capgemini report

Lo studio pubblicato da Capgemini e dall’analista Brian Solis, intitolato “The Digital Culture Challenge: Closing the Employee-Leadership Gap“, ha rivelato un profondo divario culturale tra il management e il personale. Capgemini e Solis hanno intervistato più di 1.700 dipendenti in 340 aziende in otto Paesi, tra i quali l’Italia, trovando un gap significativo tra leadership e dipendenti sull’esistenza di una cultura digitale all’interno delle loro imprese. Il 40 per cento dei dirigenti di alto livello ritiene che la propria azienda abbia una cultura digitale, ma solo il 27 per cento dei dipendenti intervistati concorda con questa affermazione.

Tra i partecipanti il 20 per cento sono dirigenti senior, il 40 per cento manager di fascia media e il 40 per cento dipendenti che non hanno ruoli decisionali. La ricerca ha coinvolto cinque settori industriali: automotive, banche/assicurazioni, prodotti di consumo, retail e telecomunicazioni.

capgemini cultura digitale

Per competere con il futuro, le aziende devono investire in una cultura digitale che raggiunga tutti. La nostra ricerca mostra che la cultura è sia il primo ostacolo che il catalizzatore della trasformazione digitale e dell’innovazione”, ha dichiarato Solis. “Molti dirigenti ritengono che la loro cultura sia già digitale, ma i dipendenti non sono d’accordo. Questo gap significa la mancanza di una visione e di una strategia digitale, e di un piano di esecuzione tattica dall’alto”.

Coltivare una cultura digitale segnica aver compreso come la tecnologia sta cambiando comportamenti, lavoro e dinamiche di mercato”, ha aggiunto Solis. “Aiuta tutte le parti interessate a crescere in modo più efficace in uno scenario aziendale in continua evoluzione”.

Nel complesso, il rapporto ha rilevato che il 62% degli intervistati vede la cultura aziendale come uno dei maggiori ostacoli nel percorso per diventare un’azienda digitale. Inoltre, i dati mostrano che la situazione è peggiorata di sette punti percentuali dal 2011, quando Capgemini ha iniziato la sua ricerca in questo settore.

L’indagine ha chiesto ai partecipanti di valutare la cultura digitale delle propria azienda basandosi su sette fattori: pratiche di collaborazione, innovazione, cultura aperta, mentalità digital-first, agilità e flessibilità, centralità del cliente e cultura data-driven.

Il report evidenzia che i dipendenti non vedono la cultura della loro azienda come “digitale”. Nelle conclusioni si legge che il “gap sulla cultura digitale” è conseguenza del fatto che il management non comunica una chiara visione digitale all’azienda, che mancano modelli di ruoli digitali e KPI allineati agli obiettivi di trasformazione digitale.

Cyril Garcia, responsabile dei servizi digitali di Capgemini, ha affermato che le tecnologie digitali possono portare un valore significativo al business, ma le aziende possono sbloccare quel potenziale solo se è diffusa e radicata la giusta cultura digitale.

Le aziende devono coinvolgere e ispirare tutti i dipendenti per consentire il cambiamento culturale; lavorare su questo divario tra leadership e dipendenti è un fattore chiave per la crescita”, ha dichiarato Garcia. “Le aziende che fanno della cultura digitale un pilastro strategico miglioreranno i loro rapporti con i clienti, attireranno i migliori talenti e saranno pronte per il successo nel mondo digitale”.

Anche l’innovazione è un punto critico per molte aziende. “Solo il 7 per cento delle aziende intervistate ritiene di poter testare nuove idee e implementarle rapidamente”, ha rilevato l’indagine. “Questo dato rispecchia la percezione dei dipendenti sulla cultura dell’innovazione. Solo il 37% degli intervistati afferma che la propria azienda ha una cultura di innovazione, sperimentazione e rischio, contro il 75% dei dirigenti senior. Le aziende devono creare un ambiente in cui i dipendenti possono sperimentare”.

Inoltre, esiste un forte disaccordo sulle pratiche di collaborazione. L’85 per cento dei dirigenti ritiene che la propria azienda promuova la collaborazione interna, ma solo il 41 per cento dei dipendenti è d’accordo.

La ricerca ha anche trovato considerevoli differenze tra ciò che il management e i dipendenti percepiscono come una chiara strategia digitale. Il 60 per cento degli intervistati in posizioni di leadership ha affermato di avere una strategia ben definita per raggiungere i proprio obiettivi digitali, mentre solo il 37 per cento dei dipendenti è in linea con questa affermazione.

In conclusione, il report sottolinea che le aziende non stanno coinvolgendo i dipendenti nel cammino di cambiamento culturale.

Coinvolgere i dipendenti è fondamentale per formare una cultura digitale efficace e accelerare la trasformazione culturale dell’azienda”, si legge nel report. “Leader e management aziendale sono fondamentali per tradurre la visione digitale più ampia in risultati tangibili e premiare i comportamenti digitali positivi”.

Capgemini e Solis raccomandano l’implementazione di agenti di cambiamento digitale e il potenziamento dei dipendenti per diffondere una cultura digitale, la progettazione di nuovi KPI digitali focalizzati sui comportamenti, rendere tangibile la trasformazione della cultura digitale e investire nelle competenze digitali.

Consigliano inoltre alle aziende di comunicare a tutti i dipendenti la strategia digitale, utilizzare strumenti di collaborazione digitale per aumentare la trasparenza e, soprattuto, rendere visibile il coinvolgimento del management.

 

WHITEPAPER GRATUITI