Windows 11: Microsoft ritratta (due volte) sul supporto dei vecchi PC

Dopo aver prima lasciato trapelare che i PC senza TPM 2.0 avrebbero potuto comunque installare Windows 11, Microsoft annuncia che in ogni caso i PC non supportati non riceveranno aggiornamenti né patch.

Windows 11

Microsoft sembra aver dichiarato nei giorni scorsi che consentirà di scaricare e aggiornare Windows 11 su hardware meno recente e non supportato. I dettagli esatti rimangono ancora da scoprire anche a causa di report contrastanti e della mancanza di una dichiarazione ufficiale da parte della stessa Microsoft.

Gli utenti che scelgono di scaricare un file ISO di Windows 11 potranno eseguire il nuovo sistema operativo anche se si possiede un PC non tecnicamente idoneo per l’aggiornamento del sistema operativo. I report di ZDNet, The Verge, Windows Central e Thurrott.com includevano tutti dichiarazioni (non confermate) di un portavoce Microsoft secondo cui gli utenti saranno in grado di eseguire Windows 11 su hardware non supportato.

L’unica voce ufficiale di Microsoft emersa nelle ore successive riguarda unicamente il fatto che i PC non supportati con a bordo Windows 11 non riceveranno aggiornamenti tramite Windows Update, nemmeno per quanto riguarda patch di sicurezza e driver.

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È evidente che l’opzione di abbandonare Windows 10, i cui aggiornamenti saranno supportati ancora almeno fino all’ottobre 2025 per passare a Windows 11 senza la possibilità di ricevere aggiornamenti non è praticabile, se non per fare test ed esperimenti.

In ogni caso ecco un elenco delle specifiche tecniche necessarie per installare Windows 11 anche su PC non ufficialmente supportati secondo i siti e le testate giornalistiche citate in paertura.

  • The Verge:Ma per coloro che sono felici di installare Windows manualmente, le specifiche minime effettive di Windows 11 significano che le generazioni di CPU non contano, purché si disponga di un processore a 64 bit da 1 GHz con due o più core, di 4 GB di RAM e di 64 GB di spazio di archiviazione.”
  • Thurrott.com: “Microsoft consentirà agli appassionati che desiderano aggiornare i vecchi PC non conformi a Windows 11 di farlo. Questi aggiornamenti non saranno ufficialmente supportati, ma coloro che desiderano aggiornare manualmente un PC a Windows 11, mantenendolo nel programma Windows Insider o creando manualmente il supporto di installazione di Windows 11 con Media Creation Tool, potranno farlo.”
  • ZDNet: “Se avete TPM 1.2 abilitato, almeno 64 GB di spazio di archiviazione, 4 GB di RAM e una CPU dual-core, sarete in grado di procedere con l’installazione di Windows 11, anche se vi verrà comunicato che il vostro dispositivo aggiornato sarà in uno stato non supportato.”
  • Windows Central: “Gli unici requisiti che verranno verificati durante un aggiornamento o installazione manuale sono se il PC ha TPM 1.2 abilitato, 64 GB di spazio di archiviazione minimo, 4 GB di RAM e una CPU dual-core”.

windows 11

Da parte sua, Microsoft sembra ancora affermare che Windows 11 richiederà un set minimo di requisiti hardware, la maggior parte dei quali non è cambiato. “Abbiamo concluso che i processori compatibili a 64 bit, 4 GB di memoria, 64 GB di spazio di archiviazione, avvio sicuro UEFI e TPM 2.0 sono i giusti requisiti minimi di sistema per rispettare i principi che abbiamo stabilito per supportarvi al meglio”, si legge in un blog scritto dal Team Windows.

PC non supportati espulsi dalla beta

Nel frattempo, i membri del Windows Insider Program che avevano installato la beta di Windows 11 su un pc non ufficialmente supportati si sono visti notificare la revoca della licenza per quelle macchine.

I pc non supportati dovranno fare un downgrade a Windows 10 per continuare a far parte del Windows Insider Program e ricevere gli aggiornamenti.

PC Health Check è tornato

Formalmente, sembra che Windows 11 includa ancora un elenco di specifiche hardware minime. Ma non è ancora chiaro se un PC Windows 11 “non supportato” richieda specifiche minime e quale sia effettivamente tale requisito hardware. Uno dei problemi chiave relativi ai requisiti hardware di Windows 11 è la necessità di un Trusted Platform Module (TPM) e la versione del TPM richiesta. I report pubblicati nei giorni scorsi con i dettagli dei portavoce di Microsoft si sono divisi sulla necessità di TPM per eseguire Windows 11 su PC non supportati.

Microsoft, tuttavia, ha ampliato l’elenco delle CPU supportate per includere diversi chip Intel: Intel Core serie X, Xeon serie W e Intel Core 7820HQ, presente in Microsoft Surface Studio 2. Microsoft ha anche affermato di aver analizzato attentamente la prima generazione di processori AMD Zen e ha concluso che non aggiungerà nessuno di questi processori all’elenco approvato.

Infine, Microsoft ha affermato che avrebbe rilasciato una versione aggiornata dell’app PC Health Check che aveva ritirato in precedenza. La nuova app (foto sopra) include “messaggi più completi e migliorati sull’idoneità e collegamenti ad articoli di supporto pertinenti”. Ovviamente, l’app PC Health Check significa poco se gli appassionati possono ancora installare un file ISO di Windows 11 autonomo su hardware che l’app PC Health Check sembrerebbe non approvare.

Sappiamo che gli utenti che possiedono PC meno recenti dovrebbero essere in grado di eseguire Windows 11. Ma Microsoft ha davvero risolto qualcuno dei problemi relativi a Windows 11? Diremmo proprio di no. Certamente avrebbe potuto farlo spiegando i dettagli in una dichiarazione ufficiale, ma rilasciando informazioni in privato a quattro pubblicazioni, ognuna delle quali ha riportato il problema in modo leggermente diverso, Microsoft ha semplicemente confuso ulteriormente tutto ciò che circonda il suo nuovo sistema operativo e la sua compatibilità con hardware meno recente.

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AUTOREMark Hachman
FONTEPCWorld.com
Mark Hachman
Senior Editor di PC World.com In qualità di Senior Editor dell'edizione americana di PCWorld, Mark scrive principalmente notizie e approfondimenti su Microsoft e le tecnologie dei microprocessori, oltre ad altri argomenti. In passato ha lavorato per PCMag, ExtremeTech, BYTE, Slashdot, eWEEK e ReadWrite. Pubblichiamo le traduzioni dei suoi articoli in virtù dell'accordo di licenza con le testate di IDG Communications. Lo trovate su Twitter come @markhachman