La strada per una convergenza tra sistemi operativi desktop e mobile è già stata tracciata e molti leader IT sono già pronti a percorrere questo sentiero. Infatti, nonostante il recente dietrofront di Google per il progetto di unire Android e Chrome OS in un unico OS, la grande G, Microsoft e Apple si stanno muovendo proprio in questa direzione, sebbene al momento nessuno dei tre appaia pronto a realizzare una piena transizione verso un singolo sistema operativo per tutti i dispositivi.

Se quindi questi tre giganti tecnologici stanno ancora soppesando i pro e i contro di una simile scelta, molti CIO sono già preparati e persino ansiosi di vedere finalmente il raggiungimento di un’unica soluzione e di un unico motore in grado di muovere device mobile e desktop, sebbene anch’essi si rendano conto che un sistema operativo unificato non sia la panacea per tutte le sfide e le responsabilità insite nella gestione IT.

Naturalmente, visto dalla prospettiva di manager e leader IT, uno dei benefici principali di un unico OS è la maggior facilità di gestione, nonché la possibilità di lavorare con un unico modello “federativo” e di risparmiare tempo e risorse. Non la pensa però così il CIO di Motorola Solutions Greg Meyers, secondo il quale un simile scenario di piena convergenza tra desktop e mobile potrebbe portare a potenziali limitazioni.

Android e Chrome OS sono al momento i candidati meno probabili per una futura convergenza

“In un ambiente enterprise le applicazioni mobile sono solitamente una versione meno completa e funzionale rispetto a quanto offerto dalle versioni desktop o browser. Temo che applicazioni complesse come Salesforce, Oracle o SAP non potranno mai funzionare davvero bene con un’interfaccia puramente in stile mobile. Non dico però che questo scenario sia del tutto negativo. Anzi, sicuramente sarà più facile sviluppare su un’unica piattaforma, ma in ambito IT ci sarà bisogno di un forte investimento nello sviluppare applicazioni multimodali che possano adattarsi bene ai due diversi usi” conclude Meyers.

Fra i tre attori principali prima citati Microsoft sembra essere la più vicina a realizzare un vero e proprio sistema operativo unificato, soprattutto con l’imminente rilascio di Windows 10 Mobile e con la strategia delle app universali su cui Redmond punta moltissimo per riprendersi quote significative di mercato in ambito mobile.

Google invece non sembra avere al momento grandi speranze. Un po’ perché Chrome OS non è ancora comparabile a Windows o a OS X come funzionalità e completezza, un po’ perché Android non ha mai preso piede in ambito desktop dopo i primi e timidi tentativi di realizzare dei PC con il sistema operativo mobile di Google. Inoltre l’esperienza di utilizzo rimane ancora molto diversa tra Chrome OS e Android e anche per questo motivo secondo diversi osservatori e analisti questi due OS sono i candidati meno probabili per una futura convergenza.

Passando ad Apple, si nota sempre più chiaramente un avvicinamento e un’integrazione tra iOS e OS X, ma la strategia di Cupertino per una convergenza piena tra i due sistemi operativi ha poco a che fare con le richieste e le aspettative dell’IT. Apple infatti, nonostante gli ultimi segnali di avvicinamento al mondo aziendale, non pare molto preoccupata o interessata a come il settore enterprise possa accogliere una convergenza totale tra OS mobile e desktop.

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