Windows 10 disinstallerà automaticamente gli update difettosi

Dovrebbe essere inclusa nell'aggiornamento 1903 di Windows 10 la nuova funzionalità che permetterà di disinstallare automaticamente un aggiornamento difettoso che ha causato problemi.

windows 10

La prossima versione di Windows 10 consentirà l’autodiagnosi degli errori di avvio e, se necessario, disinstallerà gli aggiornamenti recenti per far funzionare il PC. “Se Windows rileva che il vostro computer non può essere avviato correttamente, tenterà di diagnosticare e risolvere i problemi dovuti a un eventuale danneggiamento dei file di sistema, a chiavi di registro non valide o ad altre cause simili”, si legge in un recente documento di Microsoft.

“Se tutti questi passaggi non avranno esito positivo e il PC non sarà ancora in grado di avviarsi correttamente, Windows determinerà se il problema di avvio è stato introdotto dopo aver installato driver o aggiornamenti recenti. In caso affermativo e come ultimo tentativo per risolvere il problema, questi aggiornamenti potrebbero essere disinstallati automaticamente per riavere il dispositivo a uno stato precedente e funzionante”.

La nuova funzionalità sarà inclusa con il prossimo feature update 1903, che verrà rilasciato molto probabilmente nella seconda metà di aprile. Se tutto ciò vi suona familiare, non stupitevi visto che lo è. Windows infatti già ora tenta di ripristinare il dispositivo in uno stato eseguibile dopo un aggiornamento andato male.

“C’è però una grande differenza” ha detto Susan Bradley, consulente per la sicurezza e moderatrice della nota mailing list PatchMangement.org. “Attualmente se Windows ripristina l’aggiornamento, proverà di nuovo e di nuovo, il giorno successivo e quello dopo ancora. Potete vedere chiaramente sul nostro forum le schermate della cronologia degli aggiornamenti di uno sfortunato utente il cui laptop si riavvia ogni notte perché Windows sta cercando di installare lo stesso aggiornamento bloccato più e più volte.”

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Ciò che Microsoft ha in serbo per Windows 10 1903 (e se il tutto funzionasse come pubblicizzato) impedirebbe di fatto i continui reboot descritti dalla Bradley. “Se la rimozione di questi aggiornamenti consente l’avvio corretto della macchina, Windows impedirà l’installazione automatica degli aggiornamenti rimossi per i prossimi 30 giorni”, si legge sempre nel documento di supporto. “Questo ha lo scopo di offrire a Microsoft e ai nostri partner l’opportunità di analizzare l’errore e risolvere eventuali problemi: dopo 30 giorni, se gli aggiornamenti sono ancora applicabili, Windows tenterà di installarli di nuovo.”

“In questo modo, invece di tentare di reinstallare continuamente un aggiornamento come succede oggi, Windows si metterà in una sorta di pausa e Microsoft avrà 30 giorni per capire cosa c’è che non va con l’aggiornamento”, ha spiegato la Bradley.

Sebbene Microsoft abbia trascorso più di un decennio aggiungendo opzioni di recovery per Windows per affrontare inevitabili fallimenti, le critiche sulla qualità degli aggiornamenti di Windows 10 sono aumentate costantemente. Lo scorso autunno Windows 10 1809, che Microsoft ha tolto dalla distribuzione dopo che sono emersi report sulla cancellazione di un gran numero di file successiva all’installazione dell’update, ha spinto alcuni clienti al limite della disperazione, per non parlare degli aggiornamenti mensili di sicurezza che spesso provocano altri problemi e che a volte necessitano di successivi roll-out per diventare davvero sicuri.

La nuova funzionalità di “ripristino e attesa” dell’aggiornamento 1903 dimostra evidentemente che Microsoft ammette l’esistenza di un problema con la qualità degli update, anche se la risposta a questo problema non ne tocca la vera essenza. “A Microsoft stanno riconoscendo i problemi con gli update e fanno capire che ci vuole circa un mese per rilevare il problema e correggere gli aggiornamenti”, conclude la Bradley.