Blockchain: ecco cosa ne pensa la rete tra diffidenza e integrazione

Cosa pensa la rete del fenomeno Blockchian? L’86% ne esalta le possibilità di business, mentre il 14% teme l’imminente scoppio di una bolla speculativa.

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Blockchain. Per alcuni questa parola è sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo metodo per eseguire le transazioni online e più nello specifico una rivisitazione del concetto stesso di Trust. Per altri è la “grande rivoluzione”, il “futuro del business” o addirittura una delle invenzioni più importanti dopo la creazione e lo sviluppo del World Wide Web.

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Per capire meglio cosa pensa il web della cosiddetta catena a blocchi e per cercare di delineare meglio il futuro di questa tecnologia, Reputation Manager, istituto italiano esperto nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online degli utenti.

L’analisi, che si riferisce al periodo agosto 2017 – febbraio 2018 ed è basata sul monitoraggio dei contenuti UGC (generati dagli utenti nei diversi canali online tra post/commenti ad articoli, blog, ecc…), evidenzia come l’86% degli utenti sia particolarmente ottimista sulle opportunità e sulle relative possibilità di business che le nuove tecnologie di transazione online e le criptovalute potrebbero apportare alla società odierna. Il 14% del web, invece, teme i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo per le nuove scienze informatiche.

Non mancano poi i commenti di chi si trova in difficoltà sulla comprensione del fenomeno blockchain in generale o sull’esatta definizione di termini tecnici come bitcoin, ledger, miner, rete peer to peer, token ecc… Interessante notare come il 70% degli articoli online e dei commenti degli utenti leghi il concetto di blockchain a quello di bitcoin e citi spesso insieme questi due termini, che pur essendo strettamente connessi, trattano di fenomeni tecnologici totalmente diversi. Solo nel 30% dei casi analizzati risultano esser presi in esame singolarmente.

Sicurezza e affidabilità

La sicurezza e l’affidabilità della tecnologia blockchain sono tra le tematiche più ricorrenti online. Molti utenti sembrano essere piuttosto fiduciosi della “catena a blocchi” e del suo sistema di open source, che rende l’alterazione dei dati registrati al suo interno incredibilmente difficile e per alcuni addirittura impossibile da modificare. Altri, al contrario, non nascondono una certa preoccupazione nei confronti di un sistema automatizzato, basato su regole predeterminate e con un controllo umano pressoché assente. Gli “apocalittici” ipotizzano infatti che con il passare del tempo ci sarà un evidente aumento delle attività illegali online.

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Indipendenza e semplificazione

Altro tema che sembra scaldare gli animi degli internauti è quello relativo all’aspetto indipendente della blockchain. Non esiste controllo, o meglio, esso c’è ma è affidato totalmente agli investitori e agli sviluppatori in generale. Sono loro infatti a dettare le regole del gioco senza interferenze di terze parti come governi o istituzioni. Non essendoci coinvolgimenti di intermediari collegati alle transazioni, i processi non solo si velocizzano di gran lunga ma si semplificano. Tra i sostenitori più tenaci c’è chi afferma che grazie alla blockchain sparirà la burocrazia che rallenta i processi e la Pubblica Amministrazione sarà tra i principali beneficiari della nuova tecnologia.

La bolla speculativa

I commenti sul web sono divisi tra chi esalta le possibilità di guadagni favolosi grazie all’utilizzo dei bitcoin, delle criptovalute e della tecnologia blockchain e chi, al contrario, avverte l’imminente scoppio di una bolla speculativa. Commenti come “Blockchain = rivoluzione e le attuali criptomonete = bolla che lascerà molto presto parecchia gente in mutande se non cambierà qualcosa” , oppure “Pura speculazione… che si trasformerà realmente in una bolla, i disastri finanziari conseguenti si trasferiranno anche e soprattutto sull’economia reale… e a farne le spese saranno come sempre gli inermi lavoratori” sono molto frequenti nei dibattiti online degli utenti.

L’impatto ambientale

Ciò che desta più perplessità fra i commentatori online è l’eccessivo costo in termini di sostenibilità per far funzionare le transazioni online tramite bitcoin. L’impatto ambientale negativo di questa nuova tecnologia risulta essere particolarmente elevato e decisamente poco green per molti degli utenti.

I social network

Molto chiacchierata sul web è Steemit, la nuova piattaforma social che premia in criptovalute gli utenti che pubblicano notizie, video, immagini o che commentano e condividono i vari contenuti. Questo social network è basato sulla tecnologia blockchain e registra precisamente tutte le transazioni online avvenute. Il guadagno della persona dipende dal grado di coinvolgimento che può generare il proprio post: più interazioni equivalgono a una maggiore ricompensa.