Se vi state chiedendo cosa ci si possa aspettare dalla prossima versione di Windows 10 (la 19H2), la risposta è: non molto. Microsoft ha infatti annunciato che l’imminente release 19H2, prevista per settembre, includerà “un set di funzionalità mirate a miglioramenti prestazionali selezionati, funzionalità aziendali e miglioramenti di qualità”. L’obiettivo sembra insomma essere quello di migliorare ciò che c’è già in Windows 10, con un occhio di riguardo per le distribuzioni ad aziende e partner e non tanto per l’aggiunta di funzionalità rivolte al consumatore.

Come parte di tale programma, Microsoft ha annunciato che rilascerà nuove build 19H2 come parte della distribuzione Slow Ring, la controparte del Fast Ring di Windows 10 Insider. Ogni build verrà distribuita come aggiornamento cumulativo: una patch, in altre parole, anziché una build completamente nuova. La prima di queste (Build 18362.1) è stata resa disponibile agli utenti ieri. “Questo aggiornamento contiene due modifiche progettate per gli OEM e non contiene alcun elemento visibile agli Insider”, ha affermato la società.

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Agli Insider non è nemmeno garantito di poter vedere le nuove modifiche. Queste verranno distribuite secondo una pianificazione precisa e alcune versioni avranno le funzioni disattivate e abilitate in seguito. Se non siete dei Windows Insider e non volete nemmeno esserlo, non cambierà nulla. A settembre infatti (non sappiamo ancora bene quando esattamente) la versione 19H2 verrà resa disponibile agli utenti consumer come è sempre stato. Questa volta, tuttavia, i consumatori avranno meno probabilità di vedere eventuali modifiche significative alla propria esperienza con Windows 10 una volta installato l’aggiornamento.

Questo significa che se Microsoft continua su questo percorso, ci saranno ancora due nuovi major update all’anno, più precisamente intorno ad aprile e settembre. Solo la versione di aprile aggiungerà però nuove funzionalità, rendendo quella autunnale una specie di “versione di manutenzione” che risolverà bug e aggiornerà funzioni già integrare. Sembra insomma che Microsoft stia cercando di alleggerire l’onere per i produttori di PC e le grandi aziende, che devono testare e distribuire i feature update primaverili ed autunnali.

Microsoft tra l’altro ha già iniziato a distribuire le prime versioni della cosiddetta release 20H1 prevista intorno ad aprile 2020. Anche in questo caso si tratta principalmente di miglioramenti piuttosto che nuove funzionalità. Finora, la più importante novità della versione 20H1 è probabilmente il sottosistema Windows per Linux 2 con all’interno un vero kernel Linux.