Apple Watch può aumentare la sicurezza dei vostri endpoint?

Con 100 milioni di unità utilizzate in tutto il mondo , le aziende dovrebbero iniziare a sfruttare Apple Watch anche per migliorare la sicurezza del lavoro remoto?

Apple Watch

Le aziende che cercano strumenti con cui migliorare la sicurezza degli endpoint per il nuovo ambiente aziendale di lavoro remoto potrebbero voler dedicare un po’ di tempo a considerare l’Apple Watch come strumento “inedito” per farlo.

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La tesi è semplice. Il ruolo crescente di Apple nell’azienda significa che i suoi ecosistemi complementari possono aiutarvi a supportare la vostra attività. Dopotutto il numero di iPhone in uso nel settore sta crescendo rapidamente, il che significa che milioni di lavoratori hanno già accesso allo smartwarch di Apple. Anche l’adozione degli Apple Watvch sta accelerando, tanto che al momento di stimano 100 milioni di utenti globali di Apple Watch secondo l’analista di Above Avalon Neil Cybart. In pratica il 10% degli utenti di iPhone nel mondo e il 35% di quelli negli Stati Uniti possiedono già l’orologio di Cupertino.

Sappiamo quali sono gli usi primari dell’Apple Watch: tenere d’occhio i messaggi in arrivo, le email importanti e le notifiche, monitoraggio della forma fisica e della salute, pagamenti tramite Apple Pay e l’accesso biometrico ad alcuni sistemi. È poi possibile utilizzare l’Apple Watch anche per accedere al vostro Mac e presto l’orologio di Apple vi aiuterà a sbloccare il vostro iPhone se indossate una mascherina.

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“Il rilevamento del polso consente all’Apple Watch di mantenere la propria catena di identificazione fintanto che rimane a contatto con la pelle di chi lo indossa”, ha scritto Cybart. “Andando avanti, la capacità dell’Apple Watch di fungere da verificatore di identità potrà finire per essere utilizzata durante la nostra giornata mentre interagiamo con diversi dispositivi, ambienti e oggetti”.

Identità digitale

Uno dei primi shock per la sicurezza quando abbiamo iniziato a lavorare da casa durante la pandemia è stato un aumento degli attacchi di phishing, che l’80% delle aziende ha affermato essere cresciuti di frequenza quando i criminali hanno testato la resilienza di questi sistemi appena distribuiti. Nei primi mesi della pandemia gli hacker sapevano che i “nuovi” lavoratori da remoto erano stati lasciati a gestire da soli la sicurezza, lavorando al di fuori della rete aziendale mentre erano ancora dotati di accesso a preziosi dati aziendali. Ciò ha reso il phishing redditizio nel caos iniziale dei lockdown e ha convinto la maggior parte delle aziende a investire nella sicurezza degli endpoint.

Nel frattempo, le aziende stanno comprendendo la necessità di adottare l’autenticazione a più fattori (MFA) e di implementare la biometria all’interno di tutti i sistemi single sign-on che possono utilizzare. Risulta inoltre chiaro come la difesa perimetrale basata su modelli tradizionali debba essere integrata con barriere basate su persone, situazioni, posizione e persino tempo. Se una persona che supera tutti gli altri controlli sembra voler accedere ai vostri sistemi principali in un momento insolito, è possibile che dietro ci sia un tentativo di manomissione.

È in questo contesto che l’Apple Watch potrebbe diventare parte del vostro kit di strumenti per la sicurezza degli endpoint aziendali. Fornisce vantaggi unici per tale utilizzo come posizione, identificazione biometrica e persino accesso ai dati sanitari personali; tutti elementi che lo rendono uno strumento di fiducia sempre più potente per almeno una parte del processo di autenticazione MFA o SSO.

“Io” senza telefono

Non è un caso che l’orologio di Apple sia già un dispositivo affidabile per il vostro Apple ID e dal 2018 anche Microsoft Authenticator offre supporto per Apple Watch, così come l’accesso VIP di Symantec (e altri). La tecnologia per inserire questo elemento nei processi di sicurezza aziendale esiste già. La recente decisione di Apple di dare all’orologio la possibilità di sbloccare l’iPhone in iOS 14.5 spinge inoltre il dispositivo a un posto più alto in termini di identità e controllo degli accessi, dandogli un po’ di potere in più come provider di identità.

In futuro, poiché Apple Watch si trasformerà inevitabilmente in un prodotto autonomo, potenzialmente includendo l’aggiunta di sensori Touch ID, dovrebbe anche diventare più efficace e fidato come dispositivo di autenticazione. Cybart sostiene che il numero di persone che possiedono un Apple Watch crescerà fino al 250% una volta che diventerà un prodotto autonomo.

Con ulteriori implicazioni in termini di salute dei dipendenti remoti, accesso ai dati e collaborazione basata sul team, sembra plausibile aspettarsi che almeno una parte di questa crescita accelerata deriverà dalle implementazioni aziendali, data la capacità di sviluppo del dispositivo come componente per incrementare la sicurezza degli endpoint.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw