Windows Virtual Desktop: ecco perché non ci convince

Con Windows Virtual Desktop si può eseguire il desktop da Azure oggi stesso anche su un Mac o un Chromebook. Che sia comodo non ci piove, ma come la mettiamo con tutto il resto?

Windows Virtual Desktop

Nelle ultime settimane Microsoft ha iniziato a distribuire Windows Virtual Desktop (WVD) con il quale, se si dispone di una connessione Internet veloce a un’area di Azure, è possibile eseguire il desktop da Azure oggi stesso. Un tempo non avevamo PC. Avevamo terminali stupidi collegati ai mainframe. Ciò ha messo tutta la potenza IT nelle mani di coloro che controllavano queste enormi macchine, ma sono tempi che francamente preferiamo non ritornino. Vogliamo infatti essere responsabili del nostro desktop e possiamo dipingere alcuni scenari piuttosto spaventosi per convincervi a pensarla come noi.

Supponiamo ad esempio che il governo USA decida che non è possibile utilizzare software da un cloud basato negli Stati Uniti. Se avete Windows su un desktop, continuerete a usarlo, ma se si tratta di un servizio cloud siete fregati. E non è nemmeno un esempio campato in aria. Adobe sta infatti chiudendo il suo servizio di applicazioni per gli utenti venezuelani per conformarsi a un ordine esecutivo degli Stati Uniti che proibisce gli scambi con quel Paese. Se vivete a Caracas, presto non sarete in grado di utilizzare Acrobat, InDesign, Illustrator, Photoshop o Premiere. La stessa cosa potrebbe succedere se vi affidaste ad Azure per le vostre applicazioni desktop.

Detto questo, diamo un’occhiata più da vicino a WVD. Innanzitutto, partiamo con gli aspetti positivi. Il client di Windows Virtual Desktop è attualmente disponibile non solo su Windows, ma anche su Android, Mac, iOS e HTML 5. L’ultimo significa che potete eseguire Windows anche sui browser desktop più diffusi. In particolare, potete eseguire WVD su Chrome, Edge, Firefox, Internet Explorer (ma in nome della sicurezza, non fatelo!) e Safari. Inoltre, è possibile eseguire WVD su Chrome OS, macOS e Linux. In poche parole non si ha più bisogno di Windows per far funzionare… Windows.

Brad Anderson, vicepresidente corporate di Microsoft 365, ha dichiarato: “Le aziende vogliono spostare Windows nel cloud. E WVD è davvero l’unico modo per eseguire veri client Windows 10 multiutente nel cloud pubblico.” Microsoft, che non si è fatta problemi a consigliare di passare a Office 365 anziché aggiornarsi a Office 2019, ha fatto lo stesso per le aziende proponendo Office 365 ProPlus.

Un’altra cosa interessante di questa modifica è che a Microsoft non importa più se utilizzate Windows sul vostro PC Windows. Ora infatti potete eseguire le vostre app di Windows tramite WVD su ChromeOS, Linux o macOS. Una bella comodità per molti, soprattutto per chi era sempre stato fedele a Windows perché magari usava qualche applicazione per lui molto importante non disponibile per altri sistemi operativi.

Nei suoi ultimi aggiornamenti Microsoft ha reso molto più difficile la creazione di un account locale offline. Quello, tanto per capirci, con solo un nome utente e una password che usate da quando Windows 1.0 è uscito sul mercato nel 1985. Microsoft, più precisamente, ha iniziato a rendere più difficile l’utilizzo di un account basato su PC locale con l’aggiornamento di Windows 10 dell’ottobre 2018 e ora è una seccatura creare un account Windows locale.

O meglio, la possibilità c’è ancora, ma se siete connessi a Internet (e chi non lo è?) è nascosta. La troverete in Registrazione dominio, ma per fare il tutto è necessario eseguire il programma di installazione senza essere connessi a Internet o digitare un numero di telefono falso fino a quando la nuova installazione di Windows 10 non richiede di creare un account locale.

Non c’è niente di intuitivo in nessuno di questi due approcci. E questa è un’altra cosa che fa capire chiaramente come Microsoft voglia che accediate a Windows con un ID e una password basati su cloud. Se vi preoccupate anche minimamente della vostra privacy, non c’è da esserne contenti. Ma, piaccia o no, Microsoft vuole che rinunciate al vostro sistema operativo autonomo per PC per il suo sistema operativo centralizzato basato su cloud.

Non siamo solo noi a dirlo. Il noto autore di libri su Windows Ed Bott ha infatti detto che, mentre non pensa che vedremo presto gli utenti consumer legati a un Windows as-a-service, per le aziende ciò succederà sicuramente. Quindi ci sarà ancora una versione desktop di Windows per ora, ma non siamo sicuri che rimarrà in giro ancora per molto. E non è per nulla una buona cosa. Vogliamo infatti che la potenza di calcolo sia nelle nostre mani, non di Microsoft o di altre società.