Ecco perché il futuro del lavoro sarà ibrido e remoto

Anche Apple, come tante altre big (e non solo del comparto tech), sembra essersi convinta che il futuro del lavoro non potrà che essere ibrido e remoto.

futuro del lavoro

Apple e quasi tutte le altre multinazionali si trovano ora a supportare la forza lavoro mobile e agile dopo la pandemia di COVID-19. C’è una semplice ragione alla base di ciò: molti (se non la maggior parte) dei lavoratori semplicemente non vogliono più restare in ufficio dalle 9:00 alle 17:00.

Sappiamo che il lavoro a distanza ha trasformato il posto di lavoro. Anche Apple, un’azienda notoriamente onesta quando si tratta di insistere su una cultura del presenzialismo, sembra aver fatto i conti con questo fatto.

“Sembrerebbe che il lavoro da casa e la produttività del lavoro da casa rimarranno elementi critici anche in futuro”, ha affermato di recente Tim Cook. Dopo un anno di lavoro a distanza con entrate record, Apple ha accettato di consentire ai lavoratori di recarsi in ufficio tre giorni alla settimana, con in più un’opzione per lavorare da qualsiasi luogo per due settimane una volta all’anno.

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Questo è un passo nella giusta direzione, ma sembra probabile che necessiterà di modifiche per adattarsi all’umore attuale post COVID, secondo un sondaggio Dice 2021 sui lavoratori del settore tecnologico. I dati del report mostrano che la maggior parte dei professionisti della tecnologia preferisce il lavoro a distanza e flessibile, con pochissimo supporto per lavorare in modo permanente in ufficio; inoltre, solo il 17% dei lavoratori del settore tecnologico pensa che lavorare a tempo pieno in ufficio sia estremamente o molto desiderabile, mentre il 59% pensa che le opzioni del lavoro a distanza e di quello ibrido siano ugualmente desiderabili.

È anche interessante notare che il 29% dei rispondenti al sondaggio voglia essere completamente remoto. Chiaramente, anche con una forza lavoro ibrida è probabile che alcuni dei talenti di cui la vostra azienda ha bisogno vorranno rimanere a lavorare a distanza. Come la scelta del dispositivo, sembra che l’agilità e il diritto di lavorare in remoto siano ora problemi di risorse umane.

I dipendenti apprezzano l’efficacia in termini di costi e la flessibilità del lavoro a distanza e godono della possibilità di essere più rilassati durante il lavoro. Trovano anche che la mancanza di distrazioni aumenti la produttività e scoprono di sentirsi più felici ed efficienti di prima.

Ci sono state discussioni su come lavorare da remoto possa danneggiare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Per la maggior parte dei dipendenti, sembra essere però l’esatto contrario. Dice afferma che tre quarti dei lavoratori del settore tecnologico ritengono che il loro equilibrio tra lavoro e vita privata sia migliore o lo stesso di prima del COVID-19, rispetto al 24% che afferma che questo equilibrio sia peggiorato.

ces 2021

Le ragioni di tale peggioramento sembrano riflettere scelte gestionali sbagliate. Alcuni datori di lavoro hanno infatti avanzato richieste crescenti e sappiamo che ci sono stati problemi in cui la direzione non ha rispettato i confini tra lavoro e tempo personale. Pare inoltre che i manager più esigenti in questo senso siano spesso gli stessi manager che insistono affinché i dipendenti tornino in ufficio a tempo pieno.

La sensazione diffusa però è che tale gestione autocratica sarà sostituita da team leader più orientati agli obiettivi e più empatici, poiché il lavoro ibrido/remoto diventerà la norma. E forse è per questo che il 34% dei lavoratori del settore ha affermato di avere difficoltà a mantenere relazioni efficaci con i propri manager, rispetto al 22% di un anno prima.

“Le aziende che riusciranno ad attrarre e trattenere i migliori talenti saranno quelle che si prenderanno il tempo necessario per costruire un approccio agile che offra ai lavoratori tech flessibilità e controllo sul loro ambiente di lavoro”, ha affermato Art Zeile, CEO di Dice.

I manager del settore tecnologico devono inoltre prestare particolare attenzione a un’altra tendenza evidenziata nel sondaggio: circa il 48% dei lavoratori tech è interessato a trovare nuove opportunità di lavoro, rispetto al 40% nell’ultimo trimestre e al 32% nel secondo trimestre del 2020. Ciò implica un mercato del lavoro altamente competitivo in cui i migliori lavoratori del settore tecnologico cercheranno lavori che sapranno offrire loro la flessibilità di cui hanno bisogno.

Già ora alcune aziende si sono impegnate a non far mai più tornare i dipendenti in ufficio, dando inoltre a essi la possibilità di stabilirsi ovunque vogliano e di lavorare a distanza anche in un altro Paese. Quando si tratta di uffici, l’obiettivo è rendere questi luoghi hub che forniscano un mix di produttività e supporto personale, ad esempio il miglior Wi-Fi, le migliori stampanti e l’accesso a un consulente qualificato. Dove ci troviamo oggi il lavoro a distanza e ibrido deve affiancarsi a un pacchetto di incentivi (non solo retributivi) progettati per attrarre e trattenere forze lavoro sempre più agili.

Naturalmente, le più grandi aziende tecnologiche del mondo hanno fatto grandi investimenti (come nel caso di Apple Park) per rendere il più piacevole possibile il luogo di lavoro. Ma una cosa che la pandemia sembra aver insegnato di più a chi potrebbe rimanere produttivo fuori dall’ufficio è che (come recitava un vecchio detto) non esiste nessun posto come casa propria.

Il risultato finale? I lavoratori sono più che mai disposti a impegnarsi con nuovi approcci alla cultura del lavoro, mentre i datori di lavoro devono rimanere aperti e sensibili nei confronti di tale esigenza.

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AUTOREJonny Evans
FONTEComputerworld.com
Jonny Evans
Collaboratore di Computerworld.com Jonny è un freelance che scrive di tecnologia dal 1999, in particolare riguardo a Apple e la digital transformation. Cura su Computerworld.com il blog Apple Holic, con post a volte interessanti e a volte provocatori su tutto quel che succede a Cupertino. Le traduzioni dei suoi articoli appaiono su Computerworld in virtù dell'accordo di licenza con l'editore americano IDG Communications. Lo potete trovare su Twitter come @jonnyevans_cw