Microsoft ha annunciato ieri che circa 200 milioni di utenti aziendali utilizzano a oggi Windows 10, segno che le aziende sono sempre più inclini ad abbandonare Windows 7 prima che questo SO perda il supporto da parte di Microsoft tra circa 20 mesi. “Le migrazioni a Windows 10 stanno progredendo in modo decisamente aggressivo”, ha dichiarato a tal proposito Stephen Kleynhans di Gartner Research.

Joe Belfiore, vice presidente di Microsoft che guida il team di Windows 10, ha rivelato il numero alla conferenza di sviluppatori Build 2018. “Al momento ci sono oltre 200 milioni di utenti negli account aziendali che utilizzano Windows 10” ha detto Belfiore, secondo il quale l’implementazione di W10 nelle aziende è davvero in crescita. “Abbiamo visto che l’aumento del tasso di adozione di Windows 10 a livello enterprise è cresciuto del 79% anno su anno”.

Il giorno prima Microsoft dichiarava che quasi 700 milioni di dispositivi utilizzano Windows 10 in tutto il mondo. Su questa base numerica risulta come le aziende rappresentino meno del 30% di tutte le installazioni di Windows 10. Visto però che Microsoft vende tipicamente licenze per singolo user ma con più dispositivi consentiti per ogni utente, i 200 milioni di lavoratori di cui parla Belfiore potrebbero utilizzare più di quel numero di dispositivi con a bordo Windows 10.

Mentre né la percentuale del 30%, né tantomeno i 200 milioni devono essere snobbati, la prima è significativamente inferiore alla media complessiva dei PC commerciali, che hanno storicamente rappresentato più della metà (il 55% è stata una cifra citata spesso dagli analisti) di tutti i personal computer.

windows 10

E mentre Kleynhans non ha contestato l’affermazione di Microsoft di 200 milioni di utenti aziendali che utilizzano Windows 10, è sembrato un po’ deluso dal numero. “È un numero basso? Non saprei, ma è meno di quanto mi sarei aspettato”, ha detto Kleynhans, facendo notare come, a metà 2018, si aspettasse una cifra vicina ai 250 milioni, se non addirittura ai 300 milioni.

Resta il fatto che i numeri annunciati da Microsoft potrebbero presto subire un’impennata significativa considerando l’uscita di Windows 7 dal supporto di Microsoft e, di conseguenza, una forte migrazione delle aziende verso Windows 10. Il sistema operativo del 2009 infatti non sarà più supportato a partire dal 14 gennaio 2020 e se è vero che dopo questa data Windows 7 continuerà a funzionare come prima, è altrettanto vero che Microsoft smetterà di supportarlo con gli aggiornamenti di sicurezza.

“Non è realistico aspettarsi che tutti i clienti commerciali avranno abbandonato Windows 7 entro la data del suo pensionamento”, ha detto Kleynhans. “Recentemente ho parlato con clienti che si affidano ancora per certi task a Windows XP (ritirato dal supporto nel 2014) e persino a Windows 98, il cui supporto è terminato addirittura nel 2006. Quello che ci aspettiamo in Gartner è che le aziende raggiungeranno il livello dell’85%-90% entro la scadenza del 2020″, ha detto Kleynhans riferendosi alla percentuale di dispositivi aziendali che passeranno a Windows 10.

Secondo altre stime, incluse quelle di Net Applications, ci saranno ancora molti utenti che rimarranno fedeli a Windows 7 tra 20 mesi. Gli ultimi dati della società americana infatti, riferendosi a tutti i PC a livello globale (e quindi non solo a quelli aziendali), riportano un 42% di utenti che continuerebbe a utilizzare Windows 7 a gennaio 2020. Si tratta di una percentuale molto maggiore rispetto al 29% di utenti Windows XP quando Microsoft ne cessò il supporto nell’aprile del 2014.

Alla fine comunque le grandi organizzazioni faranno tutto ciò che serve per scendere da Windows 7 e salire su Windows 10 entro il 14 gennaio del 2020. I 200 milioni di utenti aziendali di cui ha parlato Belfiore questa settimana saranno così molti di più tra un anno, sebbene la persistenza di Windows 7 anche in ambito aziendale sarà un aspetto da non sottovalutare per Microsoft.