Da qualche anno si parla sempre più spesso di “Application Economy”. Viviamo in un mondo in cui c’è un’applicazione per tutto: non solo sui nostri cellulari, ma anche – anzi, soprattutto –  nei servizi, soluzioni e piattaforme tecnologiche vitali per il successo di ogni tipo di azienda.  L’evoluzione cloud ha accelerato incredibilmente il percorso di digitalizzazione e oggi innovazioni come l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning (che qualcuno chiama, in italiano, “apprendimento automatico”) si preparano a trasformare le applicazioni business (ma anche quelle di gioco ed entertainment) del passato in qualcosa di nuovo, diverso e più performante. In tutto questo, anche il ruolo degli sviluppatori è cambiato: non sono più “quelli che scrivono codice” ma sono quelli che, grazie alle nuove modalità operative e approcci – container, microservice ecc –  possono mettere a disposizione del business tutto il potenziale di innovazione della nuova IT.

Gli sviluppatori sono professionisti sempre più richiesti, che devono muoversi in anticipo per conoscere tendenze, tecnologie e acquisire competenze nuove che permettano loro di contribuire sempre di più al successo delle imprese per cui lavorano, creando applicazioni che soddisfino le esigenze di utenti interni ed esterni, e di ogni tipo di processi.  In un momento di evoluzione come questo, è fondamentale per loro avere occasione di accedere a possibilità di crescita, apprendimento e confronto con la community.

Ecco perché Oracle ha deciso quest’anno di portare in Italia a Roma per la prima volta Oracle Code, l’appuntamento globale itinerante gratuito che si rivolge alla community di sviluppatori italiani, offrendo un’occasione unica per scoprire i trend del mondo dei developer con sessioni, laboratori, keynote dei massimi esperti di Oracle e non. Cultura DevOps, codice open source, cloud computing saranno solo alcuni dei temi affrontati in laboratori hands on, esperienze interattive e demo organizzate nel “Groundbreakers Hub”, per acquisire gli strumenti utili a cavalcare con successo i trend del futuro, che vedono – ad esempio – una crescente “ibridazione” di competenze e di piattaforme.

Oracle, infatti, prevede che gli sviluppatori dovranno lavorare sempre più a stretto contatto con i data scientist, per amplificare la loro capacità di alimentare le applicazioni con l’intelligence: entro il 2020 ben 8 app personalizzate su 10 avranno funzionalità di intelligence integrate. Restando in tema di intelligenza artificiale e automazione, anche i bot saranno sempre più pervasivi in ogni processo e specializzati: compito degli sviluppatori sarà anche fare in modo che queste intelligenze siano rese disponibili agli utenti in modo intuitivo, richiamando “il bot giusto” per il “compito giusto”  Non solo: la tendenza ad andare verso ambienti cloud nativi sempre più ricchi e complessi vedrà emergere un nuovo profilo di super-professionista di piattaforma, il platform engineer, che si occuperà di garantire l’infrastruttura cloud ad elevate performance  e sicura su cui gli sviluppatori potranno creare e implementare le loro app cloud native, potendo sfruttare al meglio i container, i microservice e tutte le nuove tendenze applicative, serverless incluso.

Nel quadro di Oracle Code è previsto alle ore 18 anche l’appuntamento con “ Women Groundbreakers – Tecnologie e diversity, connubio vincente?” – un incontro organizzato da Oracle e Women&Tech per confrontare esperienze e punti di vista che mettono in luce il valore della diversity, ricchezza per il business e punto di forza che porta le aziende ad avere più successo sul mercato.

Questi ed altri esempi di tendenze per il futuro evidenziano la complessità ma anche l’incredibile potenziale dell’evoluzione in ambito applicativo:  si avvicinano tempi sempre più entusiasmanti per tutti i coder e un modo per esserne protagonisti è certamente partecipare a Oracle Code il 4 aprile a Roma.

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