Dopo un aprile un po’ pazzo per quanto riguarda la diffusione dei sistemi operativi desktop, a maggio è tornata una sorta di “sanità mentale”, con Windows 7 che ha perso una quota importante di installazioni e con Windows 10 che prosegue invece spedita verso il tanto atteso superamento del suo principale rivale.

Secondo Net Applications infatti a maggio Windows 7 ha perso circa 1,8 punti percentuali, rappresentando il 41,8% della quota degli utenti di tutti i personal computer e il 47,3% di tutti i PC che utilizzano Windows (il secondo numero è più grande del primo perché Windows è installato sull’88,4% di tutti i PC, non sul 100%.)

Il declino di maggio è stato il più grande in quasi due anni a eccezione di un reset a fine 2017, quando Net Applications aveva eliminato i dati relativi al traffico criminale generato da bot. Il cambiamento rispetto ai mesi passati è stato quasi “drammatico”; sia in marzo, sia ad aprile infatti Windows 7 aveva guadagnato terreno, esattamente l’opposto di ciò che Microsoft vorrebbe (spingere gli utenti ad abbandonare Windows 7 e a passare a Windows 10).

Nel frattempo Windows 10 ha aumentato la quota di utenti lo scorso mese di nove decimi di punto percentuale per raggiungere il 34,7% di tutti i PC e il 39,3% di tutti i PC Windows. Anche questo risultato è in contrasto con i due mesi precedenti, durante i quali Windows 10 si era lasciato dietro un totale di otto decimi di punto percentuale.

windows 10

Per Microsoft questi dati riferiti al mese scorso potrebbero essere incoraggianti, ma a lungo termine le prospettive sono ancora instabili. Basandosi su una previsione degli ultimi 12 mesi, si stima infatti che Windows 7 rappresenterà ancora quasi il 35% di tutte le edizioni di Windows attive nel gennaio 2020 e, nello stesso periodo, Windows 10 dovrebbe essere presente sul 57% di tutti i laptop e desktop Windows.

Gli ultimi numeri hanno comunque anticipato il punto di crossover per Windows 10, ovvero quando il nuovo sistema operativo raggiunge una percentuale maggiore di tutti i PC Windows rispetto a quella precedente. Prima, utilizzando le stime di aprile, si parlava di febbraio 2019, mentre con i numeri di maggio si pensa che il crossover arriverà a novembre 2018. Le ultime stime mostrano infatti che alla fine di quest’anno, a soli 12 mesi dal ritiro di Windows 7, Windows 10 sarà presente sul 45,6% di tutti i sistemi Windows, mentre Windows 7 si fermerà al 43,2%.

Per quanto riguarda gli altri dati di Net Applications, la quota di utenti di Windows 8 e Windows 8.1 è rimasta stabile a maggio al 6,5% di tutti i personal computer e al 7,3% dei PC Windows. Il sistema operativo del 2012 (2013 per Windows 8.1) ha rappresentato circa la stessa percentuale dell’attività online fatta segnare da Windows XP, che a maggio deteneva ancora una quota del 5%.

Entro un anno l’accoppiata Windows 8/8.1 dovrebbe scendere sotto il 5%, un’altra conferma che questa “combo” di Microsoft è stata un flop. Windows 8/8.1 non ha mai preso piede ed è arrivato a un picco di circa il 18% di diffusione nel novembre del 2014, diversi punti percentuali in meno rispetto al top raggiunto ancora prima dal molto più deriso e bistrattato Windows Vista.

Inoltre, a maggio, la quota di utenti di macOS è diminuita di due decimi di punto percentuale (9%), mentre Linux ha registrato un aumento di un decimo punto percentuale, tornando al 2% dopo due mesi trascorsi leggermente al di sotto questa soglia.