Gli occhiali AR di Apple rivoluzioneranno la tecnologia dell’accessibilità?

Gli occhiali AR di Apple di cui si parla ormai da molto tempo potrebbero rivoluzionare la vita di molte persone con problemi e limiti fisici. Ma non solo…

occhiali ar

Avete sentito dell’ottico che ha trovato lavoro nell’Apple Store? Non ancora, ma prossimamente potreste sentire qualcosa del genere poiché secondo gli ultimi leak i tanto attesi occhiali AR Apple supporteranno le lenti da vista. Uno dei maggiori problemi sull’idea degli occhiali AR è sempre stato che per usarli bisogna essere in grado di vederci bene.

Ma è più difficile di quanto sembri, dato che circa metà della popolazione mondiale probabilmente utilizza una qualche forma di correzione della vista. Per avere un’idea più precisa dei numeri, il Vision Council afferma che circa 164 milioni di adulti negli Stati Uniti indossano occhiali. Questo è stato da sempre un problema per i produttori di dispositivi, che hanno venduto occhiali taglia unica che in realtà non funzionano per metà delle persone o hanno dovuto pensare a creare sovrapposizioni da indossare con gli occhiali esistenti.

Nessuna alternativa sembra aver avuto alcun senso per Apple. L’ultima serie di affermazioni di Jon Prosser suggerisce che l’azienda di Cupertino abbia deciso di offrire i suoi occhiali AR come montatura di base, con le lenti da vista vendute separatamente. Apple, sempre secondo Prosser, starebbe puntando ai 499 dollari per la sola montatura. Non sorprende particolarmente che questi prezzi mettano l’offerta dell’azienda ai massimi livelli nel settore delle montature ottiche.

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La maggior parte dei consumatori americani (50,9%) paga tra i 100 e i 150 dollari per la montatura di un occhiale, anche se il dispositivo AR di Apple è in realtà un sistema connesso che funzionerà con il vostro iPhone per offrirvi esperienze di realtà aumentata durante la vita di tutti i giorni. A questo punto ci chiediamo anche se Apple lavorerà con i 43.000 ottici statunitensi esistenti per portare il proprio prodotto sul mercato, o se inizierà a offrire i propri esami oculistici negli Apple Store.

Sappiamo che la salute digitale è un settore sempre più importante per Apple, convinta che una combinazione di tecnologia avanzata dei sensori e software intelligente possa fare la differenza. Sappiamo anche che la modifica del comportamento può essere un’aggiunta importante alla risposta della salute pubblica, sia che si rimanga all’interno per prevenire contagi accidentali, sia che si scelga di camminare un po’ di più per chiudere gli anelli nell’app Attività.

Nel mondo 650 milioni di adulti sono obesi secondo i dati dell’OMS del 2016 ed è possibile che la tecnologia possa aiutare a creare l’ambiente necessario per convincere le persone a gestire questo aspetto della salute in modo più efficace. Il CEO di Apple Tim Cook ha dichiarato agli azionisti all’inizio di quest’anno: “La nostra grande idea è di mettere le persone nella condizioni di avere sotto controllo la propria salute”.

La stessa logica può essere applicata all’oftalmologia. Se i vostri occhiali sono già calibrati per i vostri occhi, allora potrebbero anche diventare abbastanza intelligenti da monitorare ciò che fanno i vostri occhi. Mostrano reazioni coerenti con un’ulteriore erosione in vista? Allora forse i vostri occhiali ve lo faranno sapere.

Allo stesso modo, questi sistemi potrebbero eventualmente diventare abbastanza intelligenti da rilevare cose come il diabete precoce. Non ci aspettiamo questo tipo di innovazione nella prima versione degli Apple Glass ovviamente (a meno che non esistano già i sensori), ma l’opportunità di sviluppare tecnologie per trasformare il monitoraggio oftalmologico delle condizioni degli occhi ci sembra un’occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire.

Apple cercherà inoltre di trasformare i Glass in una nuova piattaforma. Ciò significa strumenti, API e funzionalità per gli sviluppatori che sembrano, almeno all’inizio, probabilmente definiti da informazioni aumentate su dove vi trovate e dove state andando. Esaminiamo come ciò potrebbe funzionare. Pensate a come gli Apple Glass potrebbero fornire alle persone con una vista molto limitata informazioni contestualizzate sui luoghi in cui si trovano.

Utilizzati con una fotocamera LiDAR integrata, questi occhiali potrebbero fornire istruzioni passo-passo per camminare, che darebbero alle persone con problemi di vista maggiore indipendenza rispetto a prima. Pensate ad esempio se gli occhiali di Apple potessero fornire queste informazioni.

“Svoltare a sinistra in cinque, quattro, tre passi e spostarsi a destra del marciapiede. Una persona cammina verso di voi e vi passerà accanto in tre, due, uno. Il marciapiede è ora libero e raggiungerai la caffetteria tra cinque passi. Siete arrivati. La porta è alla vostra destra. Muovete la mano di 10 cm a sinistra per trovare la maniglia”.

Se Apple scegliesse di muoversi in questa direzione, potrebbe trasformare completamente la percezione di alcune persone del mondo che le circonda. Immaginate poi di indossare occhiali che vi leggerebbero un libro o lo tradurrebbero. Una logica simile significa che questi dispositivi potrebbero aiutare a fornire esperienze di istruzione aumentata, supporto tecnico di prodotto e consulenza di assistenza sul campo nell’ambito di esperienze individuali altamente personalizzate.

Gli occhiali Apple potrebbero insomma essere decisamente entusiasmanti in termini di esperienze AR, ma il loro potenziale più eccitante potrebbe essere il fatto che offrirebbero una rivoluzione per molti a livello di accessibilità. Vedremo, ovviamente, ma Prosser sembra pensare che potremmo scoprire di più sui piani degli occhiali AR di Apple entro la fine dell’anno o al più tardi all’inizio del 2021.

AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw