Windows 10: il pericolo confusione è dietro l’angolo

Quante versioni di Windows 10 ci sono al momento, con che frequenza vengono aggiornate e per quanto tempo Microsoft le supporterà? C’è quasi bisogno di un foglio Excel per tenere traccia di tutto e questo può diventare un problema.

windows 10

C’era un periodo in cui tutto era molto più semplice. C’era solo un iPad, Iron Man era al secondo film e Windows 7 era installato sul 25% di tutti i PC Windows. Già, stiamo parlando del 2010. Negli anni successivi però le cose si sono complicate. Ora gli iPad sono disponibili in cinque dimensioni, l’universo Marvel ha più personaggi di un romanzo di Tolstoj e Windows 10, il vero successore di Windows 7 (Windows 8? Per favore), crea a dir poco confusione. Rispetto alla rigidità di Windows 7 e del suo singolo service pack, Windows 10 è una sorta di Idra che nemmeno Ercole riesce a domare se parliamo di aggiornamenti.

La complicazione più ovvia che Microsoft ha introdotto con Windows 10 è stata una pianificazione radicale che ha accelerato il ritmo delle versioni. Prima di Windows 10, Microsoft aggiornava il sistema operativo circa ogni tre anni. Vi erano eccezioni (l’intervallo tra Windows XP de 2001 e il suo successore Windows Vista del 2006 è stato di cinque anni), ma tale linea temporale è rimasta stabile la maggior parte delle volte.

Inizialmente Windows 10 doveva essere aggiornato ogni quattro mesi. Quel ritmo, tuttavia, era insostenibile e rallentò rapidamente a due volte l’anno. E mentre due volte all’anno rimane la cadenza ufficiale, la riduzione dell’upgrade autunnale a un aggiornamento “minore” ha rallentato effettivamente il ritmo a una volta all’anno. Microsoft, pur continuando a difendere il concetto di rilascio rapido, ha raggiunto un accordo con i suoi clienti commerciali con le azioni intraprese per rallentare la cadenza del 200% in soli quattro anni.

L’espansione di Windows in numerose edizioni e quindi in più versioni non è mai stata un segreto. Microsoft non ha aumentato in modo apprezzabile il numero delle prime con Windows 10 (il core rimane infatti legato al tris Home, Pro ed Enterprise), ma l’aggiunta di variazioni come Windows 10 S e Windows 10 X suggerisce che Microsoft abbia abbandonato la cautela e che creerà e manterrà in modo permanente una maggiore varietà di release.

Più problematica è l’espansione delle release. Laddove Windows 7 ne ha avute solo due (l’originale e Windows 7 e il Service Pack 1), Windows 10 è già a nove feature update tra cui l’imminente 1909. Gli altri sono: 1507, 1511, 1607, 1703, 1709, 1803, 1809 e 1903.

Il problema per i clienti è tenere traccia di ciò e per Microsoft nel supportare tutte queste versioni. Per Windows 7, ad esempio, Microsoft non ha mai avuto più di due versioni da supportare e la sovrapposizione è stata di poco più di 25 mesi. Ora invece deve supportare più versioni di Windows 10 e, contando il feature update della prossima primavera, presto si troverà a dover supportare contemporaneamente cinque versioni, dalla 1709 alla 1909.

edge chromium

Un tempo Microsoft rilasciava aggiornamenti standard una volta al mese, o ogni volta che una vulnerabilità rappresentava un tale pericolo per gli utenti che gli ingegneri di Redmond pubblicavano il prima possibile una patch di emergenza. Ora invece Microsoft ha un sistema di etichettatura alfabetica per i suoi aggiornamenti mensili, che classifica come B, C o D per contrassegnare la settimana in cui compaiono (seconda, terza e quarta del mese, rispettivamente).

Per gli amministratori IT che gestiscono i PC di un’azienda, gli aggiornamenti sono come un costante rumore di feedback in sottofondo, in cui i livelli di decibel aumentano e diminuiscono a seconda della gravità dei bug o della causa che ha portato a un update. Ma non tacciono mai.

Inoltre, prima di Windows 10, Microsoft aveva una politica di supporto di vecchio stampo che chiunque poteva capire: 10 anni. Nella maggior parte dei casi il software Microsoft è stato quindi supportato con correzioni, (soprattutto per motivi di sicurezza) per un decennio. I 10 anni sono stati tradizionalmente suddivisi in due fasi da cinque anni ciascuna denominate Mainstream ed Extended, ma questa divisione non aveva alcuna ripercussione sulle patch di sicurezza

Windows 10 ha abbandonato anche questa formula e, a ben vedere, Microsoft non ha potuto fare altro una volta che ha deciso di aggiornare il suo sistema operativo più volte all’anno. E si è avuta l’impressione che la società fosse semplicemente stanca di supportare un prodotto per così tanto tempo (dieci anni infatti non sono pochi).

Inizialmente, ciascuno dei feature update di Windows 10 doveva essere supportato per soli 12 mesi, ma questo limite è stato rapidamente aumentato a 18. Certo, nulla a che vedere con il decennio di cui parlavamo prima, ma si è trattato comunque di un’estensione che ha avuto un suo peso, soprattutto per le aziende. Tuttavia, a settembre 2018, Microsoft si è inchinata alle proteste dei suoi clienti commerciali e ha aumentato il supporto a 30 mesi, sebbene solo per Windows 10 Enterprise e Windows 10 Education.

Non è un caso che il supporto più lungo sia stato offerto solo alle SKU di Windows più costose. Il ciclo di vita del supporto di 30 mesi diventa un vantaggio chiave per quelle edizioni e per i piani di abbonamento di Microsoft 365, pacchetto che raggruppa Windows 10 Enterprise con Office 365 e altri strumenti di gestione. Windows 10 Pro invece è stato dichiarato per le aziende un “vicolo cieco” dagli analisti del settore di Gartner, in parte proprio a causa del limite di supporto di 18 mesi.

Microsoft, per non farsi mancare nulla, rende anche l’estensione del supporto confusa, poiché i 30 mesi si applicano solo ai feature upgrade pubblicati in autunno (quelli contrassegnati con 09). Gli aggiornamenti primaverili di Windows 10 Enterprise e Windows 10 Education (quelli con il tag 03) rimangono invece fermi a 18 mesi.

Oltre a tutto ciò, Microsoft ha mantenuto la pratica di supporto decennale per quello che inizialmente ha chiamato Long-Support Support Branch (LTSB), in seguito diventato Long-term Support Channel (LTSC). Per venire poi incontro ai clienti ostili a questo cambiamento, Microsoft ha offerto l’opzione come un’edizione speciale di Windows 10 Enterprise. Finora sono state rilasciate tre versioni di LTSB/LTSC (2015, 2016 e 2019), che saranno supportate rispettivamente fino a ottobre 2025, ottobre 2026 e gennaio 2029.