Piccole aziende: tre modi per rendere il workplace più smart

In tempo di pandemia le piccole aziende hanno dovuto affrontare molte difficoltà, ma grazie alla loro intrinseca agilità possono rendere il loro workplace più smart ed efficiente seguendo tre consigli forniti da Ricoh.

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La maggior parte delle aziende di tutta Europa sta affrontando ulteriori restrizioni definite dai governi per arginare la pandemia. La situazione è particolarmente difficile per le organizzazioni di piccole dimensioni che, già nei mesi scorsi, hanno sofferto per un importante calo di fatturato. Le piccole imprese hanno però una carta molto importante da giocare in questo momento: la loro intrinseca agilità.

Affinché tale agilità possa rappresentare un fattore abilitante, queste organizzazioni devono però riuscire a superare il gap tecnologico che attualmente le caratterizza. Da una ricerca promossa da Ricoh è emerso come un terzo delle piccole imprese europee abbia incontrato difficoltà nell’implementazione del lavoro da remoto durante i primi mesi della pandemia e come molto spesso i dipendenti si siano visti costretti ad utilizzare i dispositivi personali per svolgere le attività lavorative.

Non sorprende quindi che il 27% dei dipendenti stia valutando la possibilità di cambiare lavoro per cercare un’azienda in grado di gestire il Remote Working in modo efficiente. Dotare le persone delle corrette tecnologie per lavorare insieme, come se fossero sedute fianco a fianco, aiuta a mantenere la produttività elevata e il team unito e a trattenere i migliori talenti.

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I temi da affrontare per le piccole imprese sono davvero molteplici. Non esiste una soluzione che vada bene per tutti e gli imprenditori devono poter scegliere gli strumenti che maggiormente si addicono e che possono essere rapidamente adattati in base a nuove esigenze o a situazioni inattese. Ricoh, per voce del suo COO Nicola Downing, ha definito tre aspetti che aiutano le piccole imprese ad andare in questa direzione.

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  • L’innovazione deve proseguire: molte aziende hanno deciso di interrompere gli investimenti in tecnologie fino a quando le conseguenze economiche del COVID-19 non saranno più chiare. Riteniamo invece che sia importante, in un’ottica di ottimizzazione del workplace, introdurre innovazioni per la trasformazione digitale, un obiettivo che non può più essere rimandato e da cui dipende la capacità delle imprese di proseguire il business anche in questo momento.
  • La sicurezza al primo posto: il 40% del campione d’indagine della ricerca Ricoh non si sente tranquillo a tornare sul posto di lavoro, a meno che non vengano implementate soluzioni a tutela della sicurezza come termoscanner, sistemi touchless e stampa contactless. Oggi più che mai, la sicurezza e il benessere dei dipendenti sono una priorità e le aziende devono riuscire a trasformare il workplace tenendo ben presente questo aspetto.
  • La collaborazione come pilastro del workplace ibrido: la maggior parte delle aziende sta implementando modalità di lavoro ibride in cui i dipendenti lavorano in parte da casa e in parte in ufficio. Un terzo delle persone coinvolte nella ricerca è però preoccupata del fatto che questo scenario possa avere un impatto negativo sulla produttività. Le tecnologie possono ovviare al problema. Grazie a soluzioni per la collaborazione basate sul cloud, i dipendenti riescono a lavorare in tempo reale con i propri colleghi ovunque si trovino e accedere a documenti e informazioni in tutta sicurezza.

In situazioni di incertezza come quella che stiamo vivendo, per un’azienda può essere difficile affrontare le nuove sfide. Solo agendo rapidamente e in modo proattivo, le imprese saranno in grado di fronteggiare la crisi e di competere nell’attuale contesto.