OS desktop: a dicembre Windows 10 ha superato Windows 7

Secondo le nuove stime di Net Applications il mese scorso Windows 10 ha superato per la prima volta Windows 7 come sistema operativo desktop più diffuso al mondo.

windows 10

A quasi tre anni e mezzo dalla sua uscita, Windows 10 lo scorso mese ha superato il suo predecessore Windows 7 come sistema operativo desktop più popolare al mondo. Secondo Net Applications infatti Windows 10 ha guadagnato a dicembre l’1,1% come user share, salendo al 39,2% di diffusione tra tutti i PC e al 45,5% tra tutti i PC che eseguono Windows. Il secondo numero è più grande del primo perché Windows non è installato su tutti i PC del globo, ma solo sull’86% di essi (il restante 14% è suddiviso, in ordine decrescente, tra macOS, Linux o Chrome OS)

Sempre a dicembre Windows 7 ha perso 2 punti percentuali, quattro volte la perdita di novembre e il più grande calo mese di mese da un anno a questa parte. Windows 7 ha così terminato il 2018 con una user share del 36,9% di tutti i personal computer e del 42,8% tra tutti i PC Windows.

Il momento in cui Windows 10 ha sostituito Window 7 (il cosiddetto punto di crossover) è arrivato un mese più tardi di quanto avessimo previsto. Osservando l’andamento medio mensile di ciascun sistema operativo, tale previsione prevedeva infatti il punto di crossover a novembre. Non è successo così e in effetti prevedere con precisione tale superamento è un po’ come giocare d’azzardo, considerando che molti osservatori, esattamente un anno fa, erano convinti che il crossover sarebbe arrivato ad agosto.

L’ultima importante migrazione in casa Microsoft, da Windows XP a Windows 7, ha raggiunto il crossover ad agosto 2012, 20 mesi prima del ritiro di XP nell’aprile 2014. Windows 10 invece ha superato Windows 7 13 mesi prima del ritiro del supporto a quest’ultimo, attualmente previsto per il 14 gennaio 2020. Quando ciò avverrà, Windows 7 dovrebbe alimentare poco più del 36% di tutti i PC Windows, mentre Windows 10 avrà il 55% di diffusione. Al confronto, Windows XP rappresentava il 29% di tutti i PC Windows quando Microsoft gli ritirò il supporto.

Windows 10

Sei mesi dopo la data di scadenza del supporto di Windows 7 (giugno 2020), questo sistema operativo dovrebbe comunque alimentare ancora tra il 32% e il 33% di tutti i PC Windows. A quel punto, Windows 10 dovrebbe essere salito a circa il 59%. Questo per dire che anche tra un anno e mezzo ci saranno comunque molti personal computer che eseguiranno ancora Windows 7 “obsoleto”, senza cioè la rete di protezione rappresentata dagli aggiornamenti di sicurezza di Microsoft.

Microsoft offrirà comunque una soluzione temporanea alle aziende che eseguono Windows 7 Professional o Windows 7 Enterprise tramite gli aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) annunciati a settembre 2018, per un costo crescente ogni anno fino a tre anni. Anche con l’offerta di upgrade gratuita di Windows 10 di Microsoft per i primi 12 mesi dopo il lancio, il sistema operativo non è mai riuscito a tenere il ritmo di adozione impostato da Windows 7 sei anni prima.

Nei primi tre anni dal lancio (2010, 2011 e 2012) Windows 7 ha aggiunto rispettivamente 16, 15 e 8 punti percentuali per un totale di 39 punti di user share. Tuttavia, Windows 10 ha aggiunto solo 14, 9 e 6 punti percentuali (per un totale del 29%) tra il 2016, 2017 e 2018. Windows 10 inoltre non ha mai eguagliato la crescita dei suoi predecessori su base annuale o in generale. E rispetto a Windows 7, Windows 10 non è stato in grado di sostenere grandi volumi di crescita, rallentando drasticamente nel secondo anno e finendo il suo terzo anno di vita (luglio 2018) con numeri comunque inferiori a quelli di Windows 7.

Sempre in riferimento a dicembre, la quota di utenti di Windows è crollata ancora una volta, lasciando sul terreno otto decimi di punto percentuale (il massimo da novembre 2017) per un totale dell’86%. La quota combinata di tutte le edizioni macOS e OS X è invece salita al 10,7%, un record per i sistemi operativi di Apple. Per quanto infine riguarda Linux e Chrome OS, i due sistemi operativi hanno chiuso il 2018 rispettivamente al 2,8% e allo 0,3%.