L’Apple Watch ha dominato il mercato dei wearable per gran parte del 2015 e potrebbe continuare a fare così anche con la seconda generazione del Watch attesa nel 2016. Anche Fitbit continuerà comunque a dire la sua nel corso del prossimo anno, ma a parte questi due sicuri punti di riferimento il futuro dei wearable è quanto mai incerto.

Abbiamo così chiesto a diversi analisti, esperti e produttori di device indossabili cosa si aspettino nel 2016 su questo versante e quelli di seguito sono i trend principali emersi dalle nostre conversazioni.

1 – La popolarità dei wearable continuerà ad aumentare

Secondo eMarketer nel 2015 39,5 milioni di americani sopra i 18 anni hanno utilizzato un dispositivo portatile tra smartwatch e fitness tracker, con un aumento del 57,7% rispetto al 2014. Il trend continuerà anche nel 2016 e negli anni successivi, con il 2018 che vedrà in 81,7 milioni gli adulti americani con indosso un wearable.

2) Gli smartwatch non sopprimeranno i fitness tracker

Molti osservatori avevano predetto una progressiva scomparsa dei fitness tracker in favore degli smartwatch, ma ciò non è successo. Apple, secondo IDC, ha venduto 7.5 milioni di Watch negli ultimi due trimestri, ma nello stesso periodo i device di Fitbit sono arrivati a quota 9.2 milioni, ovvero più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2014.

Si tratta infatti di due prodotti piuttosto diversi tra loro e in grado di coesistere. Basti pensare alla sole differenza di prezzo, con i fitness tracker che si attestano tra i 100 e i 200 euro e gli smartwatch che invece, a parte qualche eccezione, costano ormai sopra i 300 euro se si considerano gli ultimi modelli usciti.

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3) Fitbit avrà parecchi e agguerriti rivali

IDC stima il 97% dell’activity tracker di Xiaomi (il Mi Band da 15 euro) sia stato venduto in Cina. Se il produttore cinese dovesse iniziare a espandersi anche al di fuori dei confini nazionali, Fitbit potrebbe vedersela butta contando che il suo device meno costoso (Zip) è comunque in vendita a circa 60 euro. C’è poi da considerare l’ascesa di Garmin, che soprattutto tra gli sportivi è un brand molto quotato e che potrebbe presto scavalcare Fitbit tra i cultori della corsa e dell’attività fisica in generale.

4) Le app dei wearable diventeranno più sofisticate e costose

Le app dei produttori di smartwatch e activity tracker, così come il software di terze parti che funziona con quei device, diventeranno più avanzate e integreranno diverse categorie dedicate alle diete e al fitness. Questo grazie alla presenza di sensori sempre più precisi ed evoluti, che forniranno continuamente dati e statistiche sulla salute. Questa evoluzione potrebbe però portare alla comparsa di abbonamenti mensili per servizi premium e più specializzati, come d’altronde sta già succedendo ora con la Premium Membership di Fitbit, che per 50 dollari all’anno fornisce piani di fitness personalizzati e report sul sonno molto più dettagliati.

5) Gli hacker prenderanno di mira i wearable

Più i wearable diventeranno popolari, più saranno soggetti ad attacchi da parte degli hacker e questo anche a causa delle molte vulnerabilità scoperte nella tecnologia Bluetooth LE, utilizzata dalla stragrande maggioranza dei wearable odierni. Vulnerabilità che potrebbero fungere da cavallo di Troia per entrare nello smartphone della vittima dell’attacco cyber, con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare.

E che dire del furto di dati sensibili sottratti da una fitness band? L’hacker potrebbe impadronirsi di dati inerenti la salute dell’utente e chiedere in cambio un riscatto per non renderli pubblici, ma è solo uno dei molti esempi che si potrebbero fare quando la sicurezza si incrocia con i dispositivi indossabili.

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6) Wearable sempre più di nicchia

Anche diversi wearable con sensori sviluppati per scopi specifici saranno prodotti e venduti nel 2016. A dire il vero qualcosa di simile c’è già e ci riferiamo al Neatamo June Bracelet per le donne, che misura l’esposizione al sole e, tramite l’app ufficiale, offre consigli sulle creme protettive da utilizzare per proteggersi efficacemente dai raggi ultravioletti. Secondo diversi esperti questo device potrebbe davvero far diminuire l’incidenza dei melanomi a livello globale.

7) I produttori di orologi si faranno più smart

Già quest’anno ha iniziato a farsi largo una nuova categoria di wearable denominata “connected timepieces”, ovvero orologi tradizionali a cui è stata aggiunta qualche funzionalità smart come il contapassi o la possibilità di ricevere notifiche dallo smartphone. E’ il caso del Timex Metropolitan+ (125 dollari) e del Guess Connect (400 dollari) e questa tendenza è destinata ad aumentare nel 2016.

8) I wearable del futuro saranno meno… wearable

Secondo Liz Dickinson, CEO del produttore di wearable Mio Global, la tecnologia indossabile è destinata presto a trasformarsi in una tecnologia di “innesti”. Secondo la Dickinson infatti i wearable odierni sono una tecnologia di transizione e si arriverà inevitabilmente a impiantare sensori e dispositivi direttamente nel corpo umano. Difficile dire se questo trend inizierà a prendere piede già nel 2016, anche se i primi casi di impianti sottopelle si sono già verificati quest’anno. A buon intenditor…