Microsoft, che ha sempre lottato per stabilire la propria identità nel mondo della musica, ha annunciato il rebranding del servizio Xbox Music i Groove Music. I costi dell’abbonamento al servizio non cambiano (9,99 dollari al mese o 99 dollari all’anno), e gli attuali abbonamenti a Xbox Music Pass saranno convertiti automaticamente al “nuovo” servizio.

L’annuncio è stato dato tremite il blog uficiale di Microsoft, e non è chiaro se l’azienda ha acquistato il servizio Groove Music di Zikera, come alcuni hanno sospettato. Al momento, Zikera non ha risposto alla richiesta di un commento.

Brandon LeBlanc, Chief blogger di Microsoft, ha scritto che la nuova interfaccia Groove è più “intuitiva”, e che “Groove offre una migliore esperienza per ascoltare e gestire la musica in Windows 10”. LeBlanc ha sottolineato che il nuovo design dell’interfaccia offre “controlli e menu facili da usare sia con mouse/tastiera che con le gesture familiari sui dispositivi touch-screen”.

La controversa avventura musicale di Microsoft

A partire dal lettore musicale Zune – un classico di culto, amato dai suoi fan, ma che non ha incontrato un pubblico di massa – Microsoft non è mai riuscita a trovare un brand per competere con altri fornitori di servizi, tra cui, per esempio, la Mela.

La scelta del nome, poi, ha creato confusione: gli utenti non sono tenuti a possedere una Xbox per accedere ai milioni di brani disponibili in Xbox Music Pass, ma è ciò che il nome suggerisce, così come non è necessario possedere una console di gioco per accedere a Xbox Video.

La musica non può essere una fonte di entrate per Microsoft al pari di una licenza Windows Server, per esempio. A questo punto, si deve supporre che Microsoft voglia fornire una valida alternativa a Spotify e altri servizi di musica, se non altro per costringerli a continuare a sviluppare applicazioni per la piattaforma.