Apple conferma il proprio interesse verso le criptovalute

Una dirigente di Apple ha confermato nei giorni scorsi che la società guarda con interesse alle criptovalute, che vede come una risorsa potenzialmente interessante nel lungo termine.

criptovalute

Dopo aver annunciato il supporto per le firme digitali e le chiavi di crittografia pubbliche e private, che potrebbero essere utilizzate per rappresentare le criptovalute, Apple, per voce di un suo dirigente, ha chiarito nei giorni scorsi di essere interessata alle valute digitali basate su blockchain.

In primavera Apple annunciava CryptoKit per iOS 13, strumento rivolto agli sviluppatori per creare facilmente hash per firme digitali e chiavi pubbliche e private da archiviare e gestire tramite Secure Enclave. Tali chiavi, che possono rappresentare criptovalute, potrebbero essere scambiate dai proprietari di iPhone come forma di pagamento tramite un’app. Resta però il fatto che Apple non aveva specificato al tempo se CryptoKit avrebbe fatto parte di un piano per introdurre un portafoglio di criptovaluta.

Nei giorni scorsi, tuttavia, Jennifer Bailey, vicepresidente di Apple Pay, ha dichiarato alla CNN: “Stiamo osservando con interesse alle criptovalute perché pensiamo che abbiano un potenziale interessante nel lungo termine”.

Se Apple sta davvero intraprendendo il percorso verso le criptovalute, seguirà HTC e Samsung, che hanno annunciato l’intenzione di creare portafogli di cold storage su alcuni dei loro rispettivi smartphone. L’anno scorso infatti HTC annunciava che il suo smartphone Exodus 1 era in grado di memorizzare in modo nativo criptovalute come bitcoin o Ether e Samsung ha seguito una strada molto simile con il suo Galaxy S10.

Jack Gold, principale analista di J. Gold Associates, ha dichiarato di non aspettarsi che Apple introduca la propria tecnologia di criptovaluta “in questo momento”. Secondo Gold infatti Apple deve prima assicurarsi che Apple Pay funzioni correttamente e guadagni quote di mercato significative prima di abbracciare un nuovo metodo di pagamento che porta con sé diversi rischi, compresi potenziali insidie da parte dei regolatori negli Stati Uniti e in Europa.

“Immagino che Apple reagirà a ciò che gli i suoi competitori stanno facendo già ora quando si parla di criptovalute, ma solo dopo che avrà valutato i potenziali problemi e le percentuali di successo di una simile mossa”, ha detto Gold. “Apple è molto brava a risolvere eventuali problemi percepiti nelle nuove tecnologie e a presentarli agli utenti finali, ma in genere non si mette per prima alla guida di un nuovo mercato, preferendo entrarvi solo dopo che tale mercato ha iniziato a prendere quota”.

cryptovalute blockchain

Un recente studio di Juniper Research ha scoperto che il numero di persone che usano i portafogli digitali per tutti i tipi di valute dovrebbe aumentare da 2,3 miliardi quest’anno a quasi 4 miliardi (o il 50% della popolazione mondiale) entro il 2024. Questo, a sua volta, farà aumentare i valori delle transazioni di questi portafogli digitali dell’80% a oltre 9 trilioni di dollari all’anno.

Lo studio ha inoltre indicato che tali aumenti saranno determinati da un maggior volume di transazioni condotte tramite credenziali archiviate, proprio come quelle di un portafoglio crittografico. La criptovaluta come forma di pagamento per servizi o prodotti ha attirato alcuni dei più grandi nomi di servizi finanziari e social media.

Ad esempio, all’inizio di quest’anno, JP Morgan Chase ha annunciato l’intenzione di lanciare quella che è considerata la prima criptovaluta supportata da una grande banca, una mossa che potrebbe legittimare la blockchain come veicolo ufficiale per le criptovalute. JPM Coin, come la banca chiama il suo nuovo cryptocoin, è considerata valuta legale perché supportata da dollari statunitensi in conti designati da JPMorgan Chase N.A.

A giugno, dopo mesi di speculazioni, Facebook ha poi annunciato l’intenzione di lanciare la sua criptovaluta e il suo portafoglio digitale, cosa che secondo diversi esperti è un evidente richiamo alle banche commerciali: se non iniziate a prendere in considerazione la tecnologia blockchain, le aziende tecnologiche lo faranno al vostro posto.

Clifford Rossi, professore di finanza presso la Robert H. Smith School of Business dell’Università del Maryland, ha affermato che l’ingresso di Facebook nel mercato bancario esercita ulteriore pressione sulle banche commerciali, che in questo periodo devono già competere con società fintech molto più avanti di loro sul versante tecnologico.

Apple ha lanciato nel 2014 la sua piattaforma di pagamenti mobili Apple Pay, che secondo alcuni report elabora circa un miliardo di transazioni al mese. E il suo ingresso nel settore delle carte di credito con la nuova Apple Card significa che il colosso di Cupertino ha saldamente piantato la propria bandiera nel mercato fintech.

La vicepresidente di Gartner Research Annette Zimmermann ha affermato infine che offrire una criptovaluta è solo un altro modo per Apple per mantenere gli utenti nel suo ecosistema e di proteggerne i dati grazie all’attenzione che l’azienda ha posto ultimamente sul valore della privacy. “Apple Card ha generalmente la funzione di mantenere le persone nell’ecosistema Apple. Dovete avere un iPhone per utilizzare una Apple Card e ciò, a differenza di altri giganti tech (Google e Facebook in primis), porta con sé una certa sicurezza a livello di privacy. Un aspetto su cui Apple farà sicuramente leva quando deciderà di entrare nel mercato delle criptovalute”, conclude la Zimmermann.