermano di offrire prodotti AI senza alcuna differenziazione reale genera confusione negli acquirenti“, ha avvertito Hare. E ha aggiunto, rivolgendosi ai vendor: “utilizzate con precisione il termine ‘AI’ nei vostri annunci di marketing. Che sia chiaro cosa differenzia la vostra offerta AI e quali problemi risolve”.

In molti casi, il clamore intorno all’AI “offusca il valore” di approcci più semplici e comprovati, secondo l’analista Gartner. Le imprese sono prudenti in questo momento, perché ritengono di non avere le competenze necessarie per valutare e implementare soluzioni AI.

Più della metà degli intervistati da Gartner in merito alle strategie di sviluppo dell’AI ha indicato che la mancanza di competenze all’interno della propria azienda è la sfida principale nell’adozione di tecnologie e prodotti AI.

I produttori di software devono concentrarsi sull’offerta di soluzioni che rispondono ai problemi aziendali, piuttosto che su tecnologie all’avanguardia”, ha dichiarato Hare. “Devono spiegare come la loro soluzione AI risponde alla mancanza di competenze e come può offrire valore in modo più veloce rispetto a cercare di creare una soluzione personalizzata AI in-house”.

 

AUTOREGeorge Nott
FONTECIO Australia
CWI.it
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