Trasformazione digitale in Italia tra pessimismo e ottimismo

Il Rapporto Digital Italy 2019: Per il Governo dell’Innovazione Digitale nel Paese contiene un’analisi della situazione della trasformazione digitale in Italia tra pessimismo della ragione e ottimismo della volontà.

Trasformazione digitale

Ieri, nel corso della giornata di apertura di Digital Italy Summit 2019, Roberto Masiero, Presidente di The Innovation Group (TIG), ha presentato il Rapporto Digital Italy 2019: Per il Governo dell’Innovazione Digitale nel Paese diviso in tre parti. La prima si focalizza sullo scenario del mercato digitale italiano in relazione ai principali trend economici, mentre la seconda contiene una serie di contributi, materiali e proposte per accelerare l’innovazione di Imprese, Pubblica Amministrazione e Terzo settore. La terza parte contiene una selezione degli interventi registrati nel corso del roadshow che ha portato nell’ultimo anno a realizzare versioni locali del Digitali Summit in Campania, Emilia Romagna, Lazio e Liguria.

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Durante la prima giornata del summit sono stati presentati anche i risultati del progetto La Macchina Algoritmica, che rappresenta il primo tentativo di far uscire la ricerca da una dimensione puramente interna al mondo ICT. Il progetto, coordinato dal Data Scientist Andrea Sassanelli in collaborazione col Gruppo di lavoro di The Innovation Group, mira a costruire una macchina algoritmica per sviluppare una soluzione informatica basata su tecniche di machine learning in grado di immagazzinare, analizzare, correlare e presentare i risultati relativi ai dati settoriali del mercato digitale italiano e di prevedere i trend del mercato a 3-5 anni. Il suo scopo è anche quello di identificare le potenziali correlazioni tra i trend del mercato digitale e dei suoi principali segmenti in relazione al PIL e ad altri dataset, quali quelli relativi agli investimenti, ai brevetti e alla digitalizzazione delle imprese.

Alcune delle principali domande a cui il progetto si propone di dare risposta è se esista una relazione misurabile e prevedibile tra spesa in ICT e PIL e se la spesa ICT abbia natura pro ciclica o anticiclica. Dai primi risultati del progetto, ancora in fase prototipale, sembra di poter osservare che solo la spesa nelle tecnologie digitali più innovative (Cloud, Business Analitics, Big data, AI) tende a crescere, e continuerà a crescere in futuro a ritmi sostenuti anche in fasi di flessione dell’economia generale come oggi, in un momento in cui il PIL tende a zero.

I risultati della ricerca condotta da TIG nel 2019 con metodologie di machine learning mostrano infatti, per il mercato italiano del digitale, una crescita che per il 2019 e il 2020 stenta a superare l’1%. La stagnazione del PIL, in particolare, impatta pesantemente sugli investimenti in ICT delle PMI, determinando una crescita complessiva del mercato inferiore rispetto alle previsioni.

Roberto Masiero, Presidente di The Innovation Group

 

Perché questa forbice nei risultati? La macchina algoritmica di TIG ha lavorato senza nessun condizionamento “umano”, correlando, tra gli altri, le dinamiche del PIL con quelle dei tassi di crescita del digitale. “Una crescita più corposa è possibile”, ha dichiarato Roberto Masiero, a patto che si verifichino alcune condizioni:

  • Politica di investimenti pubblici ad alto moltiplicatore in infrastrutture digitali
  • Potenziamento delle politiche industriali di Industria 4.0
  • Efficace adozione del procurement pubblico
  • Utilizzo del 5G per la trasformazione digitale delle imprese
  • Impegno dell’industria nei confronti del mercato dei bisogni, andando oltre la Corporate Social Responsability e contribuendo allo sviluppo di un nuovo Welfare basato sul partenariato pubblico-privato.

Da una ricerca condotta su un campione di 202 imprese sullo stato dell’Innovazione Digitale in Italia è stato inoltre formulato il Digital Innovation Index, dal quale emerge che oltre la metà degli intervistati (52%) ritiene che la propria azienda si trovi in una fase “intermedia del processo trasformativo”, contro il 28,7% che ne è solo all’inizio e il 19,3% che si reputa invece in una fase avanzata.

The Innovation Group ha inoltre intervistato i CIO e IT Manager e i Business Manager di 187 aziende italiane medio-grandi. La ricerca svolta ha permesso di evidenziare come già oggi molte aziende stiano testando i vantaggi dell’AI applicata al business, con una previsione di un raddoppio nell’adozione delle tecnologie di AI nel giro di un anno. L’interesse per queste tecnologie è in crescita, in quanto sempre più spesso sono considerate indispensabili per rimanere competitivi in futuro.

Soluzioni come il riconoscimento della voce, di immagini e video, natural language processing, agenti e chatbot, simulazioni avanzate, predizioni analitiche e altro, si stanno via via diffondendo, seppure oggi ancora in modo iniziale. I vantaggi dell’AI citati dalle aziende sono molteplici e vanno dall’automazione di processi decisionali, al miglioramento della customer retention, al più facile rilevamento di anomalie e frodi. Va sottolineato però che al momento si tratta, nella maggior parte dei casi, dello sviluppo di prototipi o PoC (Proof of Concept), prime implementazioni che solo nel giro di qualche anno porteranno a risultati concreti.