Microsoft ha posticipato il rilascio del prossimo aggiornamento di Windows 10 (Spring Creators Update o SCU) per un periodo non meglio specificato, dicendo che, tra le altre cose, il codice previsto per il lancio già nei giorni scorsi conteneva un bug che paralizzava alcuni PC con il temuto Blue Screen of Death (BSOD), la schermata di crash che blocca Windows e costringe l’utente a riavviare il computer.

“In alcuni casi abbiamo scoperto che questi problemi di affidabilità avrebbero potuto portare a una maggiore percentuale di BSOD sui PC con l’aggiornamento SCU installato” ha scritto in un post Dona Sarkar, responsabile del programma di anteprima di Microsoft Windows Insider. In quel post la Sarkar ha annunciato il rilascio della release 17134 per la distribuzione fast di Windows Insider, dicendo che Microsoft aveva deciso di rilasciare una nuova build piuttosto che applicare una patch alla precedente build 17133.

Quest’ultima, che Microsoft aveva distribuito per la prima volta il 27 marzo, sarebbe dovuta entrare in fase Release Preview il 9 aprile, ma pochi giorni prima di questa deadline Sarkar annunciava uno spostamento del roll-out più in là nel tempo, senza però aggiungere ulteriori dettagli.

Per gli ultimi quattro feature update (conosciuti anche come 1511, 1607, 1703 e 1709 secondo la nomenclatura di Microsoft basata su anno/mese) la società ha rilasciato una sola volta l’aggiornamento durante il mese elencato (è stato il caso dell’update 1511, il cui roll-out è infatti iniziato il 10 novembre del 2015).

Spring Creators Update

Gli altri tre update hanno mancato l’appuntamento con il mese designato di due giorni (1607), cinque giorni (1703) e 17 giorni (1709). L’imminente aggiornamento Spring Creators Update (o 1803) ha già raggiunto il record di ritardo, visto che a oggi 19 aprile Microsoft non ha ancora iniziato a rilasciarlo.

Per i clienti più importanti di Microsoft, le aziende, i tempi di rilascio dell’update 1803 sono di scarsa importanza, in quanto generalmente le organizzazioni non implementano un aggiornamento delle funzionalità fino a mesi dopo il suo lancio. Solitamente Microsoft aspetta infatti da tre a quattro mesi prima di annunciare che l’aggiornamento corrente è stato sufficientemente testato, messo “sotto stress” (in gran parte dagli utenti consumer), utilizzato con successo su una vasta gamma di sistemi e che quindi è adatto anche all’uso aziendale.

Ma più lungo è il posticipo, più breve sarà anche il periodo in cui Microsoft supporterà questo nuovo aggiornamento e ciò può rappresentare un serio problema per le imprese. Sebbene, come abbiamo appena visto, Microsoft abbia rispettato raramente i tempi di rilascio dei feature update, si è mantenuta invece molto più ligia e inflessibile con le corrispondenti scadenze di fine del supporto. Queste infatti, per Windows 10 Home e Windows 10 Pro, sono state rigorosamente impostate al secondo martedì del mese dopo 18 mesi, mentre per Windows 10 Enterprise e Windows 10 Education i mesi calcolati sono 24.

Se il nuovo aggiornamento 1803, di cui Microsoft tra l’altro non ha ancora annunciato una data di lancio, uscisse fra tre settimane (mettiamo il 9 maggio), gli utenti di Windows 10 Home e Pro avranno 17 mesi di supporto e gli utenti di Windows 10 Enterprise e Education 23 mesi, a meno che Microsoft non cambi idea per la prima volta e sposti la fine del supporto al 8 ottobre 2019 (Windows 10 Home e Pro) e al 14 aprile 2020 (Enterprise and Education).