Nella giornata d’apertura dell’evento I/O 2016 dedicato agli sviluppatori, Google ha svelato la sua strategia per il mercato della realtà virtuale, fornendo anche al comparto aziendale uno sguardo a quelli che saranno i prossimi strumenti di marketing e di training di stampo enterprise. Google ha infatti annunciato Daydream, una piattaforma attesa in autunno e sviluppata per assicurare un’esperienza VR di alto livello su dispositivi Android, sebbene nei piani futuri della grande G ci siano anche altri tipi di device.

“Con Daydream abbiamo creato anche un design di riferimento per un visore e un controller e stiamo realizzando questo kit per assicurare esperienze in realtà virtuale ricche, spettacolari e immersive” ha dichiarato Nathan Martz, product manager di Daydream. Martz non ha però fornito dettagli di alcun genere sulle tempistiche di questo kit composto da visore e controller e al Google I/O non ne è stato mostrato nemmeno un prototipo.

“Penso che la realtà virtuale sarà sempre più improntata al mobile. Dopotutto chi utilizza un dispositivo mobile è in numero doppio rispetto a chi usa un PC; è una semplice questione di numeri. Tra l’altro non credo che la realtà virtuale riguarderà solo giochi e app per lo shopping. In un battito di ciglia ci possiamo infatti trovare di fronte al Taj Mahal, su un aereo a migliaia di metri da terra o in una classe per seguire una lezione di fisica di fronte al nostro professore preferito” ha commentato John Riccitiello, CEO di Unity Technologies che sta collaborando con Google proprio sulla realtà virtuale.

i primi utilizzi della realtà virtuale saranno evidenti nel marketing e nel mercato immobiliare

Al Google I/O è comunque risultato evidente come le aziende non si avvicineranno alla VR solo per chattare virtualmente con amici lontani migliaia di chilometri o per vedere il Taj Mahal. La realtà virtuale è infatti destinata a diventare la prossima next big thing per il settore enterprise. “Tutto sarà possibile. Pensate ad esempio alla realtà virtuale legata allo shopping online. Potrete provare dei vestiti facendoli indossare a un avatar virtuale ricalcato esattamente sul vostro corpo” conclude Riccitiello.

È però anche vero, come sottolinea l’analista di Gartner Brian Blau, che persino i dirigenti aziendali sono ancora piuttosto confusi su quello che la realtà virtuale e quella aumentata potrebbero portare di buono nelle loro attività. La presa di coscienza dei vantaggi della VR a livello enterprise sta però prendendo sempre più forma e secondo Blau i primi utilizzi della realtà virtuale saranno evidenti nel marketing e nel mercato immobiliare. In effetti è facile pensare quanto un tour in VR di una casa o di un ufficio da far vedere a un cliente interessato che si trova dall’altra parte del Paese possa tornare utile.

Blau è convinto che anche tutto il settore del training e della formazione in azienda avrà molti benefici dalla realtà virtuale. “Invece di mandare qualcuno a centinaia di chilometri di distanza per imparare a utilizzare un macchinario, non sarebbe forse meglio fargli fare prima un primo training virtualmente ed eventualmente, solo in un secondo tempo, metterlo al lavoro sul macchinario vero e proprio?”, continua Blau.

“E che dire di un settore come quello turistico legato ad aziende come Airbnb? Se cercate una casa da affittare per un periodo limitato di tempo, non è forse meglio vederla con una “visita” in realtà virtuale piuttosto che limitarsi a un filmato o a delle foto sul web? Penso davvero che tra un paio d’anni il 10% delle aziende avrà già cominciato a utilizzare la VR e che tra cinque anni questa percentuale salirà fino al 40%-50%”, conclude Blau.