Un super ottobre per Windows 10… e Windows 7 continua a calare

Il mese scorso Windows 10 era installato su oltre il 54% di tutti i PC, mentre Windows 7 è sceso al 26,9%. E se si dovesse continuare così, Windows 10 potrebbe superare persino il record di diffusione di Windows XP.

windows 10

Secondo le stime pubblicate venerdì da Net Applications, a ottobre la quota di tutti i PC al mondo con a bordo Windows 10 è cresciuta di 1,9 punti percentuali al 54,3% (si tratta del quarto mese consecutivo con crescita di un punto percentuale intero o più). Lo stesso mese la parte di Windows 10 tra gli utenti di tutti i PC Windows è salita al 62,7%.

Ricordiamo che la seconda percentuale è maggiore della prima perché Windows non è installato su tutti i desktop o notebook al mondo. A ottobre Windows ha infatti contato per l’86,8% dei PC a livello globale del mondo, con il resto affidato a macOS, Linux e Chrome OS.

Come sempre nella lotta a somma zero per la condivisione degli utenti, l’avanzamento di Windows 10 è andato di pari passo con un calo Windows 7. A ottobre la quota di Windows 7 è infatti scesa di 1,3 punti percentuali al 26,9% di tutti i PC e al 31% di quelli basati su Windows. Il declino del mese scorso è stato il più piccolo negli ultimi quattro mesi, ma ha comunque rappresentato un aumento del 25% rispetto alla media degli ultimi 12 mesi.

Non c’è dubbio che il calo di Windows 7 sia accelerato. Negli ultimi sei mesi Windows 7 ha infatti perso oltre 9,5 punti percentuali, ovvero i tre quarti di tutte le perdite nell’ultimo anno, mentre negli ultimi tre mesi ha registrato perdite per 4,9 punti percentuali. Il ritmo di questo crollo è stato tra l’altro più veloce di quello di Windows XP prima che Microsoft ritirasse il supporto. Durante infatti lo stesso periodo di sei mesi prima della scadenza del supporto di Windows XP nel 2014, il sistema operativo aveva 8 punti percentuali, 1,5 in meno rispetto a Windows 7. E nei tre mesi corrispondenti al declino di Windows 7 di quasi 5 punti, XP aveva perso solo 2 punti.

Microsoft cesserà di supportare Windows 7 il 14 gennaio 2020, ovvero tra circa 10 settimane, e consegnerà gli aggiornamenti di sicurezza finali ai clienti proprio in quella data, sebbene le aziende saranno in grado di acquistare patch di sicurezza anche dopo il 14 gennaio 2020 attraverso il programma a pagamento Extended Security Updates (ESU). Nonostante questo andamento in continua discesa, Windows 7, ancora molto diffuso nelle aziende, non morirà presto.

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Le ultime previsioni di Computerworld ad esempio vedono Windows 7 installato sul 26,2% di tutti i PC Windows il 31 gennaio 2020, ovvero due settimane dopo la fine del supporto da parte di Microsoft. Ma anche così significa che Windows 7 continuerà a essere usato da un numero incredibile di personal computer. Nel gennaio 2021, Windows 7 dovrebbe invece rappresentare il 12% di tutti i sistemi operativi Windows, equivalenti a circa 180 milioni di PC.

Quando Windows XP iniziò a non essere più supportato da Microsoft, rappresentava circa il 29% di tutti i sistemi operativi Windows. Due anni dopo, ad aprile 2016, XP si era ridotto, ovviamente, ma rappresentava ancora l’11,9% di tutte le installazioni Windows. Se Windows 7 seguirà questo andamento, manterrebbe comunque una quota a doppia cifra fino al 2022.

L’analisi dei numeri forniti da Net Applications per queste proiezioni porta anche a un altro elemento interessante nella transizione da Windows 7 a Windows 10, con quest’ultimo che presto potrebbe registrare un record di condivisione degli utenti. Entro dicembre 2019, secondo le più recenti previsioni, Windows 10 rappresenterà infatti il 67,3% di tutti i sistemi operativi Windows, una percentuale maggiore rispetto a quella di Windows 7 al suo apice. Nel giugno 2015, il mese prima del debutto di Windows 10, Windows 7 aveva infatti una quota del 67,1% tra tutte le installazioni Windows globali.

Windows 10 potrebbe persino superare il record di Windows XP nell’ecosistema Windows. Nel febbraio 2007, nel punto più alto di XP nelle misurazioni di Net Applications, il sistema operativo allora vecchio di sei anni alimentava addirittura il 90,6% di tutti i PC Windows. Quel numero sorprendente è stato possibile anche perché il successore di XP (Vista) era in ritardo con il lancio e i predecessori di XP, come Windows 98 o Windows Me, erano stati rispettivamente ritirati o “bloccati”.

Con la proiezione lineare composta dagli ultimi 12 mesi, Windows 10 dovrebbe contare per il 90,8% della quota di tutti i PC con Windows entro marzo 2021.