Con CryptoKit Apple trasformerà gli iPhone in crypto wallet?

Il CryptoKit di Apple è probabilmente il primo passo per sbloccare la possibilità di effettuare acquisti utilizzando bitcoin e altre criptovalute memorizzate sul vostro iPhone.

CryptoKit

Probabilmente Apple si appresta a trasformare gli iPhone in portafogli hardware per archiviare e utilizzare bitcoin e altre criptovalute per gli acquisti mobile di qualsiasi cosa, da una tazza di caffè a vestiti e generi alimentari.

A differenza di altri annunci alla Worldwide Developers Conference (WWDC) 2019 di inizio giugno, il nuovo CryptoKit di Apple per iOS 13 ha avuto poca attenzione, ma consentirà agli sviluppatori di creare facilmente hash per firme digitali e chiavi pubbliche e private che possono essere archiviate e gestite da Secure Enclave di Apple. Quelle chiavi, che possono rappresentare criptovalute, possono quindi essere scambiate dai proprietari di iPhone come forma di pagamento tramite un’app.

Apple non ha però specificato bene se CryptoKit sarà effettivamente parte di un piano per introdurre un portafoglio di criptovalute. Se Apple stesse però seguendo tale percorso, lo starebbe facendo in compagnia di HTC e Samsung, che hanno annunciato l’intenzione di creare portafogli di cold storage nativo sui loro smartphone. L’anno scorso HTC ha annunciato che il suo smartphone Exodus 1 sarebbe in grado di memorizzare in modo nativo le criptovalute bitcoin o Ether, mentre quest’anno Samsung, sebbene con alcuni limiti (manca lo storage di bitcoin) ha portato la stessa funzione sul suo smartphone di punta Galaxy S10.

Un nuovo studio di Juniper Research ha rilevato che il numero di persone che utilizzano i portafogli digitali per tutti i tipi di valute dovrebbe aumentare da 2,3 miliardi quest’anno a circa 4 miliardi, o il 50% della popolazione mondiale, entro il 2024. Questo, a sua volta, spingerà i valori delle transazioni del portafoglio digitale di oltre l’80% a più di 9 trilioni di dollari all’anno. Lo studio sostiene inoltre che gli aumenti sarebbero guidati da un maggiore volume di transazioni condotte tramite credenziali archiviate.

Il rapporto ha evidenziato la sfida posta ai portafogli contactless basati su NFC, come Apple Pay e Samsung Pay, dall’emergere di portafogli basati su codici QR. I codici QR vengono già utilizzati dai commercianti per accedere ai portafogli di criptovaluta per il pagamento. Ora come ora, secondo David Huseby di Hyperledger, il CryptoKit di Apple non include tutti gli algoritmi di crittografia, come l’algoritmo di firma secp256k1, necessari per completare le transazioni di bitcoin.

“Tuttavia, l’interfaccia astratta che hanno creato rende facile aggiungere altri algoritmi in futuro”, ha scritto Huseby via email. “È la stessa strategia intrapresa da Hyperledger Ursa per rendere agevoli gli algoritmi crittografici.” Hyperledger Ursa è una libreria crittografica, un repository a cui gli sviluppatori possono attingere per creare facilmente uno strato di crittografia (chiavi private e pubbliche) per aumentare la sicurezza delle app.

Allo stesso modo, secondo Apple, CryptoKit offrirà agli sviluppatori di applicazioni iOS un nuovo framework per la creazione di hash sicuri per operazioni come l’autenticazione dei messaggi e chiavi crittografiche sicure. Secondo Viktor Radchenko, fondatore di Trust Wallet (un portafoglio di criptovaluta che supporta lo storage di token di Ethereum), grazie a CryptoKit gli utenti sono solo a pochi passi dal trasformare i loro iPhone in portafogli hardware.

cryptominer

Kyle Ellicott, chief labs officer di ReadWrite Lab, è d’accordo con Radchenko. Anche secondo lui infatti CryptoKit significa che Apple sta dando agli sviluppatori la possibilità di creare app blockchain o crittografiche e ciò mette Apple in una posizione unica per quanto riguarda l’hardware.

“Saranno in grado di fornire un cold storage o un portafoglio crittografico più sicuro di qualsiasi altra cosa al momento, da un punto di vista mobile”, ha detto Ellicott riferendosi alle funzionalità biometriche esistenti su iPhone e iPad. “Guardate di cos’altro hanno parlato al WWDC: hanno annunciato la carta di pagamento Goldman Sachs e importanti aggiornamenti per Apple Wallet.”

I business partner di Apple, tra cui Starbucks e Whole Foods Market e altri rivenditori, hanno annunciato programmi per accettare bitcoin e altre criptovalute per i pagamenti. Un cliente invia semplicemente un codice QR sul proprio smartphone a uno scanner di registro e il pagamento viene trasferito al rivenditore. Il codice QR, abilitato da un’app, rappresenta la valuta digitale nel portafoglio di criptovaluta di un cliente.

“Le persone hanno bisogno di archiviare criptovaluta e hanno bisogno di sentirsi a loro agio tutto ciò. Con il miglioramento di Apple Wallet e con questi partner che hanno annunciato programmi in tal senso, il passo successivo è quello di integrare questi due elementi”, ha detto Ellicott.

CryptoKit e Hyperledger Orsa cercano entrambi di migliorare il software che utilizza la crittografia, assicurando che gli sviluppatori di app non debbano comprendere i piccoli dettagli dell’utilizzo di una particolare implementazione crittografica. Ursa, tuttavia, include funzionalità avanzate di crittografia quali prove a conoscenza zero per applicazioni più orientate alla privacy; il CryptoKit di Apple non lo fa (almeno per ora).

Visto però che CryptoKit abilita un secondo livello di sicurezza tramite la crittografia per le applicazioni iOS con chiavi pubbliche e private, può affrontare altre problematiche legate all’hacking hardware come il SIM jacking, un attacco malevolo usato spesso per assumere il controllo delle vite digitali e finanziarie di una persona.

“Non sappiamo se ci sarà una criptomoneta targata Apple, anche se avrebbe senso in base ad altre strategie già messe in campo da Cupertino. E Apple non vuole nemmeno creare il prossimo Coinbase”, ha continuato Ellicott. “Vuole se mai consentire a Coinbase di sfruttare la loro tecnologia per integrarsi ulteriormente nell’ecosistema Apple”.

Apple è notoriamente di poche parole quando parla di prodotti e servizi futuri, ma ha già depositato alcuni brevetti relativi alla blockchain; ad oggi, la maggior parte di quelli che sono stati resi pubblici si riferisce all’aspetto etico legato ai materiali di costruzione per dispositivi con l’iPhone. A febbraio, ad esempio, Apple ha annunciato che stava aiutando a redigere le regole blockchain per l’iniziativa Responsible Minerals Initiative (RMI) di Responsible Business Alliance.