La scorsa settimana il CEO di AMD Lisa Su ha dichiarato che Windows 10 sarà rilasciato a fine luglio. Microsoft finora ha dichiarato una finestra di uscita molto più ampia per il suo nuovo sistema operativo (estate) e, come c’era da aspettarsi, non ha voluto commentare la dichiarazione della Su. In una recente dichiarazione una portavoce di Redmond ha infatti puntualizzato che l’uscita di Windows 10 rimane fissata per il periodo estivo e che l’azienda non ha nulla di nuovo da aggiungere.

In effetti, di primo acchito, un’uscita a fine luglio pare azzardata, anche se, come sottolinea l’analista di Directions on Microsoft Wes Miller, “sia che si tratti di luglio, agosto o persino di settembre, a Microsoft non è comunque rimasto molto tempo per rilasciare Windows 10”. Nella sua dichiarazione la Su ha parlato di fine luglio facendo riferimento al “ritorno a scuola”, che in effetti è il secondo periodo dell’anno in cui si registrano le maggiori vendite di PC. Bisogna però capire cosa si intende con la parola “lancio”.

Come infatti fa notare Steve Kleynhans di Gartner, “ci sono diverse date di lancio quando si parla di Windows. La prima è quella riferita al rilascio del sistema operativo agli OEM (i produttori di PC), la seconda è quella che coinvolge le aziende e infine c’è la data di uscita per il mercato consumer, quando insomma Windows può essere acquistato da chiunque”.

Il concetto di Kleynhans? Anche se i produttori di PC potrebbero avere accesso a Windows 10 per installarlo sui computer destinati alla vendita nel periodo del ritorno sui banchi di scuola, ciò non significa necessariamente che Microsoft rilascerà a tutti l’upgrade gratuito a Windows 10 nello stesso periodo.

In ogni caso la previsione di fine luglio appare rischiosa per Microsoft, che finora ha rilasciato sei versioni preview di Windows 10 per desktop e tablet di grandi dimensioni, ma solo un paio per gli smartphone e per i tablet al di sotto degli 8’’. Il browser Project Spartan è arrivato in prova solo tre settimane fa e in generale la qualità di queste versioni preview non ha convinto del tutto.

Microsoft potrebbe fornire agli OEM una prima versione base di Windows 10 a fine luglio, per poi continuare a migliorarla nel corso dei mesi e arrivare a una versione “stabile” a inizio 2016.

Anche l’analista di IDC Al Gillen non si aspettava una data di rilascio così vicina, ma ritiene che la dichiarazione della Su non sia del tutto campata in aria, anche perché, a differenza degli anni scorsi, Microsoft si affiderà unicamente a una distribuzione digitale senza più quindi i tempi necessari a pacchettizzare il nuovo sistema operativo.

C’è poi un altro fatto da considerare che non si era mai presentato prima per Microsoft e che riguarda il completo stravolgimento del modello di sviluppo e supporto. Se infatti con le precedenti versioni di Windows Microsoft faceva uscire il sistema operativo per poi rilasciare patch e aggiornamenti per migliorare la stabilità e aumentare la sicurezza, con Windows 10 questo approccio cambierà radicalmente. Il supporto di Microsoft non si limiterà più infatti a questi aspetti, ma finirà con l’aggiungere anche nuove funzioni e con il modificare l’interfaccia e l’esperienza d’uso del sistema operativo.

Un continuo work in progress che in effetti potrebbe dare a Microsoft una grande flessibilità a livello di tempistiche. Ecco perché secondo Gillen Microsoft potrebbe fornire agli OEM una prima versione base di Windows 10 a fine luglio, per poi continuare a migliorarla nel corso dei mesi e arrivare a una versione “stabile” a inizio 2016.

Se questo fosse davvero lo scenario che si presenterà, potrebbe nascere un rischio non da poco per Microsoft. Con una prima versione non ancora stabile e non del tutto completa, l’accoglienza del pubblico e della critica potrebbe essere molto negativa e Redmond faticherebbe non poco a migliorare la reputazione di Windows 10.