Marvin Minsky, che ha aperto la strada dell’esplorazione della mente e della sua replica nei computer, è morto domenica per un’emorragia cerebrale all’età di 88.

Nel prologo della sua opera fondamentale, “Society of Mind”, Minsky ha scritto che cercava di spiegare come funziona la mente, e “che è possibile costruire una mente unendo molte piccole parti, ognuna delle quali sarebbe inutile da sola”.

Nel 1982 in un articolo scrisse che “ci vorrà molto tempo prima che impariamo abbastanza sul modo di ragionare dell’uomo da rendere le macchine altrettanto intelligenti”. I ricercatori sanno molto su come rendere specializzati i sistemi esperti, ma le macchine non sono in grado di migliorare se stesse in modo interessante, aggiungeva Minsky.

Il suo ultimo libro, “The Emotion Machine: Commonsense Thinking, Artificial Intelligence, and the Future of the Human Mind”, è stato pubblicato nel 2006. Nell’opera Minsky sosteneva che gli stati emotivi non sono molto diversi dai processi del pensiero, e il suo scopo era suggerire come funziona il cervello umano e come progettare macchine in grado di sentire e pensare.

Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso A.M. Turing Award nel 1969, Minsky è nato il 9 agosto 1927. Dopo la laurea presso l’Università di Harvard e il servizio nella Marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, gli è stato conferito il dottorato in matematica nel 1954 presso la Princeton University. Qui ha realizzato il primo simulatore di rete neurale, chiamato SNARC, come ha sottolineato il MIT Media Lab annunciando la scomparsa di Minsky.

Nel 1958 si è spostato al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica del MIT, e l’anno successivo ha co-fondato il Laboratorio di Intelligenza Artificiale, ora conosciuto come il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory.

Al laboratorio, Minsky ha studiato come riprodurre nelle macchine capacità umane quali la percezione e l’intelligenza, e ha lavorato allo sviluppo di mani robotiche in grado di gestire gli oggetti.

Nel 1985, Minsky divenne un membro fondatore del MIT Media Lab, impegnato in progetti di dispositivi indossabili, interfacce tangibili e affective computing, a cavallo di diverse discipline. Minsky è stato professore di Media Arts and Sciences presso il laboratorio, dove ha insegnato fino a poco tempo fa.