Blockchain: mettere ordine nelle parole per lanciare l’economia digitale

L'Enterprise Ethereum Alliance invita le aziende a collaborare per definire standard che descrivono valute digitali e altri asset indipendentemente dal tipo di blockchain coinvolta

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L’Enterprise Ethereum Alliance (EEA) sta collaborando con Microsoft e oltre una decina di aziende, istituti di ricerca e consorzi di settore per creare un linguaggio standard sui token. L’obiettivo è arrivare al Token Taxonomy Framework (TTF), una classificazione dei termini che descrivono valute digitali e altri asset, basato sull’uso aziendale e indipendente dal tipo di blockchain sottostante.

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In sostanza, il gruppo sta lavorando per definire in modo universale e con termini non tecnici che cosa sia un token – indipendentemente dalla piattaforma blockchain coinvolta – e creare un insieme comune di termini e definizioni per un uso commerciale in tutti i settori. La creazione di un insieme condiviso di definizioni e termini consentirà l’interoperabilità della piattaforma blockchain.

L’Alleanza conta di realizzare la prima iterazione del suo Token Taxonomy Framework entro la fine dell’anno. Il secondo step dell’ambizioso progetto è un percorso di formazione e coinvolgimento della comunità blockchain attraverso i Token Definition Workshops (TDW), per definire token nuovi o esistenti.

Una volta completata, la classificazione potrà essere utilizzata dalle aziende come riferimento per creare applicazioni basate su blockchain utilizzando rappresentazioni digitali di qualsiasi cosa, dai beni della supply chain a oggetti non modificabili come le fatture.

Faremo alcuni workshop per convalidare le definizione di un token e accertarci che siano condivise”, ha dichiarato Marley Gray, responsabile per l’ingegneria blockchain di Microsoft Azure e membro del Consiglio di amministrazione dell’EEA. “Nel corso dei workshop probabilmente scopriremo che dovremmo aggiungere un attributo, un chiarimento o un esempio per aiutare gli utenti a comprendere e utilizzare una definizione”.

Tra le aziende che hanno accettato di partecipare al progetto di standardizzazione ci sono Accenture, Banco Santander, Blockchain Research Institute, BNY Mellon, Clearmatics, ConsenSys, Digital Asset, EY, IBM, ING, Intel, J.P. Morgan, Komgo, R3 e Web3 Labs.

Fare ordine sul mercato

L’iniziativa arriva in un momento in cui tokenizzazione e blockchain sono sempre più soggette a supervisione regolamentare. Attualmente il mercato blockchain assomiglia un po’ a un Far West, ma la situazione non durerà a lungo: agenzie governative e non governative come la Securities and Exchange Commission (SEC) stanno cercando di regolamentare la blockchain e le valute digitali.

Nonostante l’EEA supporti una specifica forma di blockchain – Ethereum – il direttore esecutivo Ron Resnick, ha dichiarato che l’iniziativa è agnostica rispetto alla blockchain e che qualsiasi azienda che voglia partecipare può farlo senza diventare membro del l’EEA.

La standardizzazione dei token potrebbe rappresentare la chiave per una delle maggiori opportunità economiche della storia moderna”, ha commentato Resnick. “Proprio come gli standard che hanno portato alla crescita dell’e-commerce su Internet, l’applicazione di standard alla tokenizzazione consentirà alle aziende di utilizzare i token per gestire, o fornire accesso a, un insieme di beni, asset finanziari, titoli, servizi, valore o contenuti tramite applicazioni blockchain aziendali”.

Gray ha precisato che un token può rappresentare qualsiasi cosa, da un bitcoin a un immobile.

Viviamo in una realtà in cui i clienti hanno un piede non solo in blockchain pubbliche, ma anche in diversi consorzi, ognuno dei quali potrebbe utilizzare una piattaforma blockchain diversa”, ha spiegato Gray. “Il framework è costruito attorno al presupposto che queste cose devono essere definite in modo neutrale, usando termini e analogie del mondo reale, come la valuta fiat, un biglietto aereo o un biglietto per un concerto”.

Due tipi di token

Una volta definiti, alcuni token potrebbero essere sostituiti con proprietà di valuta interscambiabili. Altri token potrebbero essere non modificabili e rappresentare risorse uniche. “Combinati in un token ‘ibrido’, i token modificabili e non modificabili potrebbero aprire nuove strade al commercio digitale”, ha detto Gray. “Un token ibrido potrebbe essere acquistato e detenuto da un consumatore come asset non trasferibile”.

Per esempio, un token ibrido potrebbe rappresentare una risorsa modificabile, come un biglietto per un volo aereo o un concerto, e una risorsa non modificabile, come il posto specifico su quel volo o al concerto.

Un altro esempio di token ibrido potrebbe essere l’abbinamento di un token non scambiabile, che rappresenta un pacchetto di ipoteche immobiliari e uno scambiabile che rappresenta una quota di quel pacchetto di ipoteche, che può essere acquistata da società o privati sotto forma di titoli.

Le app basate su blockchain per il settore immobiliare includono ora le startup che gestiscono gli investimenti esteri, la conservazione dei registri di proprietà, gli affitti di proprietà e la tokenizzazione. Le reti blockchain che gestiscono le proprietà immobiliari consentono agli investitori tradizionali e ai consumatori di acquistare azioni di una proprietà e di ricevere un rendimento in affitti o ipoteche. Il denaro versato per le azioni consente ai proprietari di effettuare ulteriori investimenti.

Polymath, Securitize e Harbour sono tra le principali reti di blockchain del settore che permettono di tokenizzare asset, come gli edifici commerciali, e trasformarli in titoli negoziabili.

La startup Jointer.io è focalizzata esclusivamente sulla tokenizzazione immobiliare. Ma a differenza di altri servizi, non offre una singola proprietà sotto forma di azioni che possono essere acquistate: combina un numero di edifici in un indice e i partecipanti possono acquistare token da tale indice. “Il risultato è meno rischio e più profitto”, secondo Jude Regev, fondatore e CEO di Jointer.

Il framework sarà agnostico. In Microsoft non abbiamo una blockchain, non competiamo in questo ambito, ma vogliamo ascoltare i nostri clienti che desiderano usare Ethereum, Hyperledger Fabric, Corda o qualsiasi altra piattaforma”, ha sottolineato Gray. “Tuttavia, non possiamo creare applicazioni multipiattaforma finché ogni piattaforma usa lingue e definizioni diverse”.

Insieme alla creazione di una classificazione per descrivere in dettaglio cosa è un token, l’iniziativa svilupperà un metodo per collegare i metadati – informazioni descrittive transazionali – a un token specifico utilizzando la sintassi e la grammatica del framework TTF.

I token potrebbero portare a un’economia senza contanti?

Dietro l’iniziativa c’è un crescente fermento di startup che trasformano asset reali in token da vendere o scambiare su reti blockchain.

Secondo un ex dirigente della Federal Reserve è solo questione di tempo prima che le banche centrali adottino una forma di valuta digitale, simile ai bitcoin, che offrirà ad aziende e privati un modo più conveniente e anonimo per acquistare e vendere beni e conservare il proprio patrimonio.

Per esempio, all’inizio di quest’anno JP Morgan Chase ha annunciato che avrebbe lanciato una criptovaluta supportata dal dollaro americano – un token che consente ai clienti di trasferire denaro tramite un registro blockchain.

L’avvento di una valuta digitale peer-to-peer (P2P) supportata dal governo potrebbe indicare l’inizio di un’economia senza contanti, come avviene oggi in Svezia, o semplicemente integrare l’attuale sistema basato sul denaro.

In Svezia la liquidità sta scomparendo”, ha spiegato Rod Garrett, professore di economia all’Università della California ed ex vicepresidente della Federal Reserve Bank. “In molte aziende non è accettato il denaro contante e molte banche si occupano solo di valuta digitale”.

John Whelan, presidente del Board EEA e responsabile degli investimenti digitali presso il Banco Santander, ha affermato che nei prossimi anni molte classi di asset diverse verranno tokenizzate.

In questa prospettiva la Token Taxonomy Initiative sarà fondamentale per garantire che la prossima ondata di innovazione finanziaria si basi fin dall’inizio su standard multipiattaforma”, ha concluso Whelan.