A un anno e mezzo dal lancio, Windows 10 è presente su circa il 9% di tutti i personal computer aziendali, quasi il doppio del suo predecessore, Windows 8, a quota 5%. E’ quanto emerge dal report recentemente pubblicato da Spiceworks, una comunità online dedicata ai professionisti e fornitori di servizi IT.

La percentuale riportata da Spiceworks è solo una piccola parte rispetto alla quota globale di utenti che utilizzano Windows 10. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla società di analisi Net Applications, Windows 10 è installato su circa il 25% dei PC di tutto il mondo. La maggior parte degli utenti che hanno adottato Windows 10 sono consumer: le aziende, infatti, sono tradizionalmente molto più lente nella migrazione verso un nuovo sistema operativo.

Il sistema operativo più diffuso sui PC aziendali è Windows 7. Introdotto nel 2009, il sistema sarà supportato da Microsoft per i prossimi tre anni. Il dato che più sorprende nel report di Spiceworks è il secondo posto, dove si colloca Windows XP (14%), che Microsoft ha mandato in pensione tre anni fa.

I numeri globali di Net Applications per Windows 7 e XP relativamente al mese marzo sono, rispettivamente, 49% e 7%.

Lo studio Spiceworks evidenzia anche il “tasso di penetrazione” delle varie versioni di Windows nelle aziende, ovvero “la percentuale di aziende che eseguono almeno un’istanza di tale sistema operativo”. Secondo questa definizione, il 34% delle imprese valutate da Spiceworks ha uno o più sistemi che eseguono Windows 10, mentre la penetrazione di Windows 7 è un quasi unanime 87%. Windows XP ha un preoccupante tasso di penetrazione del 52%.

Il tasso di penetrazione di Windows 10 non suggerisce l’imminente adozione del sistema operativo da parte dei clienti business, ma può indicare il livello di interesse per la piattaforma o illustrare come le aziende stanno attivamente testando Windows 10 prima della migrazione.