Il fiasco di Windows 10 1809? Un problema per le migrazioni aziendali

La distribuzione ritardata Windows 10 1809 potrebbe mettere a dura prova le aziende che desiderano migrare da Windows 7 prima che il supporto per il sistema operativo obsoleto termini il prossimo gennaio.

Windows 10 1809

Il ritardo di mesi accumulato da Microsoft nel distribuire l’ultimo feature update di Windows 10 ai clienti non poteva arrivare in un momento peggiore. La consegna lenta e problematica di Windows 10 October 2018 Update, noto anche come 1809, può infatti ostacolare la migrazione delle aziende da Windows 7, influire sul passaggio previsto alle versioni supportate più a lungo di Windows 10 e impedire temporaneamente alle aziende di saltare più aggiornamenti.

Windows 10 1809 ha iniziato una fase di implementazione progressiva per i clienti (quasi interamente consumer in un primo tempo) solo una settimana fa, anche se l’aggiornamento è stato inizialmente rilasciato il 2 ottobre 2018. Il roll-out sarebbe dovuto iniziare a essere visualizzato su PC idonei a riceverlo entro la metà di ottobre.

Peccato che un bug che cancellava i file degli utenti (un difetto segnalato già prima del rilascio da parte di alcuni partecipanti al programma beta di Windows Insider) abbia costretto Microsoft a ritirare l’aggiornamento da tutti i canali di distribuzione, applicare una correzione alla falla e ridistribuire l’aggiornamento ai membri Insider per ulteriori test.

Il ritardo potrebbe inficiare la migrazione verso Windows 10 e i piani di aggiornamento delle imprese, che non solo sono in grado di posticipare gli aggiornamenti due volte all’anno, ma hanno un supporto di 30 mesi per ciascuna versione (un intero anno in più rispetto a quanto offerto da Microsoft agli utenti delle versioni Home e Pro). A causa della confluenza di varie scadenze, il ritardo di tre mesi accumulato dall’update 1809 potrebbe essere considerato un errore non forzato che punisce le aziende che cercano di abbandonare Windows 7 per passare a Windows 10.

La più importante di queste scadenze è il 14 gennaio 2020, quando Microsoft terminerà il supporto gratuito di sicurezza per Windows 7, rendendo il sistema operativo rischioso da usare dopo tale data. Le aziende con sistemi basati su Windows 7, quindi, hanno tempo fino al 14 gennaio (quasi un anno da oggi) per aggiornare quei PC a Windows 10.

Il problema è che l’aggiornamento 1809 non è ancora pronto per la distribuzione aziendale; quindi ogni giorno di ritardo è un altro giorno in cui le aziende non possono migrare i loro PC a Windows 10. Esistono versioni precedenti di Windows 10 che sono state approvate in ottica aziendale, ma ognuna di esse presenta caratteristiche indesiderate che le rendono scarse alternative.

Il problema con gli aggiornamenti delle vecchie versioni di Windows 10 è che usciranno dal supporto prima del ritiro di Windows 7 o entro pochi mesi dalla scadenza, costringendo le aziende a eseguire di nuovo l’aggiornamento. Contrariamente a Microsoft, che almeno pubblicamente crede che molti clienti continueranno ad aggiornare due volte l’anno, si presume che l’obiettivo dell’IT aziendale sarà invece quello di di fare il minor numero possibile di aggiornamenti, eseguendo ogni nuova versione di Windows 10 per il periodo più lungo possibile.

Il supporto di Windows 10 Enterprise 1703 terminerà a ottobre, tre mesi prima del ritiro di Windows 7. Windows 10 Enterprise 1709 e Windows 10 Enterprise 1803 non saranno più supportati rispettivamente dal 14 aprile 2020 e dal 10 novembre 2020, o tre e 10 mesi dopo che cesserà il supporto a Windows 7. Ciò significa che se un’azienda ha deciso di migrare da Windows 7 a Windows 10 ora e ha impiegato otto mesi per completare l’aggiornamento (quattro per il rodaggio della build, altri quattro per l’implementazione), le opzioni sono:

  • Windows 10 1703 è fuori discussione perché il suo supporto termina prima della fine di quest’anno, costringendo l’azienda ad aggiornare dalla versione 1703 non appena ha concluso il lavoro.
  • Windows 10 1709 è un po’ meglio visto che il suo supporto si esaurisce in 15 mesi, dando all’azienda solo sette mesi su questa versione dopo l’aggiornamento. I due aggiornamenti (da Windows 7 a Windows 10 1709, quindi dal 1709 a una versione successiva) dovrebbero sovrapporsi in una certa misura. Ma come mostra la Figura 1 qui sotto, non appena l’organizzazione ha terminato l’installazione del 1709, dovrebbe iniziare a installare una versione successiva come la 1803 o la 1809. Anche in questo caso la 1709 sarebbe arrivata sulle macchine dell’azienda solo quattro mesi prima della fine del supporto di Windows 7 (il ritiro di Windows 7 è contrassegnato dalla barra verticale blu).
Figura 1
  • Windows 10 1803 è immediatamente disponibile e testato, ma la sua data di fine supporto presenta un problema. Quella data, il 10 novembre 2020, è abbastanza lontana in futuro e la migrazione potrebbe essere risolta prima che il supporto di Windows 7 cessi. Ma come mostra la Figura 2, il naturale successore, il 1903 di quest’anno, sarebbe un errore perché anche per i clienti di Windows 10 Enterprise avrà solo 18 mesi di supporto. Ciò significa che conviene attendere l’update 1909, che riceverà 30 mesi di supporto.
Figura 2
  • Windows 10 1809 sarebbe dovuto essere l’aggiornamento perfetto per chi passava da Windows 7 ed è quasi certo che fosse questa l’intenzione di Microsoft. Se non ci fosse stato questo cospicuo ritardo di tre mesi nel suo rilascio, le aziende avrebbero sfruttato il periodo da ottobre a gennaio per pilotare e testare l’aggiornamento. Quindi, quando Microsoft avrebbe certificato il 1809 come pronto per le aziende al più tardi entro la fine di gennaio (più probabilmente nella prima metà di dicembre), le aziende avrebbero potuto iniziare a distribuire Windows 10 come sostituzione di Windows 7. Distribuzione che sarebbe presumibilmente terminata a maggio, dando alle organizzazioni un “cuscinetto” di sette mesi e più prima che Windows 7 uscisse dal supporto.

Invece il bug dell’eliminazione dei file ha spinto questo programma indietro di quattro mesi. A questo punto Microsoft sarà molto cauta e probabilmente non certificherà il 1809 come enterprise-ready fino a maggio e la distribuzione, quindi, occuperebbe l’IT delle aziende fino a ottobre; supponendo che la migrazione non incontri ostacoli, dovrebbe essere completata con tre mesi di anticipo rispetto alla cessazione del supporto di Windows 7.