ProGlove: i guanti con lettori barcode ora si collegano a Cloud e Android

La società tedesca che ha innovato i guanti dotati di lettori di codici a barre propone Mark Display, che si collega al cloud e ai dispositivi mobile con Android

(Credit: ProGlove)

L’innovazione ha spesso questa caratteristica. Si presenta in modo inaspettato e da soggetti che non avevi neanche preso in considerazione. Attendi il nuovo prodotto dai big del settore e invece il crash arriva da una strada laterale, in questo caso da quattro ragazzi tedeschi che lavoravano in Bmw e cinque anni fa hanno deciso di lasciar perdere il colosso dell’automotive per provare a lanciare una loro startup, ProGlove.

Lavorando in Bmw avevano notato che per ogni auto erano necessarie un migliaio di letture con il codice a barre. Ma dovendo impugnare con una mano l’hardware per ogni auto si perdevano 4.000 secondi per le operazioni. Da qui nasce l’idea di un lettore indossabile che lasci le mani libere all’addetto che in questo modo guadagna comodità, efficienza, produttività e sicurezza.

“Oggi – spiega il country manager italiano Luciano Magiar l’hardware proposto da ProGlove pesa 40 gr., come un paio di monete da due euro, è grande come una scatola di cerini e incorpora un lettore di codici a barre di ultima generazione”.

Lettori barcode indossabili: robustezza e leggerezza

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“In un mercato abituato ad avere lettori che avevano nella robustezza il loro punto di forza – aggiunge Magiar – ProGlove ha proposto leggerezza e praticità”. Così prende avvio un boom di richieste nell’automotive e poi nella logistica con clienti come Audi, Bmw, Bosch, Daimler, Dhl e Lufthansa Technik che, secondo il country manager itaiano, hanno avuto un ritorno dell’investimento in tre mesi (il lettore costa 900 euro) che nell’automotive possono anche essere di meno.

Luciano Magiar, Country Manager Italia di ProGlove

ProGlove ha lavorato in un mercato maturo dove era ben difficile trovare aziende prive di questi aggeggi e quindi si è conquistata il suo posto guadagnando spazio a spese della concorrenza.

Per quanto tempo prima che i colossi recuperino il tempo perduto?Difficile da dire visto che il lettore di codice a barre leggero e innovativo è stato il protagonista della prima fase di vita dell’azienda che oggi vanta circa duecento dipendenti e ha ricevuto finanziamenti per circa quaranta milioni di euro.

Display, cloud e Android

Soldi che sono serviti per spingere l’acceleratore sul fronte dell’innovazione con la presentazione di Mark Display ProGlove Cloud ProGlove Connect Data Wedge, utilizzabile con tutti i dispositivi Android. Dopo l’hardware, anche per conquistare ulteriore vantaggio competitivo, l’azienda tedesca ha voluto passare al software realizzando “una soluzione che si inserisce in un contesto”. In questo modo le attività del lavoratore sono monitorate come quelle delle macchine. “Ogni volta che utilizzo il codice a barre genero dei dati sull’attività del lavoratore, la sua posizione, il codice a barre che si legge con difficoltà e altro. I dati – spiega Magiar – sono raccolti e messi insieme e ordinati secondo determinati criteri che permettono di avere una serie di informazioni che dicono per esempio dove si concentra il lavoro nelle varie ore del giorno evidenziando i colli di bottiglia”.

(Credit: ProGlove)

Questo apre la possibilità di customizzazione dell’offerta che prevede una soluzione per la raccolta dei dati che interessano al cliente. Il dettaglio tecnico dice che Oltre al display ad alto contrasto e non riflettente, il feedback acustico e tattile guida i lavoratori attraverso i loro processi risparmiando fino a 6 secondi per scansione e riducendo il tasso di errore fino al 33%. Mark Display è abilitato al Bluetooth e collegato al cloud, consentendo così ai clienti di vedere risultati immediati lungo tutte le attività aziendali della supply chain.

Altra novità è quella di ProGlove Connect Data Wedge, fornito con un kit di sviluppo software, che permette di collegare tutti i dispositivi mobile che utilizzano Android e offre anche la possibilità di integrarsi con i sistemi aziendali. In questo caso il lettore ha acquisito anche un dispaly con eInk (l’inchiostro elettronico dei lettori di eBook) “che una volta creata la scritta e la grafica non ha più consumo di batteria”.

(Credit: ProGlove)

Grazie al display integrato, con alcune applicazioni si può lavorare solo con questo hardware senza dover ricorrere anche a un palmare. “Se quello che devo fare è controllare un pallet di articoli – spiega Magiar – leggo i codici e sul display ho la posizione del magazzino dove metterli. Ma ci possono essere anche altre applicazioni che mi permettono di distinguere tra parti urgenti e non urgenti con indicazione grafica o sonora”. Il lettore con display si integra con ProGlove connect attraverso il quale si crea il ponte con il sistema del cliente, Sap o Wms, su dispositivo Android che fornisce le informazioni desiderate.

I prodotti ProGlove sono veicolati tramite una rete di vendita indiretta con due tipologie di partner. Da una parte ci sono quelli storici del segmento degli scanner che hanno già nella loro offerta i nomi classici del settore e dall’altra si tratta di aziende che lavorano nelle fabbriche e che sono specializzati nell’installazione di sistemi Mes. “Si tratta di una decina di partner – aggiunge il country manager – e non ci interessa tanto fare crescere il loro numero quanto selezionarli sul fronte delle competenze”.

Luigi Ferro
Collaboratore Giornalista professionista dal 1992, ha cominciato con la cronaca sul quotidiano l’Unità e sul mensile Società Civile, per poi passare al settore informatico scrivendo per testate come Computer dealer& Var, Reseller Weekly e Linea Edp. Si occupa di canale e approfondisce dal punto di vista economico il comparto tecnologico e segue con passione lo sviluppo di Internet e l’avvincente sviluppo della new economy collaborando con la pagina dedicata a Internet del Corriere della sera e con settimanali economici il Mondo, Panorama economy e Affari&finanza. Inoltre collabora, sempre seguendo le vicende del Web, con .Com, il quotidiano della comunicazione oltre che per Espansione, Donna Moderna e Oggi. Online ha scritto per 01net, lineaedppmi.it , Il Fatto quotidiano e Applicando, oltre che per Bitmat.it, di cui è fondatore. Oltre che con Computerworld, oggi collabora con la casa editrice Zolfo specializzata in libri sulla criminalità organizzata.